Autostrade per l’Italia, il futuro della rete viaria passa dall’AI | ZeroUno

Autostrade per l’Italia, il futuro della rete viaria passa dall’AI

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Autostrade per l’Italia, il futuro della rete viaria passa dall’AI

Roberto Tomasi, numero uno di Autostrade per l’Italia, e Lorenzo Rossi, AD di Movyon, sono stati ospiti all’ultimo IBM Think 2021. Per l’occasione, hanno parlato di come la collaborazione con la multinazionale statunitense stia rivoluzionando i processi di ispezione e di monitoraggio dell’infrastruttura autostradale, contribuendo a ottimizzare ad esempio l’efficacia nel rilevamento di anomalie presenti in ponti e viadotti grazie soprattutto alla raccolta di big data e alla loro analisi condotta tramite l’intelligenza artificiale

28 Giu 2021

di Carmelo Greco

All’ultimo Think 2021, l’evento annuale di IBM che quest’anno, come nel 2020, è stato trasmesso online, tra i 68 incontri del fitto calendario che si è snodato dall’11 al 14 maggio si è dato spazio anche alla presenza italiana. Roberto Tomasi, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, è intervenuto all’interno del panel Next-generation AI and asset management for civil infrastructure. Lorenzo Rossi, Amministratore Delegato di Movyon, ha partecipato invece alla tavola rotonda dal titolo How technology is shaping connected vehicles and smarter infrastructure. Ecco la sintesi dei loro rispettivi contributi.

Le 4 sfide per il settore delle infrastrutture civili

Claus Klint Larsen, Worldwide Industry Sales Leader, Civil Infrastructure di IBM, ha introdotto i lavori del panel a cui è intervenuto il numero uno di Autostrade, ricordando la dimensione enorme del settore delle infrastrutture civili. Solo con riferimento all’ispezione manuale dei ponti, la spesa è pari a 50 miliardi di dollari all’anno. Si tratta, in generale, di un settore ad alta intensità di manodopera nel quale c’è un arretrato di 2,2 trilioni di riparazioni da fare su oltre un milione di strutture.

Negli Stati Uniti vengono investiti 75 miliardi di dollari per la gestione e la manutenzione delle strade, mentre si effettuano 178 milioni di viaggi su ponti strutturalmente carenti. Una magra consolazione, ripensando alla tragedia del ponte Morandi, così come la triste analogia che vede il 40% delle strade degli USA versare in condizioni pessime o mediocri. Da qui le sfide che il comparto è chiamato ad affrontare. La prima è quella di evitare gli incidenti, la seconda richiede una migliore produttività e una riduzione dei costi, la terza coincide con il prolungamento della durata prevista per le strutture e l’incremento della sostenibilità, la quarta necessita che siano rispettate le norme e i regolamenti in materia. Sfide alle quali la soluzione IBM Maximo for Civil Infrastructure intende dare una risposta, come dimostra il caso Autostrade.

Il percorso di digitalizzazione di Autostrade per l’Italia

Roberto Tomasi ha innanzitutto illustrato il contesto in cui opera la società di cui è alla guida, una infrastruttura viaria datata, che ha oltre 50 anni di età e, in alcuni casi, perfino 100 da quando è stata costruita. A fronte di un continuo aumento del traffico su questa rete, la diminuzione avvenuta nel corso del 2020 e nei primi mesi del 2021 va considerata come un effetto temporaneo della pandemia.

“Prevediamo una spesa totale nei prossimi 3 anni – ha dichiarato l’AD – di oltre 200 milioni di euro di investimenti nella digitalizzazione, la metà collegata alla digitalizzazione degli asset e l’altra metà a quella dell’organizzazione. Dobbiamo lavorare da entrambe le parti per sviluppare il nuovo modo di pensare all’infrastruttura e il nuovo modo di gestirla”. In totale, saranno 20 miliardi le risorse messe in campo da qui ai prossimi 10 anni per “gestire una complessità che comprende più di duemila opere, ponti e viadotti, più di 600 tunnel, barriere antirumore ecc. Possiamo pianificare le nostre attività per i prossimi 15 anni – ha concluso Tomasi – perché abbiamo una visione chiara dello stato dei nostri beni”.

