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Il digital business? Una questione di volontà e tecnologie giuste

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Il digital business? Una questione di volontà e tecnologie giuste

10 Set 2014

di Riccardo Cervelli

Intervista a Andrew Smith, Head of Service Lines di Avanade in Europa Africa e America Latina, protagonista all’high level meeting Digital Venice: tutte le aziende possono innovare utilizzando cloud, mobile, big data e social technology. Nel Vecchio Continente sarebbe necessaria però più integrazion

La digitalizzazione del business, il fenomeno che la società di analisi Gartner ha definito come il risultato dell’unione del mondo digitale con quello fisico per creare nuovi modi di lavorare e competere, è una realtà. Dal suo sviluppo derivano molte delle speranze per il rilancio dell’Europa, come è emerso nel corso di Digital Venice, il meeting organizzato agli inizi di luglio a Venezia dalla Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea. A confermarci di quanto si sia discusso su questo punto è Andrew Smith, Head of Service Lines di Avanade Eala (Europe, Africa and Latin American), fornitore mondiale di soluzioni e servizi on-premise, cloud e outsourced basati sulla piattaforma Microsoft.

Andrew Smith, Head of Service Lines di Avanade Eala

In quali settori, paesi e grazie a quali condizioni si sta sviluppando la digital innovation? “Qualsiasi business – risponde Smith – può diventare un digital business. È necessario che le aziende si impegnino a innovare e a sfruttare le opportunità offerte da tecnologie ormai ben conosciute quali il cloud, la mobility, i big data e le social technology. Ormai abbiamo tutto quanto serve per la convergenza fra mondo fisico e virtuale anche nei business tradizionali. Un esempio è l’automotive, dove le nuove tecnologie digitali stanno ridefinendo il modo di progettare i prodotti, in grado addirittura di dialogare fra loro, e collaborare fra partner”.
Smith definisce quello verso la digitalizzazione del business come un “viaggio”. Un percorso che tocca in particolare tre aree: “Quella del digital customer, con il quale sviluppare nuove modalità di interazione; quella della digital innovation, che consiste nell’ideare nuovi processi che prima non erano possibili senza l’apporto delle nuove tecnologie, comprese quelle dell’Internet delle cose; e quella della digital collaboration, che permette di trasformare il modo di lavorare delle persone attraverso le tecnologie social. Avanade vanta numerose realizzazioni di successo in ciascuna di queste aree”.
Quale il ruolo delle soluzioni Microsoft? “Le sue tecnologie – risponde l’Head of Service Lines di Avanade Eala – sono presenti da anni in tutti gli ambienti It aziendali”. Tra le tecnologie Microsoft più rispondenti alle necessità attuali e future della digital innovation, Smith cita in particolare i protocolli per l’IoT e la piattaforma cloud Azure. “Grazie a questa cloud platform – sottolinea il manager – qualsiasi azienda, dalla Pmi alla grande, può sviluppare processi finora attuabili solo dalle grandi corporation e vendere i propri prodotti e servizi in tutto il mondo”.
Smith conclude con l’auspicio che l’Italia (“famosa per i suoi prodotti di qualità e di elevato design”) e in generale l’Europa (“nella quale sono nate moltissime innovazioni nel passato”), possano rilanciarsi grazie al digital business. Un obiettivo che sarebbe più raggiungibile grazie a scelte politiche miranti all’eliminazione delle complessità normative e delle barriere che impediscono un’effettiva integrazione del mercato interno. Presupposto per competere con altri mercati con masse critiche maggiori e ancora crescenti.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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