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IoT: l’era del servizio abilitato dal dato

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IoT: l’era del servizio abilitato dal dato

03 Dic 2015

di Nicoletta Boldrini

La monetizzazione dei Big Data e dell’IoT arriva grazie ai servizi che un’azienda è in grado di abilitare sfruttando in modo più efficace le informazioni. Ed è qui che Sap Hana può esprimere al meglio il proprio valore tecnologico, come ci spiega Zoran Radumilo, Innovation Sales Director di Sap Italia

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MILANO – Tutto ciò che nasce oggi è ‘sensorizzato nativamente’, ossia integra al proprio interno sensori o sistemi che consentono all’oggetto di comunicare dati sfruttando le reti di comunicazione (Internet in primis). L’Internet of Things (IoT), in altre parole, è già qui.

Zoran Radumilo, Innovation Sales Director di Sap Italia

“La percezione più diffusa è che la ‘sensorizzazione’ degli oggetti rappresenti ancora un costo elevato – sottolinea Zoran Radumilo, Innovation Sales Director di Sap Italia parlando degli scenari attuali entro i quali si sta delineando il fenomeno dell’IoT -, e tale costo nasconde ai più la reale utilità della comunicazione tra oggetti e del valore delle informazioni che ne possono derivare”. 

Prendiamo ad esempio il settore delle autovetture: “il consumatore oggi vede la sensorizzazione dell’auto come un optional – descrive Radumilo – e non è detto che sia disposto a pagare di più per un ‘accessorio’. Sarebbe eventualmente disposto a pagare di più laddove, attraverso la sensoristica, potrebbe ricevere un servizio, per esempio di manutenzione programmata in base al reale utilizzo dell’autovettura oppure di accesso a servizi di ‘infotainment’ (informazione + intrattenimento) promossi in base ai gusti e alle abitudini dell’utente…”.

La monetizzazione dell’IoT non è dunque legata all’oggetto in sé ma alle informazioni che dall’oggetto connesso possono derivare e, soprattutto, dai nuovi servizi che si possono abilitare attraverso un più ampio patrimonio informativo. La sfida per le aziende è quindi legata ai dati e alla velocità attraverso la quale si riesce ad estrarre informazioni e conoscenza da un patrimonio di dati sempre più ampio. “La lungimiranza di Sap è stata comprendere in anticipo tali esigenze investendo sull’in-memory computing e la real-time analysis”, osserva Radumilo. “Sap Hana è la piattaforma che consente di trarre reale valore dai Big Data e dall’IoT perché svolge direttamente tutti i workload in-memory, a zero latenza, ed è quindi in grado di analizzare grandi moli di dati (provenienti da qualsiasi fonte, anche dalla sensoristica) in real-time all’interno del cosiddetto ‘infinito storage’ (leggasi Hadoop)”.

Sap ha investito non solo nella definizione di una piattaforma in-memory in grado di supportare l’analisi real-time dei dati ma anche riscrivendo il codice nativo di tutte le proprie Business Applications. “Tutte le nostre business suite, oggi racchiuse nell’offerta Sap S/4Hana, sono state interamente riscritte con una riduzione del footprint di memoria (ossia della memoria necessaria al database per eseguire i processi di analisi dei dati)”, dettaglia Radumilo. “Una riduzione che permette oggi una velocità di esecuzione delle applicazioni fino anche a 7 volte superiore (in funzione del tipo di transazione). Ma ciò che rappresenta il valore primario è la semplificazione del modello di dati che elimina definitivamente i confini tra ‘mondo transazionale’ e analytics, ossia una fusione tra i modelli Oltp (Online transaction processing) e quelli Olap (OnLine Analytical Processing)”.

A supporto di questa nuova offerta (Hana e le Business Suite sono disponibili sia in cloud sia on premise), Sap ha rafforzato l’ecosistema di partner con l’obiettivo di “far transitare le aziende clienti da R/3 (lo storico Erp) a S/4”, conclude Radumilo. “Abbiamo studiato dei veri e propri ‘pacchetti predefiniti’ per la migrazione e l’implementazione delle nuove soluzioni che, anche a seguito di una importante politica di acquisizioni, oggi riescono a coprire tutte le aree di ‘ingaggio con i clienti’ (Crm, eCommerce, omni-channel solutions… grazie ad acquisizioni come quella di Hybris), ‘ingaggio con i propri dipendenti’ (workforce, Hrm, un’area meglio indirizzata dopo l’acquisizione di Concur e SuccesFactors), asset management, supply chain management, fino ad arrivare alla parte di ‘business network’ ossia alle piattaforme cloud che supportano transazioni B2B (soprattutto a seguito dell’acquisizione di Ariba)”.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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