A offrire questa visione sta contribuendo il progetto Argo, sviluppato da Autostrade Tech Movyon insieme a IBM e Fincantieri NexTech. Avviato un anno fa, consiste in una piattaforma che rivoluziona completamente il monitoraggio della rete, grazie al ricorso a un sistema di intelligenza artificiale (AI) avanzato e alla modellazione digitale 3D.

Roberto Tomasi, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia

Il progetto Argo, una piattaforma per il monitoraggio della rete

Argo si occuperà della sorveglianza e della sicurezza di migliaia di asset gestiti da Autostrade per l’Italia, facendo aumentare in maniera significativa l’efficienza e la trasparenza dei processi coinvolti. Dall’analisi strutturale, condotta in collaborazione con le principali università italiane, al controllo dell’intero ciclo di vita di ogni asset, permetterà di gestire le ispezioni e di mantenere traccia della cronologia della manutenzione creando un digital twin in 3D. “Abbiamo dato ai nostri tecnici un tablet – ha esemplificato Lorenzo Rossi, AD di Movyon – che consente di ispezionare tutto il ponte. Invece di registrare il difetto o l’anomalia su un pezzo di carta, viene registrato automaticamente in un database”. In questo modo, l’intera catena di ispezione, oltre a essere automatizzata, associa tutti gli effetti visibili del deterioramento ai componenti dell’infrastruttura. “La gestione dei dati diventa più facile e, inoltre, siamo sicuri di aver ispezionato tutti i componenti dell’infrastruttura stessa”. L’altra funzionalità della piattaforma, quella del monitoraggio, prevede “l’inserimento di sensori nell’infrastruttura e la raccolta dei dati. La parte complessa di questo aspetto – ha continuato Rossi – è come correlare le informazioni che provengono dai sensori con i vari elementi dell’infrastruttura. La tecnologia ci sta aiutando a fare questa correlazione sui big data”.

Lorenzo Rossi, AD di Movyon

Sensori, droni, AI e pesatura dinamica per l’autostrada del futuro

Per dare un’idea della quantità dei dati da analizzare, Lorenzo Rossi ha affermato che i componenti in cui sono suddivisi i quattromila ponti dell’autostrada italiana ammontano a 700 mila. Oltre ai sensori, un’altra fonte da cui arriveranno i dati saranno i droni dotati di scanner laser e di fotocamere ad alta risoluzione in grado di produrre una scansione TAC delle superfici. L’idea è quella di raccogliere ogni 3 mesi migliaia di foto associate a ogni componente e di processarle con l’intelligenza artificiale. La collaborazione con IBM, su questo versante, è duplice: il cloud, nel quale è possibile archiviare enormi quantità di dati; gli algoritmi per elaborare questi dati ed estrapolare informazioni rilevanti. La piattaforma sarà distribuita in tutti i ponti e i viadotti che compongono la rete di Autostrade entro la fine dell’anno, con applicazioni in attesa di estensione che includeranno anche i tunnel. Entro il 2022, inoltre, dovrebbero essere attivati sistemi di pesatura dinamica, con monitoraggio in tempo reale, per verificare che qualsiasi veicolo che entra in autostrada soddisfi i limiti di peso per carichi eccezionali. Forse così non ci sarà più un incidente come quello del ponte Morandi.

Carmelo Greco

Giornalista

Giornalista professionista, si occupa come freelance e formatore di temi connessi all’innovazione digitale, all’economia civile e alle trasformazioni del mercato del lavoro. È anche autore di opere teatrali e di narrativa. Ultimo romanzo pubblicato, Focara di sangue, Edizioni Fogliodivia, 2020.

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