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Lavoro collaborativo e condivisione per abilitare la workforce agility

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Lavoro collaborativo e condivisione per abilitare la workforce agility

Una forza lavoro agile deve essere il futuro, se non già il presente, di ogni organizzazione che vuole restare competitiva e capace di affrontare con reattività e resilienza le incertezze del mercato. È essenziale che il management comprenda questa urgenza ma non basta, alla vision devono affiancarsi tecnologie innovative e strumenti adeguati per assicurare la collaborazione e la condivisione nei team e tra i team di lavoro. Senza di essi, quella della workforce agility resterebbe una dichiarazione di intenti. Per approfondire questa sfida, ZeroUno e Citrix hanno dedicato al tema il terzo incontro della Workspace Innovation Business School del prossimo 26 ottobre.

27 Set 2021

di Marta Abba'

È una questione di sopravvivenza per le aziende, oggi, l’agilità, anche quella della loro forza lavoro, e non più di essere incluse nella cerchia delle realtà più innovative sul campo. Ci sono concorrenti di nuova e vecchia data che hanno anticipato questo nuovo approccio e fanno leva su di esso per conquistare fette di mercato importanti e ci sono nuove tecnologie che hanno plasmato e trasformato inderogabilmente prodotti, servizi, valori e il modo di idearli, crearli e fornirli rivoluzionando così anche il modo di lavorare all’interno di ogni azienda.

La pandemia non ha che accelerato l’affermarsi della workforce agility come requisito essenziale per la competitività facendo compiere al mondo intero un balzo in avanti con la migrazione verso il cloud, l’implementazione di nuovi strumenti di collaborazione e condivisione e l’adozione di un approccio più digitale al lavoro, conducendo l’ecosistema imprenditoriale fino ad un punto di non ritorno.

Cos’è la workforce agility e perché diventerà inevitabile

Nel recente rapporto “Remote Working e Futuro del Lavoro” realizzato da Microsoft emerge che le organizzazioni italiane che hanno adottato modelli flessibili di lavoro dal 2019 al 2020 sono aumentate in modo esponenziale, passando dal 15% al 77% e nessuno mostra l’intenzione di voler tornare sui propri passi: l’88% dei manager prevede l’introduzione di modalità di lavoro più ibride anche nel lungo periodo e il 66% dei dipendenti desidera continuare a lavorare da remoto almeno un giorno alla settimana.

Numeri e contesto provano quindi che la workforce agility, ove non è già una realtà, lo dovrà presto diventare ed è importante essere consapevoli dell’ampiezza della portata di questo cambiamento che coinvolge ogni organizzazione a 360 gradi. Persone, processi e strumenti devono infatti evolvere congiuntamente facendo sì che l’azienda diventi in grado di lavorare più velocemente, senza soluzione di continuità e in modo coesivo per generare una maggiore produttività e livelli di impegno e di benessere di dipendenti e collaboratori, ma non solo. Introducendo modelli organizzativi con un nucleo operativo snello e capacità specialistiche procurate a breve termine e nuove strategie per reclutare, gestire e incentivare i talenti, la workforce agility rende le aziende più aperte al cambiamento e reattive alle incertezze del mercato, riduce il turn over e i costi d’ufficio e limita le logiche gerarchiche riportando al centro le persone e le loro capacità.

Non c’è workforce agility senza collaborazione e condivisione

Un approccio al lavoro basato sull’agilità, che aspira ad attingere all’intraprendenza delle persone per generare idee e modi innovativi di affrontare le sfide, non è implementabile se non assicurando agilità anche nella collaborazione e nella condivisione tra team e al loro interno. Solo a questa condizione, infatti, è possibile innescare il cambiamento attraverso una serie di iniziative che, abilitando la workforce agility, permettono ad un’azienda di prepararsi ad affrontare con maggior sicurezza le incertezze del presente e del futuro.

L’agilità della forza lavoro comporta l’introduzione di flussi, processi e modelli operativi non più tradizionalmente a cascata – poco reattivi e più rischiosi – ma incrementali, guidati dai dati, collaborativi e incentrati sull’utente ed essi richiedono strumenti di collaborazione e di condivisione innovativi che responsabilizzino le persone mettendole però anche nelle condizioni di agire in modo rapido ed efficiente.

Perché l’approccio agile si affermi in modo vincente all’interno di una qualsiasi organizzazione è poi necessario che permei anche la mentalità e la cultura aziendale. Per influenzare positivamente atteggiamenti e comportamenti dei lavoratori più che una prorompente campagna di comunicazione interna è necessaria una decisa opera di semplificazione e ottimizzazione dell’employee experience e anche in questo caso la qualità degli strumenti di collaborazione e condivisione messi a disposizione gioca un ruolo cruciale.

Inoltre è sempre più crescente la necessità di avere preciso e granulare controllo sullo stato di esecuzione dei progetti e delle iniziative aziendali, che inevitabilmente spinge verso l’adozione di un vero e proprio collaborative work management.

Tecnologia per la workforce agility: una scelta strategica per il futuro

È chiaro poi che occorra un’attenta strategia di implementazione fortemente basata su una tecnologia che assicuri produttività e, allo stesso tempo ponga le persone al centro.

Il suo obiettivo deve essere quello di permettere una collaborazione tra team interni ed esterni all’azienda, con una condivisione di materiale e idee semplici, veloci ed efficaci consentendo l’integrazione tutti i tipi di talento e risorse, con un‘esperienza coerente per tutti i collaboratori.

Nell’implementare la workforce agility sul piano tecnologico la grande sfida che si gioca nel new normal è quella di garantire piena sicurezza di accesso, scambio e uso di applicazioni, dati e servizi, favorendo la produttività e l’efficienza necessarie per questo cambiamento non banale ma inevitabile. Per vincerla servono strumenti di collaborazione e condivisione innovativi e digitali che facciano dimenticare tutte quelle esperienze “frustranti” e “frammentate” vissute finora dagli utenti, grazie ad un’unica soluzione facilmente fruibile e utilizzabile con ogni strumento, che ottimizzi i flussi di lavoro semplificandoli, snellendoli ed eliminando colli di bottiglia e che mantenga al sicuro documenti e dati permettendo però la condivisione di informazioni indipendentemente dalla loro posizione di archiviazione e da quella da cui ogni membro del team opera.

La complessità e l’urgenza di questa trasformazione richiedono scelte dettate dalla convergenza di esigenze tecnologiche, di vision e di business, ma anche ricche di opportunità da cogliere. Questo porta ad abbracciare l’innovazione con consapevolezza e con strumenti per abilitare un vero smart working e il collaborative work management.

È per questo che ZeroUno e Citrix hanno scelto di dedicare alla workforce agility il terzo incontro della Workspace Innovation Business School previsto per il 26 ottobre in cui un panel di esperti e imprenditori garantirà un confronto a più voci, concreto e attuale, sul ruolo giocato dai workspace, digitali intelligenti e dalla gestione del lavoro collaborativo sull’agilità della forza lavoro, per aumentare competitività e performance di ogni organizzazione.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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