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20° Simposio Gartner: prospettive di It austerity per l’Europa

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20° Simposio Gartner: prospettive di It austerity per l’Europa

20 Dic 2010

di Rinaldo Marcandalli

Cattive notizie: a differenza di tutte le altre macro aree planetarie, in Emea il tasso medio composto di crescita (Cagr) dei budget It resta negativo (-2,10%) per il secondo anno consecutivo. Addirittura peggio (-3,26%) il sottoinsieme dell’Europa occidentale. C’è un effetto rischio sovrano nei paesi periferici Ue che preannuncia un clima di austerità nelle economie mature dell’Europa occidentale

Al 20° Simposio Gartner, svoltosi nello scorso novembre, Peter Sondergaard, Senior VP e Global Head di Gartner, annuncia a 3300 It leader europei che Emea è l’unica regione globale affetta da una decrescita dei budget persistente nel 2010 (-2,10% a 784,8 milioni di dollari), dopo la picchiata 2009 (-11,20%).
Un limitato rialzo (+1,3%) non si vedrà che nel 2011, preludio a una “ripresa fiacca” che si trascinerà fino al 2014, con un tasso di crescita composto annuo tra 1,5 e 2,0%. A questo ritmo, non ci si attende che i budget di Telecomunicazioni, Hardware, Software e Servizi nel loro complesso tornino sopra i livelli 2008 nemmeno in cinque anni. Questo il verdetto, almeno alla data, della “macchina per forecast” Gartner.
Se l’It non rappresenta tutta l’economia, è indubbio che ne è almeno motore di trasformazione. Sicché lo scenario tracciato da Sondergaard rimanda a un pericoloso deja vu, la “lost decade” giapponese [il termine “Lost Decade” è stato battezzato in riferimento alla situazione economica del Giappone durante gli anni ‘90; sostanzialmente si tratta di una situazione di blocco e stagnazione dell’economia per più di 10 anni, a seguito dell’esplosione di bolle finanziarie, ovvero di ipervalutazione di titoli di borsa che nulla avevano a che fare con l’economia reale ndr].
Ne parliamo nel corso dell’intervista che il ricercatore rilascia a ZeroUno subito dopo il keynote di avvio del Convegno e al quale manifestiamo il sospetto che i dati complessivi Emea, che includono stati come il Sud Africa sicuramente meno sofferente della Vecchia Europa, “mitighino” la severità dell’austerity It che investe l’Unione Europea.
In effetti, Peter Sondergaard conferma che “rispetto ad Europa orientale, Medio Oriente ed Africa, è l’Europa occidentale a mostrare il declino 2010 più pronunciato (-3,26% per complessivi 545,5 milioni di dollari contro –2,10% per 784,8 in Emea) e con davanti la ripresa più lenta a medio termine (0,8% contro 1,5-2% Emea)”. Insomma, nelle economie mature dell’Europa occidentale “è alle porte un’era di austerità It, cui apre la strada la crisi dei debiti sovrani, per cui l’approccio ‘do more with less’ si frapporrà più a lungo agli investimenti in innovazione”, mette in guardia Sondergaard.
E che la decrescita dei budget It dei Paesi Ue sia strettamente correlata all’effetto rischio debito sovrano lo dimostra un’analisi di dettaglio sulle previsioni Gartner dal 2009 al 2014 per 12 Paesi Ue. Se la decrescita media per questi 12 paesi è -3,26%, per sette di questi (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Svezia e Uk) è inferiore (-2,71%) mentre per i quattro a maggiore esposizione di rischio sovrano il calo è più che doppio rispetto alla media (-6,60%); in posizione di cerniera proprio l’Italia che registra -4,00%.
Una buona notizia per noi? Il nostro budget It mostra una notevole sincronia di passo con quello tedesco: nel 2010 il nostro –4,00% è meglio del –4,03% tedesco e i nostri forecast al 2014 battono sempre di un soffio quelli tedeschi.
Poco ma sicuro: la mancanza in Ue di una politica economica fortemente allineata espone non solo la valuta comune: colpisce l’imprenditorialità aziendale nel trasformarsi e affrontare la nuova normalità del dopo crisi.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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