Non è più tempo di domandarsi quanto l’intelligenza artificiale cambierà il business. La vera sfida, piuttosto, è come farla diventare parte viva del suo motore gestionale, integrandola nei processi, nelle decisioni e nella cultura d’impresa.
È da questa consapevolezza che nasce l’idea dell’evento “Dal core ERP all’intelligenza diffusa”, organizzato a Milano da Altea UP, KepleriA e HNRG – tre Company del gruppo Altea Federation – per esplorare come la tecnologia possa evolvere da strumento operativo a fattore abilitante strategico di crescita.
Un invito, in fondo, a riscoprire nell’innovazione non solo un mezzo, ma una direzione di pensiero e una rotta per il futuro.
Indice degli argomenti
Il nuovo ruolo dell’ERP
Ad aprire i lavori è stato Andrea Viberti, Chief Business Officer di Altea UP, che ha inquadrato il contesto in cui operano le aziende oggi. «Le tensioni che vivono le organizzazioni non sono più solo competitive ma sistemiche. E la risposta a queste tensioni non può più essere tattica, ma deve necessariamente essere strategica e strutturale. Il core ERP, oggi, è il centro di un ecosistema molto più ampio che crea coerenza tra dati, processi, persone e decisioni. I dati alimentano l’AI, l’AI alimenta i processi, i processi alimentano l’AI» in un cortocircuito virtuoso.
A dare sostanza a questa visione, la testimonianza diretta di Paini Rubinetterie | KWC Home con un progetto di switch tecnologico del gestionale portato a termine in soli sette mesi.
SAP: una piattaforma aperta e componibile
Fabrizio Moneta, Head of Corporate Market di SAP, ha tracciato la traiettoria evolutiva del vendor. «Il nostro ruolo è garantire la disponibilità alle Aziende di una piattaforma che possa accompagnare le aziende nel futuro. Solo così la liquidità e la fluidità delle situazioni attuali può trovare una risposta tecnologica adeguata», ha premesso il manager.
Nel corso dell’ultimo decennio, SAP ha incorporato nel core ERP le best practice dei propri clienti, standardizzato la piattaforma tecnologica su un’unica foundation e aperto l’ecosistema alla collaborazione con strumenti non-SAP, Microsoft in primis. L’AI è oggi diventata la base per un uso naturale della piattaforma e per garantire dinamicità ed efficienza ai processi. Il cloud, in questo scenario, è «l’opzione di deployment più agevole per far evolvere rapidamente la piattaforma verso contesti mutevoli come quelli che ormai siamo abituati a sperimentare».
La Composable Enterprise e l’orchestra come modello di riferimento
Il concetto di Composable Enterprise coniato da Gartner è stato il filo conduttore della giornata. Un’azienda che sposa questo modello di digitalizzazione adotta un’architettura IT componibile, utilizza API (interfacce di programmazione applicativa) e componenti software facilmente riutilizzabili in modo altamente modulare per adattarsi rapidamente ai cambiamenti.
A illustrarlo in modo intuitivo attraverso una metafora “musicale” è stato Stefano Solano, GTM & Cloud Solutions Manager di Altea UP. «La vera armonia di un’orchestra è la melodia che produce, che non è una semplice collezione di suoni ma la fusione perfetta di strumenti che fanno musica insieme, ognuno con le proprie caratteristiche».
Trasposto alla realtà delle aziende, il concetto chiaro è che «non è necessario adottare soluzioni monolitiche – ha sintetizzato Solano –, ma si possono scegliere piattaforme e strumenti modulari, facilmente adattabili a esigenze puntuali, a patto di riconoscere il ruolo chiave dell’integrazione nell’accelerare i percorsi di innovazione».
Cinzia Pellegrini, Cloud Solution Advisory Manager di SAP, ha tradotto la metafora dell’orchestra nell’impianto architetturale della tech company tedesca. «Il grande valore dell’orchestra è che crea connessioni tra i musicisti – ha spiegato –. E questo è il principio che ha ispirato l’evoluzione della SAP Business Suite, una piattaforma modulare, componibile, in cui ogni processo dialoga con gli altri in modo fluido, i dati fluiscono liberamente e sono sempre contestualizzati».
