Le ICT e i nuovi orizzonti del management aziendale

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Le ICT e i nuovi orizzonti del management aziendale

Una ricerca Sda Bocconi e Sap ha analizzato diversi casi internazionali per capire come le tecnologie In-memory contribuiscano a rendere le imprese più veloci e competitive.

05 Nov 2012

di Paolo Pasini e Angela Perego

Nel campo del business management il nuovo millennio si è aperto con nuove suggestioni derivate dall’impiego delle ICT che hanno dato vita a filoni di pensiero e di ricerca innovativi (Real Time Enterprise, Data Explosion e oggi Big Data, Next Generation Business Intelligence e Analytics, In-Memory Computing, Open Innovation Networked Enterprise, Liquid work), con un denominatore comune: la velocità.

La velocità riguarda il tempo e il ritmo delle cose, del lavoro, delle persone; ma la velocità senza controllo, senza finalità, non genera né utilità, né valore, soprattutto nel campo economico-aziendale. Il controllo oggi è sempre più esercitato da una combinazione di persone e di sistemi informatici che lavorano in sinergia. La metafora delle auto di Formula 1 fornisce un buon esempio per capire come si combinano in modo esemplare queste due capacità di controllo (il pilota, la squadra e gli strumenti ICT di bordo collegati in RealTime a quelli di scuderia).

Si può andare oltre. La velocità, oggi a disposizione delle aziende, si concretizza nella capacità, potenziale, di ridurre il tempo necessario non solo per l’esecuzione di un’attività, ma anche per la sua finalizzazione, per il cambiamento repentino e “in corsa” dei suoi obiettivi ed è questa la vera e rivoluzionaria novità nella gestione dell’azienda. La metafora del navigatore satellitare può aiutarci a comprenderlo meglio: nel caso in cui la destinazione cambi in modo inaspettato la reimpostazione “in corsa”, durante il viaggio, in tempo reale, della nuova località consente velocemente di riprogrammare il percorso e le risorse necessarie (tempo, carburante, pedaggi, etc.) per raggiungere l’obiettivo, senza lunghe attese dovute alla ricerca dei dati, alla loro elaborazione, alla presentazione delle informazioni rilevanti e alla loro interpretazione. È chiaro che il muoversi in un contesto dove si hanno tutti i dati a disposizione (tratti stradali, distanze, etc.) consente di affrontare un problema con un margine di errore ridotto e accettabile. Per riavvicinarsi al contesto più reale e incerto in cui operano le aziende, si può evidenziare che i tratti stradali cambiano, “lentamente” ma cambiano (e quindi i dati delle mappe vanno aggiornati frequentemente), ci possono essere lavori in corso o incidenti stradali (e questo rende necessario disporre di un sistema di informazione in tempo reale sulle condizioni del traffico), questi eventi incerti condizionano la determinazione del percorso, che può richiedere deviazioni o un percorso non ottimale. Così il sistema d’informazione (il navigatore) è sempre disponibile, a supporto continuo e in tempo reale del “guidatore-decisore”, elaborando sia dati storici disponibili (i dati georeferenziati delle mappe geografiche), sia i dati che sono resi disponibili in tempo reale (i dati GPS dei veicolo in movimento, i dati sul traffico), sia i dati forniti dal “decisore-guidatore” (le destinazioni, le caratteristiche del percorso desiderato, più veloce o più breve, etc.).

Questo ci aiuta a comprendere cosa significherebbe per le imprese disporre di un simile sistema di “navigazione aziendale” che le supporti a muoversi anche su terreni spesso sconosciuti, imprevisti, incerti.

Stiamo parlando di un sistema di “navigazione aziendale” che si sta velocemente configurando all’orizzonte, facendo leva sulla convergenza di strumenti tecnologici di memorizzazione, elaborazione e trasmissione di dati digitali, di competenze delle persone, di disponibilità tempestiva di elevati volumi di dati di ogni natura, di strumenti di scouting, di ricerca, di selezione ed interpretazione intelligenti, che possono aiutare a gestire la complessità crescente della gestione aziendale di cui si parla spesso, di fatto generata da due fattori prevalenti:

  • la crescente velocità dei cambiamenti (di percorso) necessari;
  • la crescente incertezza degli scenari (cioè, dei terreni in cui muoversi) e dei risultati generabili dalle scelte possibili (in termini di performance, cioè in termini di tempi e risorse impiegate per raggiungere la destinazione desiderata).

