Il gestionale funziona, i conti tornano, la produzione procede. Per anni è stata una buona ragione per rimandare l’aggiornamento dell’ERP (in fondo, perché intervenire su un sistema che continua a svolgere il proprio compito?).
Oggi, però, questo equilibrio è messo sotto pressione da una combinazione di fattori: l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, l’avvicinarsi delle scadenze di supporto per molte piattaforme storiche e la maturità raggiunta dai servizi cloud.
Per le direzioni IT si apre così una nuova fase di investimenti, nella quale occorre decidere non solo cosa sostituire, ma anche quali componenti dell’architettura esistente meritino di essere preservati e valorizzati.
La posta in gioco riguarda alcune delle applicazioni più critiche dell’impresa: sistemi che governano acquisti, ordini, magazzino, produzione, pagamenti e controllo finanziario. Intervenire sull’ERP significa quindi mettere mano ai processi operativi che sostengono il business quotidiano.
Se il cloud offre nuove opportunità di modernizzazione, l’intelligenza artificiale promette di automatizzare attività e supportare decisioni sempre più complesse. Entrambe, però, richiedono una conoscenza approfondita dei dati, delle regole e delle interdipendenze che nel tempo si sono stratificate attorno al gestionale.
Indice degli argomenti
ERP, prende forma un nuovo ciclo di investimenti
Diversi osservatori parlano di un possibile “supercycle” di aggiornamento, spinto da AI, scadenze di supporto delle piattaforme legacy e crescente maturità del cloud.
Forrester prevede per il software ERP una crescita media annua del 10% fra il 2024 e il 2029. La stima è contenuta nel report The State Of ERP Cloud Migration, 2026, che raccoglie i risultati di diverse indagini svolte nel 2025 sui temi del cloud, delle infrastrutture, dello sviluppo software e delle applicazioni enterprise.
La spinta alla trasformazione convive tuttavia con un dato solo apparentemente contraddittorio: la soddisfazione nei confronti degli ERP esistenti resta elevata. Più dell’80% dei responsabili coinvolti nella ricerca Forrester dichiara infatti di essere soddisfatto del proprio fornitore per le principali funzionalità applicative.
È proprio questa la sfida che attende le direzioni IT: individuare ciò che limita l’evoluzione dei processi e dell’organizzazione, senza disperdere il valore accumulato negli anni. L’obiettivo non è ripartire da zero, ma distinguere ciò che rappresenta ancora un vantaggio competitivo da ciò che, invece, rischia di frenare l’adozione di cloud, AI e nuovi modelli operativi.
L’AI entra nei processi, l’ERP custodisce dati e regole
Fra le principali motivazioni che stanno riaprendo il dossier ERP c’è l’arrivo dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Se gli agenti devono analizzare situazioni, proporre decisioni o avviare attività, hanno bisogno di accedere al patrimonio informativo custodito dai sistemi gestionali.
Nell’analisi How ERP is evolving in the agentic AI era, Deloitte propone un’architettura composta da un nucleo ERP stabile e affidabile, affiancato da un livello applicativo più flessibile, collegato attraverso API e servizi software. Gli esempi riguardano processi come la gestione degli ordini, l’analisi del credito e la pianificazione predittiva.
Si consideri il caso di un agente incaricato di individuare anomalie negli acquisti. Per fornire indicazioni utili deve essere in grado di collegare una fattura all’ordine corrispondente e alla merce effettivamente ricevuta. Per agire, inoltre, deve conoscere i limiti della propria autonomia, distinguendo le operazioni che può eseguire direttamente da quelle che richiedono autorizzazioni o controlli. L’efficacia dell’automazione dipende quindi non soltanto dagli algoritmi, ma anche dalla qualità dei dati, dalla coerenza delle integrazioni e dalla chiarezza dei processi sottostanti.
È su questo terreno che i progetti AI si intrecciano con la modernizzazione dell’ERP. Accesso ai dati, integrazione tra applicazioni, governance e controlli diventano elementi essenziali per consentire agli agenti di operare in modo affidabile. Resta poi da definire il percorso di trasformazione: una scelta influenzata non solo dagli obiettivi di business, ma anche dalle scadenze tecnologiche e dai piani evolutivi dei fornitori.
Le scadenze dei vendor accelerano le scelte
Le scadenze fissate dai principali fornitori stanno diventando uno dei fattori che spingono le aziende a riconsiderare il futuro dei propri sistemi gestionali. Nel caso di SAP Business Suite 7, la manutenzione mainstream termina a fine 2027, con la possibilità di estendere il supporto fino al 2030.
A rendere ancora più rilevante il fattore tempo è il fatto che alcune opzioni disponibili oggi potrebbero non esserlo in futuro. SAP ha comunicato che, dopo il 2030, scadranno anche accordi di supporto per database di terze parti e Java negli ambienti legacy interessati. Per le aziende che intendono migrare verso S/4HANA o SAP Cloud ERP, rinviare le decisioni potrebbe quindi tradursi non solo in una riduzione del livello di assistenza disponibile, ma anche in un cambiamento del percorso tecnico di transizione, che diventerà a tutti gli effetti greenfield.