Paini Rubinetterie | KWC Home: sette mesi per integrare un’acquisizione
La parte più attesa della giornata è stata la testimonianza di Paini Rubinetterie | KWC Home. Maurizio Cottella, Group Chief Financial Officer di Paini Rubinetterie, ha raccontato la storia di una realtà cresciuta rapidamente negli ultimi anni. Dopo le acquisizioni di Argo, Piralla e Mamoli, nel 2024 è stata la volta di KWC Home, società scorporata con un’operazione di carve out da KWC Group.
Oggi, il gruppo Paini vanta un fatturato consolidato di 200 milioni di euro, con una gamma di prodotti che copre tutte le esigenze della rubinetteria – dall’entry level al luxury –, stabilimenti in Italia, Svizzera, Cina e Tunisia e una presenza commerciale diretta in Francia, Regno Unito e USA.
Sul palco sono state ripercorse le tappe salienti dello switch alla nuova piattaforma ERP per la società acquisita.
Una scelta che guarda al futuro
Paola Violini, Senior Manager Manufacturing di Altea UP, ha illustrato le scelte architetturali rilevanti per la direzione del progetto. KWC Home utilizzava già SAP Business One su cloud pubblico e si sarebbe potuto optare per mantenere il sistema autonomo rispetto alle altre realtà del gruppo Paini. «Quello che il management ha scelto di fare, invece, è stato dettato da una visione più prospettica. Siamo partiti da un sistema ERP fondato sulle best practice SAP e su questo core abbiamo agganciato progressivamente diversi mattoncini. Gli Analytics, la Customer Experience pre e post-vendita, lo Human Capital Management, la gestione della produzione, della fabbrica e del magazzino. E in sette mesi tutto è stato messo in produzione».
Dal design alla data migration: ripensare processi e dati
Il progetto si è articolato su diverse fasi, ma due sono risultate quelle più complesse, come ha evidenziato Giuseppe Romanelli, Project Manager di Altea UP. «La prima è stata la ricostruzione dei processi nel public cloud. Qui la metodologia Agile ha fatto la differenza. Sprint iterativi, best practice rigorose e un dialogo continuo con gli utenti secondo la logica try and learn. Il risultato? Incomprensioni ridotte al minimo, correzioni progressive e obiettivi tecnologici e di business raggiunti con precisione chirurgica».
La seconda fase ha riguardato la data migration, che è diventata un’attività completamente tecnica. «Abbiamo sviluppato dei connettori automatici e gli utenti hanno potuto validare i dati direttamente all’interno del sistema», ha assicurato Romanelli.
«La cosa più impegnativa – ha ricordato Cottella – è stata la gestione della variabile tempo ma la schedulazione metodica di tutti gli step ci ha aiutato a non perdere tempo ed evitare sforamenti di tempi e budget. Abbiamo costituito un comitato misto di persone della nostra funzione IT e dei partner coinvolti che riportava direttamente a uno steering committee». Determinante per il buon esito del progetto è stato, secondo Cottella, il coinvolgimento diretto nello steering committee dei due CEO di Paini Rubinetterie e KWC Home.
Un approccio che ha trasformato non solo i sistemi, ma anche la cultura aziendale. La stretta collaborazione tra le funzioni di business e il team IT, infatti, ha generato una nuova consapevolezza condivisa: la tecnologia non è un fine, ma un abilitatore strategico. E quando tutti remano nella stessa direzione – dai team operativi fino al vertice – i risultati parlano da soli. «L’IT, che prima era considerato una funzione di supporto, oggi è invece un attore chiave della governance del business», ha sottolineato il manager.
