Il business componibile per navigare e prosperare in un mondo in tempesta

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Prospettive

Il business componibile per navigare e prosperare in un mondo in tempesta

In uno scenario mondiale caratterizzato da turbolenza e shock, la componibilità aziendale consente al management di adattarsi rapidamente alle discontinuità e impegnarsi per estrarre tutto il valore aziendale altrimenti non sfruttato. Lo suggerisce un’analisi Gartner che indica alle organizzazioni e ai CIO il percorso per padroneggiare il business componibile, con un particolare focus sulla situazione italiana.

29 Ago 2022

di Elisabetta Bevilacqua

“La nuova normalità è la discontinuità. Le organizzazioni che partono da questa realtà e la sfruttano, contando sulla loro capacità di innovazione, sulla tecnologia e sulle potenzialità, non solo sopravviveranno, ma cresceranno di conseguenza”. Lo sostiene Monika Sinha, VP Analista di Gartner che parte da questa considerazione per proporre come rimedio il business componibile.

Ancor prima della discontinuità e dell’incertezza indotte dalla pandemia, erano già presenti elementi di perturbazione nello scenario mondiale, altri ne sono sopraggiunti successivamente e ancora molti, al momento imprevedibili, arriveranno. Basta pensare alla guerra in Ucraina, alle molte altre guerre in corso nel mondo, alle conseguenze dei cambiamenti climatici, alle tensioni politiche globali, alla crescita dei nazionalismi, all’instabilità politica. Le economie sono a loro volta colpite da guerre commerciali e crisi finanziarie globali. Per contro, stanno assumendo crescente importanza tematiche come la sostenibilità, l’inclusione, la diversity.

Esaminando questo scenario, Gartner ritiene che difficilmente il mondo tornerà alla cosiddetta normalità. Sembrano esserne consapevoli anche le imprese, se il 57% dei supervisory board considera come principale fonte di rischio la polarizzazione economica e politica della società, secondo la survey 2022 del Board of Directors.

Gartner parte dall’osservazione che le organizzazioni con un business altamente componibile sono uscite prima e meglio dalla pandemia delle corrispondenti aziende che non possedevano questa caratteristica. La ragione principale è che la componibilità rende le organizzazioni più veloci e più efficaci nello sviluppo di nuove partnership, nel perseguire nuove opportunità, nell’offrire prodotti innovativi e nel rispondere alle richieste di clienti e cittadini.

Il business componibile potrà aiutare le imprese in uno scenario instabile?

Per rispondere alle discontinuità e agli imprevisti, la componibilità aziendale impiega la modularità per qualsiasi risorsa aziendale: persone, processi, tecnologie e risorse fisiche.

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Il business componibile si basa su un mix di mentalità, pratiche e strumenti che abilitano le imprese a percepire per tempo le trasformazioni e ad agire di conseguenza, adottando tre principi:

  • pensiero componibile, per guidare il business attraverso l’incertezza e cogliere le opportunità;
  • architettura aziendale componibile, per gestire il ritmo del cambiamento del business;
  • tecnologie componibili, con sistemi e dati che si integrano velocemente e facilmente.

La survey di Gartner 2022 “CIO e Technology Executive” ha rilevato che quanto più un’impresa è componibile tanto migliore è la sua performance aziendale. Grazie ai loro modi di pensare e di agire fluidi e ai giusti strumenti, le imprese riescono a mantenere e migliorare le performance aziendali in tempi di instabilità, mentre strutture e modelli operativi rigidi mostrano chiaramente la loro fragilità.

La padronanza della componibilità aziendale ha molteplici livelli: si parte da organizzazioni appena agli inizi per arrivare a organizzazioni che hanno fatto della componibilità aziendale il modo predefinito di pensare ed operare.

La survey Gartner che ha coinvolto 2.387 CIO e technology executive, nei principali settori industriali, in 85 Paesi, ha identificato tre gruppi di organizzazioni applicando un punteggio da 1 a 7.

Un gruppo di imprese (il 6% di quella esaminate) altamente componibili impiega in modo esteso i principi sopra indicati:

  1. pratica il pensiero componibile in modo ampio (score 6) o estensivo (score 7) in tutta l’organizzazione;
  2. utilizza l’architettura aziendale componibile in modo ampio (6) o estensivo (7) in tutta l’organizzazione;
  3. utilizzano la tecnologia componibile ampiamente (6) o in modo estensivo (7) in tutta l’organizzazione.

