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GTT: la rete intelligente come vero abilitatore dell’AI

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GTT: la rete intelligente come vero abilitatore dell’AI

La rete è per GTT il sistema nervoso digitale dell’AI, un apparato intelligente capace di abilitare il routing dinamico del traffico, l’ottimizzazione dei carichi di lavoro sulle macchine coinvolte, gli aggiornamenti e le modifiche delle applicazioni software remote in un mondo dove il connubio tra edge e cloud computing è sempre più stretto

06 Set 2019

di Redazione

Approdato in Italia l’anno scorso tramite l’acquisizione di Interoute, GTT è un operatore di telecomunicazioni americano che, proprio grazie alla estesa presenza dello storico operatore europeo vanta ora una presenza globale. “La missione di GTT – afferma Cristina Crucini, Marketing Director South Europe dell’azienda – è quella di connettere persone e organizzazioni in tutto il mondo, ad ogni applicazione nel cloud, ottimizzando le latenze per garantire tempi di risposta sempre più brevi”. Come ci spiega la manager, uno dei punti di forza di GTT è quello di “affidarsi a un’analisi in tempo reale di quanto accade a livello infrastrutturale grazie all’intelligenza residente direttamente sulla rete. Analisi che consente di garantire, appunto, latenza appropriata, routing del traffico ottimizzato, distribuzione flessibile dei carichi di lavoro sulle macchine coinvolte”.

cristina crucini

La rete come sistema nervoso digitale dell’AI

La nuova ondata di SD-WAN immette un approccio software driven al networking su rete fissa, un approccio che astrae il controllo del network dall’infrastruttura fisica sottostante, abilitando funzioni come il routing dinamico del traffico, politiche centralizzate di ottimizzazione del traffico stesso e gli aggiornamenti e le modifiche delle applicazioni software remote. “Tutte queste funzioni di networking (software defined) sono critiche per lo sviluppo dell’AI, ma le reti tradizionali non sono fatte per questo nuovo ecosistema e mancano di flessibilità e agilità”, spiega Crucini.

Il motivo è legato allo sviluppo massivo delle cosiddette “bandwidth intensive app”, come i dati di mercato dimostrano: oggi assistiamo a una crescita annuale oscillante tra il 30% e il 40% nella richiesta di banda trasmissiva e connettività da parte delle imprese, mentre, stando a Cisco, il traffico globale IP triplica ogni 5 anni; da aggiungere i 28,5 miliardi di dispositivi connessi entro il 2022 e lo sviluppo del 5G. “La rete, e quindi le telco, sono un epicentro tecnologico abilitante per tutto quello che gira intorno all’AI, a prescindere da quale fenomeno specifico si voglia considerare: big data, IoT, machine learning etc. Volumi enormi di dati vanno raccolti, processati e distribuiti in realtime, altrimenti anche la user experience sarebbe compromessa – e molto di quello che sta dietro ad AI è pensato per fornire una enhanced experience. Per rispondere a queste esigenze servono reti in fibra, scalabili e sicure e che garantiscano basse latenze, intelligenti (smart networking) in grado di ottimizzare l’indirizzamento del traffico, di predire e anticipare problemi o colli di bottiglia per far sì che il flusso di dati sia sempre ‘trattato’ nel miglior modo possibile”.

Il connubio edge computing – cloud abilitato dalle SD-WAN

In questo scenario, un ruolo centrale è assunto dall’elaborazione decentralizzata e dall’edge computing, tema al quale GTT rivolge una particolare attenzione perché lo sviluppo e il successo dell’edge computng è fortemente connesso con quello delle reti intelligenti: “Anticipiamo la crescita dell’edge computing – ci sono già ricerche che inidicano un trend crescente di dati processati fuori dal cloud e dai DC, all’edge appunto – che quindi si affiancherà al cloud computing. In questo scenario la rete fornirà il mesh digitale per connettere tutti questi punti di calcolo insieme” afferma Crucini che prosegue con la metafora del corpo umano: “La rete smart diventa paragonabile al sistema nervoso digitale dell’ AI, un cervello gigante collegato ad un numero enorme di sensori proprio tramite i percorsi neurali (o digitali) della rete. La tecnologia SD-WAN è certamente un elemento fondamentale in questo scenario, perché sta portando il meglio dell’approccio software all’interno delle reti fisse (il networking tradizionale non sarebbe adatto per questo nuovo ecosistema digitale), astraendole dal puro livello fisico e abilitando funzioni fondamentali come ad esempio il dynamic path routing o il remote application update.