Questo nuovo sistema da configurare e personalizzare in ogni impresa ha la capacità di superare molti dei paradigmi manageriali oggi conosciuti. Ad esempio, non avrà più senso distinguere tra dati operativi e dati direzionali, o tra sistemi transazionali e sistemi di analisi e di informazione; il dato utilizzato per perfezionare un ordine online di un cliente, è immediatamente disponibile per un’attività in tempo reale o quasi reale, di profilazione del cliente, di up-selling o di cross-selling, di promozione di altri prodotti o di ricalcolo in tempo reale della redditività del cliente stesso. Oppure il dato di geo-localizzazione di un’auto di un cliente (che ha autorizzato la sua geolocalizzazione!) di un servizio di sorveglianza satellitare o di un’assicurazione, può servire immediatamente sia per attivare interventi operativi (in caso di soccorso), sia per effettuare azioni di geo-promozione in operazioni di location-marketing su device mobili, sia per analizzare il comportamento di guida del cliente al fine della determinazione del prezzo della sua polizza. Di conseguenza non sarà più necessario trasportare e manipolare i dati operativi contabili delle aziende dai database transazionali in database dedicati all’analisi (datawarehouse o datamart), dal momento che tutti i dati operativi elementari o intermedi saranno disponibili in strutture dati libere, in memorie ad altissima velocità di accesso. Si potrebbe inoltre per esempio, rivoluzionare pesantemente il processo di pricing dei prodotti o dei servizi, applicando concetti di revenue management in tempo reale, non solo nella vendita di una stanza di hotel o di un posto aereo o treno, man mano che si avvicina la data di consumo, ma estendendo questa idea di Dynamic Pricing anche a tutti i prodotti deperibili di un retailer, man mano che si avvicina la data di scadenza, oppure ai biglietti per uno spettacolo, alla “distribuzione temporale intelligente” dei saldi nell’abbigliamento anche durante la singola giornata di apertura di ogni singolo punto vendita, oppure alla vendita B2B o B2C di macchine per il condizionamento, oppure nel pricing di un progetto a saturazione di risorse nel campo dei servizi professionali, oppure nel pricing orario dell’energia, e così via.

Altresì potrebbe trasformarsi un altro dei grandi paradigmi del management che contrappone il “grande” al “piccolo”, le economie di scala alle economie di flessibilità: se in alcuni settori (ad es. nei consumer package goods) non c’è dubbio che la dimensione di impresa su scala globale sia vincente e indispensabile, in realtà oggi è il “veloce” che vince contro il più “lento” (economie di velocità).

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Come in tutti i cambiamenti generati dalle tecnologie, anche in questo caso il change management deve azionare leve che riguardano anche le persone e la cultura: il management aziendale deve saper convivere con la velocità ed essere in grado di governarla, per poterla sfruttare al meglio, generando performance incrementali.

Diventa quindi importante:

  1. Trasformare il modo in cui le persone pensano, analizzano i fatti, pianificano e agiscono. Sono necessari nuovi skill, ma soprattutto nuovi atteggiamenti nei confronti delle ICT, passando da molti fenomeni di moda e di “consumerization” (ad es. riguardo i device mobili come i tablet o il social web), ad un reale impiego nella gestione aziendale.
  2. Velocizzare i processi di Innovation Management, sia di prodotto/servizio (dall’idea generation al concept al testing e allo sviluppo), sia di processo (interno esterno, operativo o manageriale), generati dalle ICT.
  3. Far funzionare in modo sincrono elevati volumi di transazioni e operazioni aziendali con veloci ed evolute attività di analisi dei dati strutturati (es. dati contabili) e non strutturati (es. dati del social web, di geolocalizzazione, di audio-video) generati da questi processi operativi online e offline.
  4. Velocizzare le decisioni aziendali con un numero maggiore di informazioni rilevanti (e quindi opportunamente selezionate) e con sistemi di comunicazione e collaborazione ad alta velocità, in tempo reale, tra persone, tra team di lavoro, tra imprese.
  5. Aumentare i cicli/ritmi di misurazione, di monitoraggio e di analisi dei fatti aziendali per innescare veloci attività “trial and error”, veloci cicli di “Analyze, Plan, Act and Control”, piuttosto che profondi e lenti processi di decisione analitica: meno capacità di “andare in profondità” e più capacità di “mettere in relazione” i fatti e di reagire in modo esperto, deduttivo, basando le decisioni su fatti documentati in continuo, sempre più in tempo reale.
  6. Essere coscienti che il sogno della “real time enterprise” può avverarsi solo in alcuni business (es. i web business) o in nicchie di attività/processi aziendali fisici (es. processi produttivi o i processi di distribuzione di energia) o con particolari caratteristiche digitali (es. fraud detection, trading finanziario), mentre nuove opportunità  di “Near RealTime” si aprono nel campo delle analisi e delle decisioni, ma solo se si possiedono anche le capacità di chiudere il cerchio, il loop “Analyze, Plan, Act and Control”: in altri termini, la più veloce e sofisticata capacità di analizzare fatti e decidere (“insight”) deve necessariamente scaricarsi a terra in azioni innovative, fattibili, veloci, economicamente convenienti (nel marketing, nel business development, nella finanza, etc.), e innovative, altrimenti resta un potenziale inespresso e fine a sé stesso.