Il gruppo di imprese a bassa componibilità (13% degli intervistati) non pratica affatto la componibilità aziendale in tutti e tre i campi (1), raramente (2) o in qualche modo (3).

Al resto delle organizzazioni (81%) Gartner assegnata una componibilità aziendale moderata (score 4-5).

Capire il proprio livello di componibilità per progredire

Il primo suggerimento è effettuare un auto-assesment della propria azienda per posizionarla sulla scala di componibilità aziendale (livello basso, moderato o alto), applicando lo strumento di autovalutazione indicato in figura.

Si potrà di conseguenza decidere da dove iniziare il percorso per migliorare la propria componibilità.

Se l’organizzazione rientra in un basso livello di componibilità (punteggio da 1 a 3, sui tre campi), Gartner suggerisce di iniziare dal primo step. Questo prevede un’evoluzione da silos non coordinati verso un’attività di squadra che lavori sul customer journey, la creazione di fusion team (interdisciplinari con la presenza di più aree aziendali) con responsabilità diffuse correlate ai risultati digitali, l’utilizzo prioritario delle capacità aziendali per definire e sviluppare la tecnologia e la trasformazione del business.

Un’organizzazione con livello moderato di componibilità (punteggio 4-5 su alcune aree), dovrà partire dal secondo gradino per creare fusion team finalizzati ad accelerare la trasformazione aziendale basata sulla tecnologia, adeguare le pratiche di governance per bilanciare autonomia e controllo con la distribuzione delle responsabilità, definire ruoli dedicati per allenare sia i fusion team e sia le parti interessate nell’Agile, in prodotti Lean, ecc.

Nel caso, infine, si rientri fra le organizzazione al top, con un elevato livello di componibilità (punteggio 6-7 sui tre campi), non ci si dovrà sedere sugli allori ma si dovrà fare in modo che i fusion team sfruttino la comunità cross-enterprise per approfondire la conoscenza dell’ambiente di business, si dovranno ridistribuire le responsabilità per il portafoglio tecnologico dell’azienda tra le persone dell’IT e i tecnologi del business, si dovranno applicare le metodologie di sviluppo agile anche nelle attività commerciali, non solo a livello della tecnologia.

Un focus sull’Italia

L’analisi Gartner prevede diversi focus regionali, compreso uno sull’Italia, dove mette a confronto il livello di componibilità del business con i tre gruppi di riferimento internazionali. Da qui emerge un buon posizionamento degli intervistati italiani. L’11% valuta il proprio business altamente componibile, collocandosi sopra la media del 6% internazionale e degli altri paesi europei. A conferma, il numero di organizzazioni con basso livello di componibilità risulta inferiore (5%) alla media globale (13%).

Gli analisti rivedono in queste buone performance la storia della reazione forte e strutturata allo shock della pandemia da parte di molte organizzazioni italiane, con l’auspicio che le risorse del PNRR potranno essere impiegate per abilitare ulteriormente l’adozione dei principi del business componibile.

Ai CIO italiani, Gartner suggerisce al contempo di promuovere e perseguire proattivamente il business componibile nelle loro organizzazioni per iniettare modularità e prepararsi all’agilità necessaria a rispondere alle future criticità. Confrontando infatti le performance del complesso delle imprese italiane con le best in class a livello internazionale emerge che c’è ancora molto da fare.

Un altro aspetto critico deriva dalla bassa crescita del budget IT prevista per il 2022 dalle organizzazioni italiane. Dall’analisi Gartner risulta infatti che il cluster delle aziende altamente componibili prevede una crescita media del budget IT del 4,2% (contro una crescita media del 3,6%) e un aumento del 7,7% dei ricavi. Le imprese italiane prevedono invece un incremento del budget IT del 2,3%.

Il suggerimento ai CIO italiani è dunque di prestare attenzione agli investimenti IT se si vuole davvero migliorare la componibilità del business. Nel dettaglio:

  • razionalizzare gli investimenti in sicurezza informatica definendo una strategia di risk management per far fronte alla crescente esposizione digitale;
  • pianificare accuratamente una strategia di BI/data analytics con il supporto adeguato di piattaforme tecniche e della capacità adeguata per soddisfare la crescente domanda di accelerazione del business digitale.
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Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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