Dal caos dei dati alla trasparenza sullo shop floor
Il progetto ha anche permesso di affrontare e risolvere colli di bottiglia e inefficienze operative. Fabio Guidetti, IT Manager di Paini Rubinetterie, ha condiviso con il pubblico le lezioni apprese lungo il percorso, sottolineando come il percorso affrontato abbia offerto un’opportunità aggiuntiva rispetto al mero switch tecnologico: «Con l’occasione del passaggio al nuovo core ERP, infatti, non ci siamo limitati semplicemente a importare i vecchi processi, ma abbiamo anche corretto quelli sbagliati o inefficaci».
Un valore, l’efficienza, confermato anche da Sandro Gotz, Head of Operations and Supply Chain di KWC Group, che ha offerto uno sguardo d’insieme su come sono cambiati i flussi operativi. «Oggi abbiamo un sistema ERP perfettamente integrato con i processi a garanzia della massima trasparenza – ha sottolineato –. Prima era difficile aggregare dati provenienti da fonti diverse per capire cosa accadeva sullo shopfloor, mentre oggi tutti questi dati sono richiamabili e disponibili in tempo reale».
Business Data Cloud il ponte tra memoria storica e futuro
Business Data Cloud ha svolto il ruolo di ponte tra i dati storici e il nuovo ambiente gestionale, creando il layer semantico necessario per garantire continuità, qualità e certezza del dato nel tempo. Oscar Alberti, Delivery Business Unit Manager di KepleriA, ha osservato che «il lavoro congiunto svolto con il cliente ha permesso di elevare la governance e il valore della Business Intelligence e consentito di realizzare un vero e proprio business dictionary, un glossario aziendale, per supportare adeguatamente la pianificazione dei nuovi modelli previsionali».
CRM integrato nell’ERP: quando il servizio diventa esperienza
L’integrazione della componente di Customer Experience è stata ricostruita nella narrazione di Marco Brandanini, SAP CX Business Unit Manager di HNRG. «Tutto il CRM è stato incorporato nell’ERP e oggi le persone che lo utilizzano possono accedere direttamente ai dati della piattaforma gestionale in tempo reale», ha spiegato.
Il risultato è una collaborazione sinergica tra i dipartimenti sales e service, con la possibilità di relazionarsi in modo personalizzato e coerente con il cliente garantendo tempestività e qualità negli interventi di assistenza e manutenzione.
L’Experience Center di Lecce: un incubatore di idee dove l’AI incontra la co-creazione
A chiudere i lavori è stato Alessandro Martignoni, Innovation Manager di Altea UP, che ha acceso i riflettori su uno dei progetti più rappresentativi della visione strategica di Altea Federation: l’Experience Center di Lecce. «Noi diciamo ai clienti che devono innovare, ma dobbiamo farlo noi per primi», ha chiarito il manager nello spiegare i presupposti alla base dell’iniziativa.
«L’idea, tre anni fa, è stata di aprire una sede a Lecce e creare, in collaborazione con l’Università del Salento, un luogo che è non è un semplice show room esperienziale, ma anche un incubatore di idee», un hub per lo sviluppo di prototipi e Proof of Value che rappresenta il punto di contatto fra ricerca accademica, tecnologie innovative ed esigenze di business.
Il format prevede di coinvolgere le aziende in percorso di due giorni scandito da tre momenti chiave. Una prima fase, definita Inspire, prevede di lavorare su esigenze e pain point del cliente con tecniche di Lean Project Management. A questa ne segue una seconda, chiamata Meet, di dialogo e co-creazione con l’Università del Salento. Il terzo momento, battezzato Engage, permette ai clienti di toccare con mano quanto sviluppato attraverso le dotazioni tecnologiche di ultima generazione del centro.
A fare da filo conduttore, lungo tutto questo percorso esperienziale, è l’intelligenza artificiale, con le soluzioni SAP a orchestrare ogni fase del percorso – dall’analisi dei bisogni fino allo sviluppo dei prototipi. Il risultato è un ambiente in cui le idee non restano intuizioni, ma si trasformano rapidamente in soluzioni concrete attraverso un processo di co-creazione guidato.













