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Fiware, open Api for open minds

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Fiware, open Api for open minds

08 Giu 2015

di Elisabetta Bevilacqua

L’Europa sfida i big d’Oltreoceano proponendo una piattaforma open per lo sviluppo di applicazioni mobile e risorse gratuite per gli sviluppatori. Per favorire la conoscenza e la diffusione dell’utilizzo di Fiware vengono creati momenti di incontro e competition per selezionare progetti e startup da finanziare e accelerare.

FIRENZE – “Tutti i progetti digitali si basano sugli stessi servizi software generici utilizzati come bulding block per la costruzione del prodotto finale per gli utenti. Il mercato e il panorama di questi servizi sono attualmente dominati dai vendor Usa. La Commissione Europea è consapevole di questa situazione e vuole agire”. Lo ha detto, introducendo l’Hackathon svoltosi di recente a Firenze presso la sede di Buongiorno, Marcelo Royàn, technical leader di Impact (Internet Mobile Projects Accelerator). È questo uno dei 16 consorzi selezionati dalla Commissione Europea nell’ambito del VII Framework Program per favorire la diffusione della piattaforma europea open per lo sviluppo di applicazioni mobile Fiware, a sua volta parte integrante della più ampia strategia “Future Internet Public-Private”.

Simona Torre, General Manager di B-Venture

Il consorzio Impact, guidato dalla italo-giapponese Buongiorno (controllata da Ntt Docomo), dispone di 6,4 milioni di euro che verranno utilizzarli per accelerare 64 startup assegnando a ciascuna 100mila euro per progetti che prevedono l’utilizzo di Fiware.
“L’obiettivo era creare un’infrastruttura e un ambiente di sviluppo open che si ponesse come alternativa alle soluzioni tecnologiche sul mercato prevalentemente di matrice Usa – ha detto a ZeroUno Simona Torre, General Manager di B-Venture, l’acceleratore di Buongiorno – Fiware è una soluzione open source sviluppata in Europa con fondi europei e pensata per consentire ad aziende, europee e non solo, di contare su un’alternativa alle soluzioni oggi sul mercato”.
Il risultato è Fiware, una piattaforma  a cui hanno contribuito, fra i partner italiani, Engineering Ingegneria Informatica e Telecom Italia.
La componente hardware, Fiware Lab, è basata sugli standard OpenStack, mentre la componente software consiste in un insieme di Generic Enablers, ossia blocchi base raggruppati in sei categorie: Cloud Hosting, Data/Context Management, Internet of Things Services Enablement, Security, Architecture of Applications, Interface to Networks and Devices.  
Ai partecipanti all’hackathon, suddivisi in 9 gruppi di lavoro, è stato messo a disposizione questo insieme di strumenti con cui prendere familiarità per realizzare nel corso di un week end applicazioni funzionanti, con l’assistenza di due esperti di Fiware, Pasquale Vitale di Engineering Ingegneria Informatica e Attilio Broglio di Create-net (centro di ricerca nel campo Ict con sede a Trento). Torre sottolinea che tre gruppi su nove hanno sviluppato applicazioni basate sugli open data di Firenze, anche come conseguenza della presentazione da parte del Comune dei propri open data. “La Commissione Europea è particolarmente favorevole all’utilizzo della tecnologie nei progetti Smart City – ha sottolineato Torre – Le soluzioni più interessanti finora sviluppate sono state proprio in questo ambito”.
 

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

Fiware, open Api for open minds

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