Una dinamica analoga interessa Microsoft Dynamics GP. Il supporto per miglioramenti funzionali, aggiornamenti normativi e assistenza tecnica è previsto fino alla fine del 2029, mentre le patch di sicurezza saranno disponibili fino ad aprile 2031.
Le scadenze dei vendor possono diventare occasioni per riesaminare architetture, integrazioni e modello operativo, valutando se limitarsi a un aggiornamento tecnologico oppure cogliere l’opportunità per una più ampia modernizzazione dell’ERP.
Alcune scadenze di ERP
| Piattaforma | Scadenza principale | Periodo successivo |
|---|---|---|
| SAP Business Suite 7 | Fine manutenzione mainstream: 31 dicembre 2027. | Manutenzione estesa opzionale fino al 31 dicembre 2030. |
| Microsoft Dynamics GP | Fine supporto tecnico e aggiornamenti funzionali e normativi: 31 dicembre 2029. | Eventuali patch di sicurezza fino al 30 aprile 2031. |
Il cloud orienta la modernizzazione dell’ERP
Il cloud continua a occupare una posizione centrale nelle strategie di modernizzazione, anche in una fase di maggiore attenzione alla spesa.
Secondo Forrester, le organizzazioni non cercano soltanto capacità infrastrutturale, ma soprattutto servizi gestiti, scalabilità e maggiore rapidità nell’introduzione di nuovi servizi. Nella Cloud Survey 2025, quasi la metà dei decisori cloud indica i benefici dei servizi gestiti tra le principali motivazioni della migrazione al public cloud; il 42% cita la possibilità di scalare più rapidamente e il 36% la velocità di deployment.
Il fenomeno interessa ormai l’intero portafoglio applicativo aziendale. Tra le organizzazioni coinvolte nell’indagine Forrester, la quota media di applicazioni già migrate al cloud raggiunge il 40%, con una previsione di crescita al 56% nei due anni successivi.
Per molte aziende il cloud rappresenta inoltre la via d’accesso a competenze e servizi difficili da replicare internamente, dalle piattaforme specialistiche alle funzionalità avanzate di sicurezza.
Anche la componente economica continua ad avere un peso importante. Forrester evidenzia come i modelli cloud consentano di ridurre gli investimenti iniziali e di rendere più prevedibili i costi nel tempo (ma prevedibilità non vuol dire minor costi).
La costruzione del business case infatti richiede però una valutazione più ampia, che includa migrazione, integrazione delle applicazioni, consumo effettivo delle risorse e periodo di convivenza tra vecchi e nuovi sistemi. Più che dal solo costo della piattaforma, il risultato finale dipende dall’ampiezza della trasformazione e dal livello di modernizzazione che l’organizzazione intende perseguire.
Un core ERP, più applicazioni specializzate
La definizione del perimetro della modernizzazione apre un’altra decisione strategica: quali funzioni mantenere all’interno della suite ERP e quali affidare ad applicazioni specializzate. È il principio alla base delle architetture composable, nelle quali il gestionale continua a svolgere il ruolo di sistema centrale per dati e processi core, mentre domini come HR, supply chain, procurement, CRM o analytics possono essere affidati a soluzioni dedicate, integrate attraverso API e servizi condivisi.
Questa maggiore libertà introduce però nuove complessità. Nel rapporto Prepare for a Successful Composable Cloud ERP Data Migration, Gartner evidenzia come la transizione verso un cloud ERP composable richieda una preparazione accurata, una pianificazione strutturata e una particolare attenzione alla governance dei dati.
Il vantaggio ricercato in termini di agilità e modularità dipende infatti dalla capacità di mantenere coerenza fra informazioni, processi e responsabilità distribuiti su più applicazioni. Quanto più aumenta il numero di applicazioni e di agenti AI coinvolti nei processi aziendali, tanto più diventano centrali l’integrazione, la qualità del dato e la definizione di regole condivise.
In altre parole, il successo non dipende soltanto dalla qualità dei singoli componenti, ma anche dalla capacità di farli operare come un unico sistema.
Come migrare: piattaforme, partner e percorsi e i 6 approcci di Forrester
Definita l’architettura di destinazione, resta da costruire il percorso per arrivarci. Ed è qui che emergono le differenze. Le organizzazioni partono da situazioni molto diverse per età delle applicazioni, livello di personalizzazione, vincoli normativi e investimenti già effettuati.
Una fotografia di questa eterogeneità emerge dai dati Forrester sui modelli di deployment ERP. Tra i decisori coinvolti nella ricerca, il 46% indica come prevalente un modello hosted o private SaaS, il 29% continua a operare principalmente on-premise e il 25% utilizza soluzioni SaaS multitenant.
Dietro queste percentuali si nascondono scelte architetturali differenti. Nel modello multitenant più clienti condividono la stessa piattaforma, mantenendo separati dati e configurazioni.
Le soluzioni hosted o private SaaS e quelle on prem offrono invece maggiori possibilità di personalizzazione e controllo. La coesistenza di modelli così diversi aiuta a spiegare perché i programmi di modernizzazione seguano percorsi differenti, pur convergendo verso una maggiore adozione del cloud.
