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Symposium Gartner: dinamiche e segnali deboli del 2010

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Symposium Gartner: dinamiche e segnali deboli del 2010

02 Dic 2009

di Rinaldo Marcandalli

Come sempre, il Gartner Symposium rappresenta un importante momento di confronto dal quale raccogliere le indicazioni per capire come sarà l’It di domani… E di oggi

CANNES – Se c’è un momento di sintesi adatto a raccogliere i messaggi e il sentiment che Gartner trasmette nel suo Simposio annuale, è quando i suoi analisti si avvicendano sul palco per la “Gartner keynote” preceduta dalla “Opening keynote” di Peter Sondergaard, Global Head of Research, e dal benvenuto di Gene Hall, Ceo Gartner (nella foto).
I vari messaggi si compongono in un quadro articolato, rivolto all’It ma per cui è bene abbia orecchie l’intera organizzazione. Perché, per esempio, serve una nuova pianificazione strategica basata sul riconoscimento tempestivo di segnali deboli. Ed è urgente e inevitabile che l’azienda si apra al “Collettivo” con strumenti di social software: ne va della sua reputazione. Naturalmente i criteri di sicurezza It devono subire una metamorfosi per consentire un flusso informativo controllato a due vie. Difficile ricomporre la sinfonia di messaggi in una sorta di formula magica, ma ci sembra che il filo rosso si snodi attraverso tre passaggi “Attendersi una ripresa lenta, che raggiunga livelli pre crisi non prima del 2012. Evolvere quindi il puro contenimento di costi in una loro giustificazione, risultante da un consapevole bilanciamento tra investimenti per la crescita e contenimento dei rischi. E con budget ancora piatti nella maggior parte dei casi, l’It farà bene ad autofinanziarsi i suoi investimenti. Come? Con una drastica revisione del proprio Application Portfolio (vedi box)”.

Verso un recopero non prima del 2012
Certo, nell’economia c’è profumo di ripresa. È il senso del saluto di Gene Hall che, a fronte di un tasso di crescita 2009 visto alla data negativo per un 2,1% globale, predice un +2,6% nel 2010 e un +3,3%% nel 2011 (fonte Gartner Global Insight). Certo è la “media del pollo” per geografie e settori di industria. Inoltre “interviste a diversi business leader” indicano che il 43% si aspetta di crescere spostandosi su nuovi prodotti, nuovi servizi e in nuovi mercati, e il 31% di estendere la portata dei prodotti/servizi o la loro penetrazione presso clienti già esistenti. In questa prospettiva, l’It, a pari merito con innovazione prodotti, era il principale investimento da proteggere per il 2009.
“C’è dunque ottimismo e impazienza fra i Ceo: sanno di dover indirizzare problemi di bilancio, rassicurare il pubblico in materia di fiducia, garantire i talenti necessari alla forza lavoro, con una solida strategia e affrontando qualunque nuova normativa venga introdotta”, conclude Gene Hall.
Ma la caduta dell’It è stata “sostanziale” e la ripresa sarà lenta, uscendo dal suo anno peggiore di sempre, avvisa Peter Sondergaard (nella foto): la spesa globale aziendale in It sarà declinata del 6,8% nel 2009 (a 2,3 trilioni di dollari); e fino al 2012 non ritornerà ai livelli 2008 (2,5 trilioni). Nessun settore è stato risparmiato: hardware, software, telecom e servizi. Settori trainanti la ripresa? Sanità, utility e government, con la spesa a livello planetario di quest’ultimo che è “di fatto il nuovo mercato emergente”.
Ci sono asimmetrie geografiche nella ripresa, più rapida nelle regioni emergenti, con influenze che si ripercuoteranno negli equilibri dell’industria It: “Sylicon valley non è più nel sedile di guida”. La Ue si trova dalla parte più lenta: con il budget 2010 dovremo inseguire il 2,6% di crescita globale (solo un +2,3% per l’It) minimizzando in modo fra loro bilanciato costi e rischi; ma la maggior parte dei nostri Cio avrà ancora crescita zero se non declino di budget. Tre le aree di attenzione per i budget 2010: il trend del crescente spostamento dalla spesa capitale (capex) a quella operativa (opex), che spingerà i servizi cloud (in cui il costo It diventa scalabile ed elastico); l’impatto sull’età dell’hardware It (a fine 2009 circa un milione di server, il 3% della base installata globale, avranno avuto il loro rimpiazzo rinviato di un anno; infine dimostrare ritorni dell’It con misure rilevanti per il business (investimenti It per cliente di un conto bancario, o per tonnellaggio di merci trasportate, o per posti letto all’ospedale, o per brevetto).

