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IoT: ecco come sta ridisegnando le imprese

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IoT: ecco come sta ridisegnando le imprese

24 Feb 2015

di Valentina Bucci

L’Iot ha già cambiato il modo di lavorare di molte imprese e tante sono le realtà che ormai fanno rientrare il tema all’interno delle proprie strategie di sviluppo. Alcuni settori hanno beneficiato più di altri dei vantaggi che l’internet delle cose ha da offrire, ma l’opportunità è trasversale a tutti gli ambiti. Ecco qual è lo stato dell’arte e come le imprese si stanno trasformando.

È ormai chiaro che l’IoT non è qualcosa che appartiene al futuro: al contrario, ha ormai ridisegnato la fisionomia di tante imprese e già oggi molti oggetti, divenuti intelligenti, consentono alle aziende di affiancare alla vendita dei propri prodotti l’offerta di servizi che i dati generati dai prodotti stessi permettono di ideare. In molti casi questo è già avvenuto, e tante realtà che hanno colto le opportunità offerte dall’IoT qualche anno fa, quando ancora si parlava di “evoluzioni possibili”, stanno oggi raccogliendo i frutti, importanti e monetizzabili, del proprio percorso.
Quali sono i settori ad oggi più coinvolti nella trasformazione? Come si stanno modificando i reparti delle aziende e gli ambiti di competenza di queste ultime? Quali sono infine le tecnologie Ict necessarie per sfruttare i benefici offerti dall’IoT? Troviamo le risposte a queste domande nell’inquadramento sul mondo IoT che Annamaria Di Ruscio, Partner e Direttore Generale di NetConsulting ha realizzato in apertura a un recente Webcast organizzato da ZeroUno sul tema (vedi questo articolo).
Tre Diverse declinazioni di Iot
Osservando il fenomeno IoT nel suo complesso, è possibile distinguere oggi tre diverse funzioni che questo può svolgere, “tre diversi IoT”: il primo, permette di automatizzare tutta la filiera del processo (è la cosiddetta “Industrial internet”, il fenomeno di integrazione tra macchine della produzione da un lato, sensori e software che ne coordinano il funzionamento dall’altro); in una sua seconda versione, ottimizza tutti i processi non-core business delle aziende (per esempio efficienza energetica, gestione degli edifici), impattando positivamente sulle spese aziendali; infine, come già accennato, c’è un terzo IoT che abilita l’innovazione di prodotto, quello cioè che rende oggetti, finora analogici, digitali, e consente di ideare nuovi servizi.
Parte integrante delle strategie aziendali
Tre settori si distinguono in particolare per essere stati più trasformati:

  • nel Manufacturing l’IoT ha fortemente rinnovato i processi, attraverso l’Industrial Internet, e i prodotti, che sono divenuti sempre più spesso “smart”;
  • l’Insurance, dove l’IoT ha abilitato la creazione di assicurazioni personalizzate: sul versante teleassistenza, per esempio, le wearable technologies consentono di monitorare gli anziani e i disabili e concepire polizze assicurative sulla base dell’identikit del cliente che i dati raccolti permettono di tracciare;
  • Sanità e wellness hanno trovato nei wearables la spinta per nuovi sviluppi (come nell’esempio sopra descritto) e parallelamente l’IoT ha permesso di aprire la strada a teleassistenza, telemonitoraggio, telechirurgia.
Figura 1 – Periodo di attuazione della strategia digitale. Fonte: NetConsulting, Cio Survey 2014
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Questi i settori che più di altri hanno approfittato fino ad ora delle possibilità offerte dall’Internet delle cose; ma non sono certo gli unici a sfruttarne i benefici: ce lo conferma la Cio Survey 2014 di NetConsulting, svolta su 80 grandi aziende italiane di tutti i settori economici; i risultati dicono che l’IoT già tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 è entrato a far parte delle strategie digitali che le imprese si sono date, ed è diventando nel tempo sempre più prioritario (figura 1).
Con quali impatti sulla vita delle aziende e sui mercati? Da un lato, si stanno trasformando tutti i reparti aziendali: abbracciare un business di servizi significa riorientare ricerca, produzione e prototipazione, vendita, marketing ecc.. Dall’altro, i mercati trovano nuove forme di intersezione: Nike produce oggi materiale sportivo teleconnesso, e offre servizi che sconfinano nel wellness e nella sanità. Il settore automotive rende l’auto il “servizio auto”, si occupa di sviluppare applicazioni legate a geolocalizzazione, infotraffico, intrattenimento e molto altro; l’elenco potrebbe proseguire.
L’IoT, e l’innovazione di prodotto che trascina con sé, non migliora solo la customer experience; per le aziende significa anche, per esempio, grazie all’analisi dei dati inviati dalle smart things, poter ridefinire assistenza e manutenzione, rendendole real time e predittive o trasformare il concetto di prototipazione: il miglioramento del prodotto non avviene solo in fase preliminare, ma anche dopo che è stato commercializzato, attraverso lo studio diretto del suo comportamento nel reale contesto d’uso cui è destinato.
La realizzazione dello scenario che stiamo tratteggiando, va ricordato, è stata resa possibile da infrastrutture di telecomunicazione fissa e mobile fino a qualche anno fa decisamente meno sviluppate: è questa la base tecnologica che ha fornito le premesse necessarie all’evoluzione che stiamo descrivendo.

Un valore monetizzabile, ma servono le tecnologie giuste

Figura 2 – Modello architetturale abilitante l’Iot. Fonte: NetConsulting
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Mantenendoci sul piano tecnologico, come si compone un’architettura adeguata a gestire la complessità che l’IoT introduce in azienda? Alla base è necessario dotarsi di una Information Delivery Platform, una soluzione cioè capace di attingere a tutte le informazioni che vengono raccolte dagli oggetti intelligenti, e innescare con essi un processo di comunicazione bidirezionale (figura 2). A questo strato è però fondamentale aggiungere un livello di Service Delivery Platform in grado di gestire i dati dal punto di vista dei Kpi relativi al servizio erogato, di dialogare attraverso sistemi di Business Analytics e così di attivare, elaborando tutti i processi necessari, dei Dds (Decision Support System) in grado di fornire indicazioni strategiche a tutte le Lob. Solo la presenza di entrambi i componenti rende l’IoT un valore monetizzabile per l’azienda; un percorso che può essere certamente agevolato dalle possibilità offerte dal Saas, ma che va in ogni caso affrontato a partire dalla costruzione di una roadmap precisa, che privilegi un approccio incrementale, lasciando il tempo ai reparti interessati dal cambiamento di far propri i nuovi strumenti introdotti. Le aziende che stanno oggi beneficiando dell’IoT sono infatti quelle che sono riuscite, mentre implementavano le tecnologie, ad aprire al concetto di “servizio” la mentalità di chi opera nell’azienda, ridisegnando così non solo sulla carta, ma di fatto, processi, fisionomia e cultura di tutti i reparti.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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