Resta poi da definire il percorso di trasformazione, che Forrester suddivide in base a 6 approcci che sono ben distribuiti in termini di adozione:
- modernizzare l’applicazione prima del trasferimento al cloud (18% dei workload);
- migrare inizialmente l’applicazione e modernizzarla in una fase successiva, secondo una logica “lift-and-shift” (17%);
- sostituire il software con una soluzione SaaS (17%);
- riscrivere completamente l’applicazione (16%);
- effettuare un replatforming, mantenendo gran parte del codice ma adottando una nuova piattaforma tecnologica (16%);
- dismettere applicazioni non più necessarie (14%)
La distribuzione quasi uniforme fra questi approcci suggerisce che la modernizzazione ERP non segue un modello standard. Più frequentemente, le organizzazioni costruiscono programmi composti da interventi differenti: alcune componenti vengono sostituite con servizi SaaS, altre vengono migrate senza modifiche sostanziali, altre ancora richiedono una revisione architetturale più profonda
I percorsi di modernizzazione applicativa
| Percorso | Che cosa cambia | Valutazione per il progetto |
|---|---|---|
| Modernizzare, poi migrare | Si aggiorna l’applicazione prima del trasferimento. | Preparazione tecnica e tempi prima del passaggio al cloud. |
| Migrare, poi modernizzare | Si trasferisce il workload e si interviene successivamente sull’applicazione. | Perimetro e risorse della modernizzazione successiva. |
| Sostituire con SaaS | Si adotta un servizio applicativo al posto del software esistente. | Aderenza funzionale, migrazione dei dati e integrazioni. |
| Replatforming | Si adatta l’applicazione a una diversa piattaforma tecnologica. | Compatibilità e collaudo dei componenti interessati. |
| Ricostruire | Si realizza nuovamente l’applicazione. | Funzioni da riprodurre, competenze e tempi di sviluppo. |
| Dismettere | Si elimina un’applicazione dal portafoglio. | Dipendenze residue, accesso e conservazione dei dati. |
Qualunque sia il percorso scelto, il punto di partenza resta un inventario accurato delle applicazioni e delle loro dipendenze. Funzionalità, integrazioni e personalizzazioni consentono di distinguere ciò che rappresenta ancora un asset strategico da ciò che può essere sostituito o semplificato.
Per le componenti che richiedono sviluppo o evoluzione entrano sempre più spesso in gioco le tecnologie cloud-native. Container e piattaforme di orchestrazione come Kubernetes consentono di distribuire applicazioni e integrazioni in modo più flessibile, mentre i servizi gestiti trasferiscono al provider parte delle attività operative legate all’infrastruttura e alla piattaforma.
Nella Cloud Survey 2025, quasi due terzi dei responsabili dell’architettura cloud dichiarano di prevedere l’adozione di piattaforme container multicloud gestite dal fornitore, mentre oltre la metà guarda a servizi container gestiti nei cloud pubblici.
Questo non significa che tutte le imprese debbano gestire direttamente tali tecnologie. Nel caso degli ERP SaaS, gran parte della complessità infrastrutturale resta infatti sotto la responsabilità del fornitore. Tuttavia, la diffusione di questi modelli indica la direzione verso cui si stanno evolvendo le architetture applicative enterprise.
In questo senso gli hyperscaler assumono un ruolo sempre più centrale. Più della metà dei responsabili del cloud sourcing intervistati da Forrester li considera partner di riferimento, davanti a managed service provider e system integrator.
La sovranità digitale entra nelle decisioni ERP
L’ERP custodisce alcune delle informazioni più sensibili dell’impresa: dati finanziari, informazioni sul personale, relazioni con clienti e fornitori. Quando questi sistemi vengono trasferiti su piattaforme cloud, la discussione non riguarda più soltanto aspetti tecnologici o funzionali. Diventa necessario comprendere dove saranno trattati i dati, chi potrà accedervi e quali garanzie esistono in termini di continuità operativa e controllo.
Nel report Reduce Risk by Prioritizing ERP Sovereignty Initiatives, Gartner evidenzia come le iniziative di sovranità ERP siano sempre più influenzate da fattori geopolitici, dall’evoluzione dei requisiti normativi e dalla crescente dipendenza da ecosistemi tecnologici complessi. L’attenzione non si limita quindi ai dati, ma si estende anche alle infrastrutture cloud, ai servizi di intelligenza artificiale e alle piattaforme sulle quali si basano i processi aziendali.
Per le direzioni IT questo significa valutare con maggiore attenzione opzioni quali cloud regionali, offerte sovrane e architetture ibride. L’analisi riguarda aspetti concreti: dove risiedono dati e copie di backup, chi gestisce effettivamente il servizio, quali soggetti possono accedere alle informazioni e quanto sia semplice trasferire dati e integrazioni verso un’altra piattaforma in caso di necessità. Lo stesso principio vale per gli strumenti di AI che utilizzano o elaborano dati ERP: anche questi componenti entrano a pieno titolo nelle valutazioni di governance, compliance e controllo operativo.
























Partecipa alla community