La continuità elettrica di un data center non dipende soltanto dalla capacità di un gruppo di continuità (UPS) di convertire e stabilizzare l’energia. Quando viene meno l’alimentazione dalla rete, sono le batterie a fornire la riserva necessaria affinché i sistemi critici continuino a funzionare fino al ripristino, all’avvio di una fonte alternativa o al completamento di una procedura di arresto controllato.
La scelta della tecnologia di accumulo, il suo dimensionamento e la gestione del suo ciclo di vita sono, quindi, elementi importanti nella progettazione dell’infrastruttura.
FIAMM opera nel settore delle batterie industriali e propone soluzioni per applicazioni di continuità, telecomunicazioni, impianti industriali e infrastrutture critiche.
Nel segmento dei data center, il portafoglio comprende batterie al piombo regolate da valvola (VRLA) oltre a batterie compatte per sistemi UPS, prodotti ad alta erogazione per carichi critici e soluzioni progettate per installazioni con una lunga vita di servizio.
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UPS con sistemi BESS
Per chi progetta un data center, la batteria non è un componente da scegliere soltanto in base alla capacità nominale. Contano la potenza che deve essere erogata nel momento del bisogno, la durata dell’autonomia, lo spazio disponibile negli armadi o nei locali tecnici, la temperatura di esercizio, le esigenze di manutenzione e il comportamento atteso durante gli anni di utilizzo.
Un sistema che deve sostenere un carico elevato per pochi minuti presenta esigenze diverse rispetto a un impianto che richiede scariche più prolungate o cicli frequenti. Ecco perché il dimensionamento deve partire dal profilo applicativo e dalla configurazione complessiva dell’alimentazione.
È, inoltre, importante distinguere le batterie destinate alla continuità dell’UPS dai sistemi BESS – Battery Energy Storage System.
Le prime sono normalmente progettate per garantire energia di riserva in caso di interruzione. I secondi sono sistemi di accumulo integrati che possono essere impiegati, a seconda della configurazione, per spostare nel tempo l’utilizzo dell’energia, gestire i picchi di potenza o interagire con fonti rinnovabili e rete elettrica.
Batterie per UPS: una riserva energetica progettata per i carichi critici
In un data center, la batteria deve rispondere a una richiesta di energia che può arrivare in condizioni non ordinarie. L’interruzione della rete può verificarsi in modo improvviso, mentre i sistemi informatici continuano ad assorbire potenza e l’UPS deve mantenere stabile l’alimentazione.
La capacità di erogare energia rapidamente e in modo affidabile diventa, quindi, importante quanto la quantità di energia immagazzinata.

Accumulo energetico e sistemi BESS
La crescente attenzione ai consumi delle sale server rende l’accumulo una tecnologia di interesse anche al di fuori della tradizionale funzione di backup. I sistemi BESS possono contribuire alla gestione della potenza disponibile, all’integrazione delle fonti rinnovabili e all’ottimizzazione dei prelievi dalla rete. Il loro ruolo, però, dipende dall’architettura elettrica e dalle logiche di controllo e non basta installare una batteria per ottenere automaticamente risparmi energetici o una maggiore resilienza.
Backup e accumulo: quali differenze
Nel backup tradizionale, la priorità è assicurare la disponibilità immediata dell’energia ai carichi critici durante un’interruzione. Il sistema viene dimensionato in funzione della potenza richiesta, dell’autonomia e del tempo necessario all’intervento di una fonte alternativa. In un BESS, invece, l’accumulo può essere gestito attraverso cicli di carica e scarica più frequenti, in funzione di obiettivi come la riduzione dei picchi di assorbimento o l’utilizzo differito dell’energia prodotta da impianti rinnovabili.
Queste esigenze possono richiedere profili di funzionamento, strategie di controllo e caratteristiche di durata differenti. La scelta della batteria deve perciò considerare non solo la capacità, ma anche il numero di cicli atteso, la profondità di scarica, la potenza di carica e scarica e le condizioni termiche. Per un data center, poi, l’eventuale integrazione di un sistema di accumulo deve inoltre essere coordinata con UPS, gruppi elettrogeni, distribuzione elettrica e sistemi di gestione dell’energia. L’obiettivo è evitare che le logiche di ottimizzazione energetica interferiscano con la priorità assoluta della continuità dei servizi IT.
Affidabilità: la batteria come parte di un sistema integrato
La prestazione di una batteria non può essere separata da quella del sistema che la utilizza. Una capacità nominale adeguata non garantisce da sola l’autonomia prevista, se il dimensionamento non tiene conto del profilo di scarica, dell’invecchiamento e delle condizioni ambientali. Per questo il progetto deve integrare la scelta degli accumulatori con le specifiche dell’UPS e con i requisiti di continuità operativa della sala server.
Per FIAMM, il contributo alla filiera consiste nella fornitura di batterie industriali destinate a sostenere la disponibilità energetica di applicazioni critiche. Le famiglie per UPS rispondono alla necessità di disporre di una riserva pronta all’uso, mentre le applicazioni di accumulo più ampie richiedono un’analisi specifica del sistema e della sua strategia operativa.
La corretta combinazione di tecnologia, capacità, controllo e manutenzione permette di trasformare la batteria da componente spesso invisibile dell’infrastruttura a elemento progettato in funzione di affidabilità, sicurezza e costo totale di esercizio.





























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