Il progetto ESA e la connessione “tra mondi”…ma non solo

“GTT supporta i propri clienti nello spostare e processare volumi molto significativi di dati tra organizzazioni, paesi o continenti. Nel caso di ESA (Agenzia Spaziale Europea) ‘tra mondi’ potremmo dire, visto che GTT si occupa di distribuire velocemente flussi di dati satellitari di missioni scientifiche che vengono raccolti, e con estrema sicurezza, trasportati rapidamente laddove possano essere analizzati e utilizzati da tutta la comunità dei ricercatori”, spiega la manager. Il progetto ESA, molto complesso anche in termini di SLA (service level agreement), ha portato connettività in località remote, dove enormi quantità di dati vengono costantemente analizzate dagli scienziati, e la rete diventa sistema neurale di un cervello intelligente che richiede una risposta precisa e veloce in un contesto necessariamente ben strutturato.

“Collaboriamo anche con aziende innovative nel settore automobilistico che sono leader globali nella progettazione, sviluppo e produzione di strumenti di diagnosi multimarca, analizzatori di gas di scarico, stazioni di ricarica dell’aria condizionata e dispositivi telediagnostici per auto, biciclette, camion, barche e macchine agricole”, afferma Crucini ricordando che altre organizzazioni hanno invece bisogno di raccogliere e analizzare i dati per impostare le proprie strategie di vendita, interpretando in tempo reale le richieste che potrebbero arrivare e agire di conseguenza. “In generale – aggiunge – supportiamo i nostri clienti nel design e nell’implementazione di soluzioni a prova di futuro di cloud networking necessarie a gestire con agilità volumi di dati a volte imprevedibili, a processare i dati direttamente in cloud con i necessari livelli di scalabilità e sicurezza. In definitiva tutto dipende quindi dal driver che muove l’azienda ad adottare determinate soluzioni di intelligenza artificiale che vengono poi supportate dai servizi di GTT”.

AI: la rivoluzione in GTT è partita dall’interno

“Se parlo di GTT da una prospettiva interna al settore – spiega poi la manager – direi che le applicazioni AI stanno rivoluzionando il modo in cui le telecomunicazioni operano, ottimizzano e forniscono servizi ai loro clienti. GTT, come altre telco, sta utilizzando la forza dell’AI anche al proprio interno, per migliorare le proprie operations e fornire una customer experience migliorata”. Network optimization e predictive maintenance, basate sull’analisi dei data pattern generati dalla rete stessa, sono pratiche essenziali per scoprire o predire anomalie nella rete e risolvere proattivamente eventuali problemi prima che i clienti ne vengano impattati. Le telecomunicazioni stanno quindi sfruttando la potenza dell’intelligenza artificiale per elaborare enormi volumi di Big Data al fine di ottenere informazioni utili per fornire migliori esperienze ai clienti, migliorare le operazioni, ottimizzare le prestazioni della rete e consentire la manutenzione predittiva.

“Come fornitore di telecomunicazioni, GTT è un abilitatore della trasformazione digitale. Le app AI generano enormi volumi di dati che devono essere raccolti ed elaborati in tempo reale. Il networking moderno si basa su tecnologie definite dal software che, come già accennato, consentono scalabilità, flessibilità e sicurezza. Big data, machine learning, AI, tutte queste tendenze dirompenti sono ad alta intensità di dati e richiedono velocità di transito e elaborazione in tempo reale. Tutto questo – senza dimenticare la prossima onda 5G – ha ancora bisogno di un’infrastruttura in fibra robusta e distribuita (il networking rimane quindi un elemento fondamentale per l’AI). GTT può supportare le aziende con una rete IP Tier 1 globale che garantisce scalabilità, bassa latenza e sicurezza”, conclude Crucini.

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Redazione

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