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Come rivoluzionare analytics e BI: la vision di MicroStrategy

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Come rivoluzionare analytics e BI: la vision di MicroStrategy

Durante MicroWorld Italy, l’appuntamento annuale dell’azienda specializzata in soluzioni di enterprise analytics, si è parlato dei trend e dei cambiamenti che interessano il mondo dei dati, delle ultime novità introdotte dall’azienda e presentati due significativi customer cases.

29 Set 2021

di Roberta Fiorucci

MicroStrategy si occupa di business intelligence e analytics con servizi interamente cloud based ed è stata la prima azienda quotata al Nasdaq ad integrare bitcoin come riserva primaria. Una visione proiettata verso il futuro che guida strategie e implementazioni rendendo l’azienda competitiva nell’offerta tanto da ottenere la nomina Customers’ Choice basata sulle recensioni dei clienti, nell’ultimo Peer Insights Report 2021 di Gartner. Durante l’incontro online, MicroWorld Italy, con un messaggio di benvenuto, Phong Le, President e CFO dell’azienda, ha parlato degli avvenimenti dell’ultimo anno sottolineando anche la crescita del 30% sull’offerta cloud: “Attualmente possediamo oltre 105.000 bitcoin. Investire è stata una strategia di incredibile successo 2,5 miliardi in bitcoin oggi ci valgono oltre 4,5 miliardi di dollari e un bilancio forte”.

L’appuntamento è stato l’occasione per parlare delle ultime novità della piattaforma MicroStrategy come HyperIntelligence che incorpora azioni direttamente nelle applicazioni e per presentare due customer cases di successo: MD SpA e Alma Mater StudiorumUniversità di Bologna.

hong Le, President e CFO di MicroStrategy

I trend che rivoluzionano gli analytics

Nell’ultimo anno come reazione al covid-19 e con la necessità di cambiamento, sono emersi 3 trend che hanno aumentato l’interesse per il settore dei dati e degli analytics. Un crescente bisogno di accelerare la modernizzazione con l’analisi aziendale, di avere soluzioni che soddisfano tutti i casi d’uso di analisi e infine, di massimizzare il valore dei dati.

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A queste nuove esigenze, MicroStrategy ha risposto con strumenti di analisi che aiutano a visualizzare e comprendere i nuovi fenomeni e prendere decisioni efficaci in modo rapido a partire da dashboard interattive e un servizio cloud completamente gestito, in grado di ridurre complessità di implementazione, costi ed avere sempre versioni aggiornate. “MicroStrategy” afferma Carlo San Martino, Sales Director & Country Manager Italia “ha sviluppato una propria metodologia per migrare i clienti sul cloud velocemente e garantire modernizzazione. Oggi, inoltre, andiamo sempre più verso una democratizzazione del dato che deve essere disponibile a tanti in azienda. MicroStrategy si basa su un’architettura aperta perché si incapsula in qualunque portale e in modo trasparente ed è in grado di dare così valore al dato e generare progetti veloci”.

Carlo San Martino, Sales Director & Country Manager Italia di MicroStrategy

L’azienda intelligente secondo MicroStrategy

“Il 70% di dipendenti non ha accesso ai dati” afferma Francesco Biasi, Senior Sales Engineer MicroStrategy. “Tra i motivi principali oltre la mancanza di skill e approccio data-driven e strategico, c’è la mancanza di eterogeneità dei dati perché tutto avviene a silos. I sistemi non parlano tra di loro e manca uno strumento centralizzato di condivisione e collaboration”. In questo senso, MicroStrategy è definita la piattaforma con HyperIntelligence che mette a disposizione analytics in zero clic. Permette di definire e visualizzare contenuti attraverso card informative. Utilizza un grafo semantico, API e SDK e l’intero sistema permette di recuperare le informazioni ed effettuare analisi elaborate senza scrittura di codice. MicroStrategy 2021 consente di trasformare i documenti in dossier o libri interattivi responsivi e con vertical scrolling, sincronizzati su tutti i dispositivi e presentati con interfaccia/libreria: “Internamente l’abbiamo definita il Netflix degli analytics” rivela Francesco Biasi.