La competizione oggi si gioca quindi soprattutto tra chi è “lento” e chi è “veloce”: veloce nell’innovazione di prodotto/servizio (“time to innovation”), nel diversificarsi a livello geografico, nei prodotti/servizi, veloce nei processi aziendali, veloce nel reagire a eventi imprevisti (“resilience time” e “time to market”), e infine veloce nel “time to profit”. La velocità aziendale assume quindi molti significati e forme di manifestazione.

Le tecnologie In-Memory: velocità e innovazione tecnologica

Il contesto sopra descritto ancorché futuribile è in veloce avvicinamento e le tecnologie In-Memory sono pronte a dare il loro contributo determinante in questo. Negli ultimi anni le innovazioni di Information Technology hanno sperimentato un impatto rilevante sulle prestazioni delle aziende e sulla loro capacità di essere profittevoli tramite l’implementazione di soluzioni IT sempre più flessibili, che lascino liberi gli utenti di svolgere le proprie attività di analisi seguendo i propri percorsi logici, cognitivi e associativi che non sempre possono essere preventivamente definiti e strutturati. Allo stesso tempo queste soluzioni consentono l’accesso all’intero patrimonio dei dati aziendali senza alcuna necessità di elaborazioni preparatorie (Estrazione, Trasformazione e Caricamento dei dati operativi) che migliorano le prestazioni tecniche di questi sistemi ma limitano gli ambiti di azione e le possibilità di navigazione e di intelligence degli utenti. Gli sviluppi in campo tecnologico, soprattutto hardware, stanno mettendo le fondamenta perché lo scenario prima descritto si concretizzi in tempi brevi. Le tecnologie In-Memory rappresentano sicuramente un passo determinante in questa direzione e il superamento di alcuni limiti imposti dalle tecnologie precedenti, come ad esempio la netta separazione tra l’ambiente IT transazionale e di Business Intelligence che, sul fronte tecnico, è motivata solo da esigenze prestazionali. Le tecnologie In-Memory, infatti, coniugano le ultime innovazioni, come la possibilità di utilizzare architetture hardware multiprocessore, l’elaborazione parallela e la possibilità di caricare grandi moli di dati in memorie centrali sempre meno costose, per abilitare un circolo virtuoso e interattivo tra l’analisi dei dati in tempo reale, le attività previsionali dei fenomeni aziendali e di analisi degli scenari, e la presa di decisione tempestiva, senza ritardi dovuti principalmente alla non immediata accessibilità ai dati necessari. L’elemento più innovativo e disruptive rispetto alle tecnologie tradizionali è che l’elaborazione dei dati avviene direttamente a livello di database (a colonne e non relazionale) e non nel livello applicativo, e in memoria RAM. Solo i risultati delle query sono trasferiti per essere visualizzati dagli utenti. Il cuore delle tecnologie In-Memory è quindi il motore di In-Memory Computing. Esso è uno strumento integrato di calcolo e di database che consente di elaborare grandi quantità di dati in tempo reale nella memoria centrale, per fornire istantaneamente i risultati di analisi ed elaborazioni. Infatti, esso può esaminare 2 milioni di record al milionesimo di secondo per processore core e oltre 10 milioni di aggregazioni complesse calcolate dinamicamente al secondo. Sono queste le performance che possono trasformare i processi aziendali operativi e di produzione delle informazioni, di cui si è parlato nei paragrafi precedenti. Anche le performance di aggiornamento, inserimento e caricamento dati mostrano un significativo miglioramento rispetto ai sistemi tradizionali, dal momento che nessun dato aggregato o indicizzato è mantenuto e tutte le operazioni di elaborazione sono eseguite In-Memory.

 

 

 

 

 

 

Gli ambiti di applicazione delle tecnologie In-Memory per la Velocità aziendale: una ricerca su alcuni casi internazionali

Le tecnologie In-Memory possono diventare uno degli enabler determinanti della velocità aziendale. La ricerca dell’Osservatorio BI di SDA Bocconi sulle esperienze esistenti d’implementazione di SAP HANA (tecnologia In-memory di SAP) e del suo contributo all’incremento della velocità aziendale, mostra come questi casi internazionali pionieristici possano essere classificati in un framework della velocità aziendale che ne identifica 3 diversi ambiti complementari rilevanti per il successo competitivo delle imprese: la velocità di innovazione dei prodotti/servizi, la velocità dei processi aziendali e la velocità di reazione ad eventi inattesi (resilienza).

Certamente queste esperienze rappresentano in molti casi sperimentazioni il cui potenziale deve ancora essere “scaricato a terra” in decisioni creative, in azioni innovative e quindi in probabili vantaggi competitivi. Tuttavia osservate nella loro varietà, esse stimolano una riflessione su come sta rapidamente cambiando lo scenario futuro della gestione aziendale, reso possibile da nuove tecnologie ICT e da nuovi fonti di dati disponibili: saper coniugare Velocità e Qualità nelle attività aziendali e nei suoi output è e sarà la vera sfida in questa difficile fase economica per le imprese private e pubbliche e per la società nel suo complesso e le tecnologie In-memory sono pronte per dare il loro contributo.

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Paolo Pasini e Angela Perego

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