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SAP Leonardo: l’intelligent enterprise è già a portata di mano

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Intervista

SAP Leonardo: l’intelligent enterprise è già a portata di mano

L’associazione che raccoglie utenti SAP attuali e potenziali ha di recente dedicato una giornata alla piattaforma del vendor che abilita l’introduzione di nuovi modelli IT quali artificial intelligence, big data, blockchain e altri. Ne parliamo con il membro del direttivo GUPS (Gruppo Utenti e Prospect SAP) incaricato dell’IT innovation, nonché responsabile degli sviluppi IT worldwide di Solvay, Roberto Carnevale

23 Gen 2019

di Riccardo Cervelli

L’incontro promosso recentemente da GUPS (Gruppo Utenti e Prospect SAP) Italia presso l’headquarter nazionale di Solvay, con la collaborazione di Techedge (partner del software vendor), ha permesso a una sessantina di CIO di varie aziende, a una trentina di studenti di ingegneria gestionale dell’Università Liuc di Castellanza (Varese) e a diversi professionisti, di approfondire e dibattere sulla piattaforma SAP Leonardo.

“La piattaforma – sottolinea a ZeroUno Roberto Carnevale, responsabile degli sviluppi IT worldwide di Solvay e membro del board direttivo di GUPS Italia (in cui ha la delega per le tematiche relative all’IT innovation) – ingloba e abilita tutte quelle innovazioni, fra le quali artificial intelligence (AI), big data, deep learning e blockchain, che consentono di creare quella che SAP chiama Intelligent Enterprise. Solvay ha accettato volentieri di ospitare questo evento promosso dal GUPS Italia, fra altri che l’associazione ha organizzato quest’anno su altri temi, perché in sintonia con lo spirito di innovazione che l’azienda ha nel proprio DNA e con la sua filosofia di Corporate Social Responsability (CSR) che prevede l’organizzazione di attività di valore sul territorio”.

Prima di entrare nel merito del tema trattato nella giornata, Carnevale ci tiene a ricordare alcune caratteristiche di Solvay: “La nostra azienda – racconta – ha come missione quella di promuovere una chimica sostenibile, con un footprint ambientale sempre più tendente a zero. Siamo presenti in 61 paesi del mondo, con 26.800 addetti distribuiti fra 135 siti industriali e 21 centri di ricerca. L’azienda ha chiuso il 2017 con un fatturato di circa 10 miliardi di euro”.

La belga Solvay è stata una delle prime grandi realtà industriali a diventare utente SAP e continua a essere un ambito in cui le nuove tecnologie SAP vengono studiate e spesso sperimentate e implementate: “All’incontro – spiega Carnevale – anche alcuni nostri IT manager presenti sono rimasti impressionati da alcuni interessanti casi d’uso di SAP Leonardo illustrati da Techedge, e hanno deciso di realizzare delle Poc (Proof of concepts) in alcuni ambiti”.

foto di roberto carnevale ad un incontro solvay
Roberto Carnevale, responsabile degli sviluppi IT worldwide di Solvay e membro del board direttivo di GUPS Italia, durante un momento dell’incontro

In attesa che gli embrioni crescano

Che cosa è emerso durante la giornata, secondo Carnevale, a proposito dell’approccio delle aziende presenti alle innovazioni supportate dalla piattaforma SAP Leonardo?

“Le imprese – risponde il manager- sono molto interessate a quello che sta emergendo di nuovo nell’IT, ma la sua adozione è ancora allo stato embrionale. Lo dimostra il fatto che a tutt’oggi, a livello mondiale, solo il 3% dei clienti SAP ha già implementato SAP Leonardo [lanciata nel giugno 2017 alla conferenza SAPphire a Orlando, Florida, ndr]. Però SAP ci crede molto e ha dato ampio rilievo a questa tecnologia sia a SAP Teched 2018 a Barcellona, sia al SAP Now 2018 a Milano”. La ragione, come ci ha già ricordato il responsabile degli sviluppi IT worldwide di Solvay, è che il vendor sta puntando su tutto quanto consente alle aziende di trasformarsi in Intelligent Enterprise, a partire dalle tecnologie emergenti quali AI, machine learning, advanced analytics e blockchain applicate ai dati di business.

L’introduzione e la facilitazione d’uso di queste tecnologie è la missione di SAP Leonardo, che, spiega Carnevale “ha già molte delle soluzioni più innovative pronte off-the-shelf. I clienti, quindi – sottolinea – non devono nemmeno preoccuparsi di sviluppare e testare in casa molte nuove applicazioni e integrazioni”

Come implementare la nuova piattaforma

A questo punto potrebbe sorgere il dubbio se le aziende che già hanno implementato soluzioni SAP, o lo stanno facendo ora, possono integrarle con SAP Leonardo in modo semplice e sostenibile oppure no. “Fra le ragioni che mi hanno spinto a proporre di dedicare una giornata alle tecnologie emergenti e a questa piattaforma SAP abilitante – continua Carnevale – c’era proprio la convinzione che si potesse effettivamente iniziare a introdurre nelle aziende innovazioni IT di questo tipo, che permettono alle imprese di ampliare i propri mercati adottando nuovi modelli di business quali, per esempio, Internet of Things (IoT) ed edge computing. Casi che si sono già verificati fra i clienti SAP”. E di cui le success story presentate da Techedge nell’auditorium di Solvay Italia rappresentano testimonianze.

“Le aziende che hanno in casa SAP R/3 – esemplifica Carnevale – possono installare SAP Leonardo on-premises e quindi utilizzare SAP Cloud Platform per mettere in comunicazione ciò che gira in house e ciò che può essere fruito in cloud, come il database SAP Hana, che spesso è già utilizzato per supportare modelli di deep learning sviluppati in casa. Sono anche possibili diversi modelli hybrid cloud, che permettono, per esempio, di utilizzare parti di SAP R/3 (o SAP S/4), e parti di SAP Leonardo e SAP Cloud Platform, in casa, e altre invece su private cloud o public cloud”. La nuova piattaforma SAP, insomma, ha una vocazione multicloud, “che permette – conclude Canevale – di sfruttare modelli di machine learning pre-trained offerti dai public cloud come, per esempio, quelli molto potenti di Google Cloud Platform”.

Riccardo Cervelli

Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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