Francesco Biasi, Senior Sales Engineer di MicroStrategy

MicroStrategy per MD: dal reporting all’analisi predittiva

MD è un marchio di distribuzione nato nel canale hard discount con 800 punti vendita sul territorio nazionale, 8.000 dipendenti e 9 poli logistici. L’azienda che da sempre si avvale della collaborazione con MicroStrategy per report di dati su larga scala, ha all’interno un data warehouse più tradizionale a cui ha aggiunto un ambiente basato su data lake operante su hadoop, software open source. L’insieme permette di raccogliere dati relativi a costi, ordini e vendite da tutte le sorgenti presenti in azienda. Costruire dashboard strutturate ed organizzate in modo da essere facilmente fruibili ed interpretabili per conoscere fasce orarie o spesa media attraverso i dati di scontrino per poi andare ad intervenire concretamente sul turnover piuttosto che sulle promozioni. Recentemente, come illustrato da Katia Porta, Business Intelligence manager, la catena di distribuzione sempre in collaborazione con MicroStrategy, ha sviluppato un progetto basato su predictive analytics sfruttando l’algoritmo di ricerca Apriori per creare una serie di associazioni e prodotti sentinella. Lo scopo è analizzare il numero e la frequenza di prodotti acquistati ma anche capire quali associazioni fare e cosa succede in una regione rispetto ad un’altra.

La business intelligence di Alma Mater Studiorum

L’Università di Bologna, Alma Mater Studiorum ha 5 campus sul territorio regionale, 32 dipartimenti, 11 centri di ricerca e circa 5778 tra docenti e personale tecnico amministrativo. Il processo evolutivo di business Intelligence partito nel 2002 ha visto un primo step, l’anno successivo, con un progetto e un sistema di data warehouse che ha riguardato personale, studenti e contabilità finanziaria dell’Università. Nel 2008 è stato aggiunto un nuovo data mart relativo alla programmazione didattica e dopo un periodo di stallo nel 2018, l’Università ha dato il via ad un secondo progetto di data warehouse con gerarchie conformi a cui sono state aggiunte le aree relative a ricerca ed internazionalizzazione. Nel 2019 l’ultimo step nato dall’esigenza di essere più comunicativi che ha portato alla predisposizione di cruscotti interattivi per i reparti direzionali ed il rettorato e una reportistica per la gestione operativa. Ma il punto di forza della strategia dell’Università, oggi, è rappresentato dalla profilazione degli utenti organizzati in trenta gruppi a cui fa seguito una riduzione sistematica di un corpo di dati o slicing dei dati e una divisione in ambiti di analisi in base alle diverse aree e dipartimenti come spiega Camilla Valentini che dal 2007 guida il Settore Programmazione e Supporto alla Valutazione dell’Università di Bologna con la missione di supportare la governance dell’Ateneo nella fase di pianificazione, analisi strategica e di rendicontazione delle performance.

Tra gli esempi di implementazione della tecnologia di MicroStrategy a cui Camilla Valentini fa riferimento, c’è il dossier realizzato per il RAD, rapporto annuale di dipartimento dove da elaborazione onerosa e tempi di realizzazione di circa tre mesi con difficoltà sia nella distribuzione del documento che in caso di errori nel processo di correzione e di nuova distribuzione, si è passati ad una razionalizzazione della documentazione con tempi di aggiornamento di due settimane. Un secondo esempio riguarda il rapporto di monitoraggio per le pratiche di immatricolazioni con dati in real time e il confronto di pratiche concluse o pagate rispetto all’anno precedente.

Recentemente, l’Università di Bologna ha anche stretto un accordo per far conseguire gratuitamente la certificazione Analyst Pass (ANL) di MicroStrategy ai suoi studenti.

Un ulteriore tassello che si aggiunge al percorso formativo, MicroStrategy Educational per imparare ad utilizzare la piattaforma con 14 corsi certificati tramite blockchain.

Roberta Fiorucci

Giornalista

Roberta Fiorucci scrive di tecnologia, innovazione digitale e digital transformation per le imprese, prima come copywriter e technical writer poi collaborando con case editrici e riviste di settore. Nel 2008 ha creato una sua agenzia di comunicazione specializzata in brand management nel settore IT e sviluppo di progetti innovativi. Nel 2020 ha iniziato la sua collaborazione con ZeroUno

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