Gestire la tracciabilità della supply chain: il ruolo dei sistemi ERP

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Gestire la tracciabilità della supply chain: il ruolo dei sistemi ERP

I sistemi ERP ricoprono un ruolo chiave per tutti i processi di monitoraggio e gestione della tracciabilità della supply chain. In un’industria sempre più caratterizzata dalla necessità di avere una visione end-to-end, dal singolo fornitore fino al consumatore, l’Enterprise Resource Planning garantisce una costante visione a 360 gradi sui processi di produzione, andando a rispettare i requisiti normativi spesso richiesti nei diversi settori industriali.

25 Ott 2022

di Redazione

L’evoluzione dei sistemi ERP ha portato a un netto cambio di passo negli ultimi anni. Se inizialmente venivano utilizzati dalle aziende per garantire il mantenimento degli stock a magazzino, oggi l’ERP si è evoluto al punto tale da contenere al suo interno una vasta quantità di informazioni che devono essere considerate rilevanti e strategiche per l’azienda. La valorizzazione del dato, abbinata all’utilizzo delle funzionalità di Supply Chain Management (SCM) presenti nei moderni ERP, permette all’organizzazione di gestire il flusso delle materie prime lungo tutta la catena di approvvigionamento, di regolare la produzione sulla base della domanda e offerta, oltre che rispondere in modo rapido e puntuale all’eterogeneità delle richieste.

In questo contesto è evidente, quindi, che la tracciabilità della supply chain è una tematica che deve non solo riguardare ogni singola azienda, ma essere realizzata prendendo come riferimento anche il settore in cui opera.

Adattare l’ERP ai requisiti di settore

“Oggi, i sistemi ERP sono i principali detentori dei processi core. Basti pensare alla gestione della supply chain, del ciclo attivo e passivo dell’organizzazione, oltre che degli impianti di produzione: macro-processi gestiti integralmente all’interno dell’ERP aziendale” spiega Mirko Menecali, BI & Epm Manager di Sinfo One. “Un aspetto fondamentale per valorizzarne l’uso è quello di adattare il sistema di gestione della tracciabilità in modo coerente, prendendo a riferimento i requisiti normativi della industry di riferimento”.

Premesso ciò, è evidente come vi siano nette differenze di requisiti e processo nelle diverse industry, una varietà che richiede un approccio innovativo e modulare. È questo che ha portato Sinfo One a realizzare un ERP capace di integrarsi all’interno di tutta la filiera. “Proprio con l’obiettivo di soddisfare le diverse esigenze dei nostri clienti, abbiamo sviluppato in-house SiFides, un extended ERP con una forte caratterizzazione italiana, pensato per le PMI e ricco di verticalizzazioni, dal food al manufacturing, dal chimico-farmaceutico all’hospitality e al finance. I punti di forza di SiFides sono l’elevata adattabilità e flessibilità, oltre alla capacità di adattarsi ai diversi settori” spiega Menecali.

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“In più, alle realtà caratterizzate da un baricentro più internazionale con filiali presenti in varie zone del mondo, suggeriamo Oracle JD Edwards. In questi casi, Sinfo One mette a disposizione tutto il know-how di system integrator sia in termini di revisione e ottimizzazione dei processi, sia di procedure” precisa.

L’importanza di una corretta tracciabilità

L’implementazione di processi di monitoraggio atti a garantire una corretta tracciabilità richiede un’accurata attenzione in ogni singola fase di implementazione o modifica dell’ERP. Per le aziende è, infatti, indispensabile avere un maggior controllo delle variabili presenti alla base di processi produttivi, oltre che degli approvvigionamenti, dei costi, dello stoccaggio e non solo.

“Le aziende devono essere costantemente a conoscenza di ogni materia prima utilizzata all’interno di un determinato lotto. Non solo, la tracciabilità della supply chain tramite ERP deve essere visibile all’organizzazione in modo ascendente e discendente. Questa esigenza non deriva solamente dalla necessità di rispettare gli obblighi normativi, bensì rappresenta un enorme punto di forza nell’ottica del monitoraggio sia della gestione della qualità sia della sicurezza” precisa Menecali. “Il monitoraggio impone all’azienda il mantenimento di un rigore nella gestione dei processi e degli impianti. Pertanto, il principale costo di una corretta gestione della tracciabilità della supply chain non è informatico, bensì è di carattere organizzativo e di processo”.

Ad esempio, un ERP specializzato nel food & beverage si trova costantemente a dover orchestrare molteplici contesti produttivi in cui è necessario mantenere isolati diversi lotti della stessa materia prima, al fine di ridurre qualsiasi potenziale pericolo di contaminazione. Per i produttori di prodotti sfusi e derivati del latte, la gestione dei silos rappresenta un eterno trade-off per quanto concerne l’ottimizzazione degli spazi, mentre per le aziende operanti nel settore della carne, la tracciabilità è alquanto complessa poiché a valle vi possono essere innumerevoli processi di trasformazione e preparazione.

Quindi, è evidente come tutto ciò richieda alle aziende di essere consapevoli che l’implementazione di una soluzione ERP debba andare di pari passo con un cambiamento dei processi organizzativi, procedendo a massimizzare il grado e l’accuratezza della tracciabilità, in aggiunta alla risoluzione di tutte le potenziali problematiche, dirette e indirette, specifiche del settore in questione.

Il valore aggiunto della gestione della tracciabilità della supply chain

La gestione della tracciabilità della supply chain non deve essere vista solamente come un obbligo normativo. I sistemi ERP forniscono alle aziende strumenti efficaci per gestire e monitorare la qualità di prodotto e del processo, oltre che ad aumentare il grado di trasparenza verso i consumatori.

“Portare sul mercato prodotti di qualità sta diventando sempre più un elemento competitivo. Molti nostri clienti hanno colto le potenzialità date dalla tracciabilità. Per farlo, è necessario porre in primo piano il fatto che le informazioni generate dall’ERP contengono un indispensabile valore industriale. Attraverso di esse l’azienda è in grado di individuare eventuali lotti con maggiore difettosità o comparare la qualità dei prodotti di diversi fornitori e molto altro ancora. La gestione della tracciabilità ha anche una forte valenza di mercato: basti pensare alle etichette presenti su cibo e bevande, sempre più ricche di informazioni per il consumatore”.

Uno degli esempi che cita il manager di SInfo One è quello dei prodotti per celiaci, che negli ultimi anni sono stati protagonisti di una crescita esponenziale in termini di vendite. Ciò ha rappresentato un aumento dei ricavi solamente per le aziende che hanno implementato un controllo accurato lungo tutta la supply chain, garantendo al consumatore che i prodotti realizzati siano senza alcuna contaminazione.

“Un caso concreto di integrazione di tecnologie con l’ERP, trasparenza e comunicazione verso i consumatori è rappresentato da un nostro cliente, Mutti, il quale ha posto un barcode su ogni bottiglia di pomodoro prodotta. Lo scopo è quello di far scoprire al singolo acquirente in quale esatta porzione di terreno sono stati coltivati i pomodori presenti all’interno della singola bottiglia. Ciò è possibile attraverso l’introduzione della georeferenziazione e un tracciamento capillare della materia prima di ogni singolo lotto. Raccogliendo le informazioni ed esponendole al pubblico, utilizzando anche tecnologie di blockchain, le aziende possono garantire in modo tecnologico e strutturale la veridicità delle informazioni” spiega Menecali.

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Redazione

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