Sei iniziative critiche 2010
La “search string analysis” fatta sulle ricerche dei clienti di Gartner dice che ci sono “sei iniziative critiche che domineranno il 2010”, alcune estendendosi dal 2009. E ne fornisce anche una graduatoria.
Primo, il contenimento del costo è stata l’iniziativa “pivotale” del 2009, ma ora si sposta nella ricerca di equilibrio con una crescita che lo giustifichi e un rischio da mitigare: in un continuum “controllo-autonomia”, la gestione dei costi rifluisce verso una maggiore autonomia (che si deve giustificare e ove possibile autofinanziare). Secondo, l’avvento dei servizi cloud: il 2010 vedrà la transizione da piccole installazioni pilota alle prime reali iniziative effettive multitenant, trainate dallo spostamento oltre che dal capex all’opex, anche dal “posseduto” al “condiviso”. Terzo, ritornano le applicazioni business (Erp, Scm, Crm): aumenterà l’attenzione sull’ottimizzazione dei processi collegati e si avvierà una “revisione applicativa”. Quarto, continua espansione degli investimenti in Business Intelligence, con software che tenderà a spostarsi su un altro continuum: da on premise (in here) a as a service (out there). Quinto, proseguiranno investimenti in virtualizzazione di server, di data centre, di client desktop e non solo; si metteranno le basi per l’architettura cloud (privata oltre che pubblica), abilitando l’infrastruttura a lavorare da posseduta a condivisa. E sesto, i media sociali, con le organizzazioni che scaleranno i loro sforzi per sfruttarli anziché bandirli e la consapevolezza che oltre i “nativi” digitali, sono dopotutto critici anche per i “surfer d’argento”, la generazione over 60, la più numerosa della prossima decade.

E tre aree dove serve consapevolezza
Al di là delle aree ricercate dai clienti, ci sono tre aree su cui Gartner raccomanda attenzione nel 2010.
Primo, il Context aware computing (Cac), capace di sfruttare l’informazione sull’utente finale e di “arricchirne” l’interazione in corso (con posizione geografica, presenza, attributi sociali dell’utente, altre informazioni ambientali), quindi di anticipare bisogni e offrire sofisticate funzioni “location aware” che facilitano, per esempio, una compravendita o una ricerca in magazzino. Il Cac è l’evoluzione del Mobile computing e trasformerà le infrastrutture per comunicazioni e informazioni aziendali. Secondo, l’Operational technology (Ot), tutti i dispositivi sensori e software “fuori” dell’It usati per controllare e asset fisici e processi in tempo reale. L’Ot prende nomi diversi nelle differenti industry: Sistemi clinici nella Sanità, Automated It nel Manufacturing, Smart metering negli Utilities. L’Ot è spesso operata e posseduta al di fuori dei sistemi informativi, il che genera inevitabili problematiche di performance in processi critici di business. Ma l’integrazione con l’Ot diventerà presto mainstream: è già cominciata nelle utility. Terzo, a partire dal 2010, Gartner raccomanda di “aggiornare drasticamente il sistema di pianificazione strategica aziendale” adottando, in luogo della strategia di pianificazione lineare, inadeguata in tempi di volatilità come i nostri, un nuovo modello per una “navigazione aziendale a vista”, una Pattern based strategy: un “framework di business” per ricercare segnali deboli o non rilevati che siano riconducibili a comportamenti emergenti dal mercato. Con la Psb si punta a modellare tali segnali a indicatori guida di cambiamento e ad adattarvi la strategia, dopo aver quantificato i rischi associati, in modo da sfruttarli come vantaggio competitivo. Una Pbs integrerà naturalmente elementi tecnologici di Bi e Corporate Performance Management, e ambienti di Social Networking, con le rilevanti applicazioni business sottostanti.


Rivedere l’application portfolio

“Alzi la mano chi non ha abbastanza applicazioni”, è la battuta di Andy Kyte, Vp e Gartner Fellow (nella foto a sinistra). Tutti abbiamo un portafoglio applicativo “gonfio”: la ricerca Gartner mostra che i portafogli applicativi crescono tra il 4 e il 7% all’anno (Cagr). Ma come finanziare la nuova domanda 2010 che arriverà dal business in termini di nuovi servizi e cambiamenti? È indispensabile “ritirare soluzioni applicative che non stanno più producendo un accettabile Return on Asset (Roa) al business”. In modo da liberare risorse preziose. Per questo, il suggerimento è di “prendere il controllo del proprio Portafoglio Applicativo, adesso. Serve un Inventory di tutte le applicazioni in produzione. Concettualmente per tutte, serve identificare le motivazioni per mantenerle o dismetterle, schedandole con dati tecnici (per esempio versione Os e del compilatore) e con tre classi di dati: costo, utilizzo e rischio. Chi approva la spesa aziendale nel 2010? Chi approva l’aumento di costo che possiamo prevedere nel 2011? Che cosa succede se la dismetto? La prima responsabilità è definire la realtà; può non essere facile né bella, ma va definita per l’Application Portfolio, conclude Mr. Kyte. (R.M.)

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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