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Interlink, avviato il progetto europeo di open innovation

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Interlink, avviato il progetto europeo di open innovation

Rappresenteranno l’Italia per il progetto Interlink: la Fondazione Bruno Kessler, che avrà il ruolo di coordinatore, Dedagroup Public Services e il Ministero dell’Economia e delle Finanze

18 Feb 2021

di Redazione

I primi di febbraio è stato avviato Interlink che per i prossimi tre anni vedrà collaborare realtà a livello internazionale per l’implementazione delle tecnologie necessarie alla realizzazione di tre casi d’uso applicati a tre differenti Pubbliche Amministrazioni: il Ministero italiano dell’Economia e delle Finanze, il Ministero lettone per lo Sviluppo Regionale e la Città di Saragozza. Rappresenteranno l’Italia la Fondazione Bruno Kessler, centro di ricerca internazionale con sede a Trento, che avrà il ruolo di coordinatore, Dedagroup Public Services, l’azienda che fa capo a Dedagroup, e che affianca Enti centrali, locali e Aziende di Pubblico Servizio nella trasformazione digitale, e lo stesso MEF. Gli altri partner del progetto sono: Università Deusto (ES), Rabboud University (NL), Universitè Catholique de Louvain (BE) enti pubblici come Zaragoza (ES) Ministero dell’ambiente e dello sviluppo regionale (LT), aziende IT come TreeTechnology (ES) e Cloud’sci (FI).

Che cos’è il progetto Interlink?

Interlink (Innovating government and citizen co-delivery for the digital single market) è il progetto europeo di open innovation nato con il preciso obiettivo di superare le barriere che impediscono alle amministrazioni di riutilizzare e condividere servizi con partner privati (compresi i cittadini), sviluppando un nuovo modello di governance collaborativa e trasparente.

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Il progetto, che rientra nel programma di finanziamento creato dalla Commissione europea Horizon 2020, nato per sostenere e promuovere la ricerca nello spazio UE proprio in ottica di open innovation, partirà dall’utilizzo di soluzioni tecnologiche già disponibili, i cosiddetti “building blocks” digitali. L’obiettivo è quello di favorirne uno sviluppo e un’evoluzione utili a costruire nuovi servizi condivisi, che soddisfino i requisiti tecnici e legali necessari per la loro adozione da parte delle PA, garantendo al tempo stesso l’efficacia propria delle soluzioni digitali che sempre più spesso nascono dalla collaborazione fra Pubbliche Amministrazioni, cittadini e associazioni.

Il ruolo di Dedagroup Public Services in Interlink

In questo contesto di condivisione, Dedagroup Public Services metterà a disposizione la propria competenza ed esperienza maturata lavorando al fianco delle amministrazioni centrali così come dei piccoli comuni, e la propria capacità di governo, analisi, integrazione e aggregazione di dati eterogenei. Expertise, questa, racchiusa all’interno del Digital Hub, un approccio di open innovation che l’intero Gruppo ha messo in campo insieme ad altri attori dell’ecosistema innovazione e che si concretizza nel Co-Innovation Lab, l’iniziativa congiunta tra Dedagroup e FBK, dedicata allo sviluppo di standard e buone pratiche per l’apertura e l’interoperabilità di dati e servizi.

“Il progetto Interlink – ha sottolineato Matteo Gerosa, coordinatore del progetto Interlink e responsabile del gruppo di Project Management della Fondazione Bruno Kessler – intende promuovere la collaborazione tra ricerca, industria, pubblica amministrazione e società civile, ed è un perfetto esempio del modello dell’innovazione detto quadrupla elica. L’obiettivo di Interlink, e cioè lo sviluppo di modelli innovativi di co-gestione di servizi tra pubblica amministrazione e soggetti privati, è uno dei temi strategici della trasformazione digitale ed è di estremo interesse per il nuovo centro Digital Society di FBK”.

“Perché il progetto abbia delle reali ricadute positive – ha commentato Luigi Zanella, Head of Business Development & Innovation di Dedagroup Public Services – è necessario che si considerino le esigenze di tutti gli stakeholder in gioco e che le soluzioni che ne deriveranno vengano poi conosciute. Per Interlink il nostro ruolo sarà anche questo, quello dell’Innovation Manager, per portare al tavolo tutte le parti coinvolte. Il nostro obiettivo è quello di contribuire alla creazione di tecnologie che possano essere rimesse a disposizione a livello europeo e riutilizzate anche al temine di questo progetto, così da arricchire il patrimonio comune dei building blocks esistenti e sostenere la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione in tutti i Paesi dell’Unione”.

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Redazione

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