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Osservatorio Industria 4.0: il manufacturing è sempre più smart

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Mercati

Osservatorio Industria 4.0: il manufacturing è sempre più smart

Un mercato in crescita (+35% nel 2017 sul 2016) quello delle tecnologie abilitanti industria 4.0. Un ottimo risultato ancora fortemente trainato dal piano Calenda. Ma è necessario sviluppare ora un percorso di sostegno anche alle imprese di dimensioni minori, vero cuore della manifattura italiana. A livello tecnologico cresce l’interesse per il cloud manufacturing

21 Giu 2018

di Patrizia Fabbri

In occasione della presentazione dei dati dell’Osservatorio Industria 4.0 2018 del Politecnico di Milano ZeroUno ha avuto l’opportunità di intervistare Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio, per un’anticipazione sui principali trend emersi dalle rilevazioni.

Nel perimetro della ricerca rientrano le Smart Technologies suddivise in due grandi insiemi: il primo è quello delle tecnologie più vicine al mondo dell’Information Technology (Industrial Internet of Things, Industrial Analytics e Cloud Manufacturing); il secondo, più eterogeneo, riguarda l’Operational Technology (Advanced Automation, Advanced Human Machine Interface e Additive Manufacturing).

Il mercato è misurato come il valore dei progetti di Industria 4.0 realizzati da imprese dell’offerta avente una sede operativa in Italia, e realizzati presso imprese manifatturiere e industriali, sia italiane sia estere.

Giovanni Miragliotta

Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano

In 3 anni investimenti raddoppiati

“La prima importante indicazione – dice il Direttore – è che il mercato continua a crescere: nel 2017 parliamo di un valore compreso tra 2,2 e 2,4 miliardi di euro, con un incremento del 35% sul 2016. Se questa crescita si confermasse anche nel 2018, l’industria manifatturiera italiana in 3 anni avrebbe raddoppiato gli investimenti in tecnologie per digitalizzare il processo produttivo”.

Un risultato molto incoraggiante, sicuramente incentivato dal Piano Calenda, ma l’Osservatorio stima, oltre alla specifica attività progettuale legata ai temi di Industria 4.0, “una quota non trascurabile di attività ‘tradizionale’ generata in seno a progetti di innovazione digitale, sia attività necessaria all’implementazione di progetti 4.0 (per esempio revisione dei processi, re-layout di impianti) oppure abilitata a seguito dell’implementazione di quest’ultimi (per esempio piattaforme di business intelligence abilitate dall’IoT)”, spiega Miragliotta, che sottolinea: “Parliamo di circa 350-450 milioni di euro addizionali, risultato anche questo in netto aumento rispetto a quanto stimato nel 2016 (200-300 milioni di euro)”.

Questa edizione della Ricerca ha stimato anche il valore delle attività di consulenza legate a progetti Industria 4.0, un valore che si attesta intorno ai 200 milioni di euro per il 2017, “segno di come l’industria italiana inizi a comprendere la necessità di affiancare all’introduzione di tecnologie 4.0 anche una serie di attività complementari per garantire la massima efficacia degli investimenti compiuti”, spiega il Direttore.

Tutti segnali più che positivi, dunque, ma Miragliotta ci tiene a sottolineare un elemento di attenzione: “Il Piano Nazionale ha svolto finora un eccellente, duplice ruolo di ‘acceleratore’ della trasformazione 4.0, sia contribuendo a diffondere la conoscenza, sia favorendo fiscalmente gli investimenti privati. Stante il quadro regolatorio attuale, il Piano dovrebbe produrre i suoi benefici effetti per tutto il 2019, quindi potrà sostenere ancora per 18 mesi l’azione di investimento delle imprese italiane. Tuttavia – sottolinea il Direttore – è probabile che lo stimolo del piano non potrà proseguire all’infinito. Il consolidamento o ancora la crescita del mercato sono legati a doppio filo all’identificazione del giusto percorso da seguire per coinvolgere nella trasformazione digitale le aziende di dimensioni minori, che rappresentano (per addetti e per valore aggiunto) il vero cuore della manifattura italiana”.

Osservatorio Industria 4.0 2018: cresce l’interesse per il cloud manufacturing

Come abbiamo visto all’inizio, le tecnologie che abilitano Industria 4.0 sono numerose ed eterogenee, ma impattano praticamente su tutti i processi dell’industria manifatturiera. L’Osservatorio le ha così raggruppate:

  • Smart Lifecycle: processo di sviluppo di un nuovo prodotto, la gestione del suo ciclo di vita e la gestione dei fornitori coinvolti in queste fasi;
  • Smart Supply Chain: pianificazione dei flussi fisici e finanziari nel sistema logistico-produttivo allargato;
  • Smart Factory: processi che rappresentano il cuore della manifattura, dunque produzione, logistica interna ed esterna, manutenzione, qualità, sicurezza e rispetto delle norme.

“Uno dei tratti distintivi di questa Ricerca è la convinzione che esista una forte correlazione tra la maturità digitale di un’impresa (ovvero la capacità di adottare con successo tecnologie IT e OT ‘tradizionali’ nella propria struttura organizzativa e di processo) e la capacità di approcciare con successo l’Industria 4.0: non si può fare la quarta rivoluzione senza avere solide basi nella terza. Al tempo stesso, le nuove tecnologie sono solo il fondamento di Industria 4.0, non il suo punto di arrivo: questa trasformazione dovrà ridisegnare processi e modelli organizzativi, nel difficile equilibrio tra gestione operativa, miglioramento continuo e innovazione radicale”, spiega Miragliotta.

L’area applicativa più importante è rappresentata anche nel 2017 dall’Industrial IoT, con circa il 60% del mercato totale, pari a circa 1,2÷1,4 miliardi di euro; seguono Industrial Analytics (20%) con 400 milioni di euro e Cloud Manufacturing (10%) con 200 milioni di euro. Quest’ultimo è però l’ambito che registra la crescita maggiore (+35%) sul 2016 rispetto agli altri due (rispettivamente +30% e +25%), spinto dall’implementazione di progetti finalizzati alla connettività in cloud di sensori e macchine.

Grafico sul mercato dell'Industria 4.0 in Italia
Il mercato dell’industria 4.0 in Italia – Fonte: Osservatorio Industria 4.0, Politecnico di Milano

Per quanto riguarda le tecnologie OT, la ricerca registra una crescita del 20% per il mercato dell’Advanced Automation (autonomous, collaborative) che si attesta sui 150 milioni di euro; le soluzioni di Advanced Human Machine Interface, sebbene in termini assoluti rappresentino una quota minima del mercato (circa 40 milioni di euro), registrano una crescita addirittura del 50%.

Crescente maturità dei progetti

I progetti analizzati quest’anno mostrano un maggiore livello di maturità che, secondo l’Osservatorio Industria 4.0 2018, si concretizza lungo 4 direttrici.

In primo luogo la trasversalità con progetti che combinano più Smart Technologies (come Industrial IoT, Industrial Analytics, Cloud Manufacturing e Advanced Human Machine Interface), con un ruolo sempre più centrale per i dati, raccolti in Manufacturing Data Lake e quindi resi disponibili per funzionalità che spaziano dalla semplice reportistica al supporto alle decisioni.

Collegata alla precedente, la seconda direttrice è rappresentata dalla crescente capacità delle imprese di bilanciare progetti di Sustaining Innovation (breve termine, con impatto e rischi limitati e dai ritorni modesti ma certi), con progetti di Disruptive Innovation (più complessi e impegnativi).

La terza direttrice è rappresentata dall’evoluzione organizzativa: è ormai matura la consapevolezza di dover gestire team interfunzionali, che includono rappresentanti di tutte le funzioni (corporate e locali) toccate dalle iniziative 4.0, e ci si rende conto che è necessario dotarsi di profili professionali con competenze specifiche.

La quarta direttrice riguarda l’evoluzione dei modelli di business: “Questa trasformazione – precisa Miragliotta – non va confusa con quella che riguarda il prodotto intelligente connesso, ma fa riferimento a innovazioni legate alla digitalizzazione del processo produttivo, per esempio valorizzando la visibilità sul processo o sui flussi di filiera verso altri attori nella catena del valore. Lungo questa direttrice il percorso è ancora, molto spesso, tutto da immaginare”.

Le aziende italiane conoscono Industria 4.0?

Sono 236 le aziende (di cui 172 grandi e 64 PMI, distribuite su 11 settori chiave per l’industria italiana) che hanno risposto alla survey dell’Osservatorio, condotta nei mesi di aprile e maggio, rivolta ad analizzare

il livello di conoscenza e diffusione del paradigma Industria 4.0 nell’industria manifatturiera italiana. Essendo l’elaborazione ancora in corso mentre scriviamo, riportiamo alcuni degli highlight emersi, ricordando che, rispetto ai dati definitivi potrebbe esserci qualche piccola variazione:

  • ad oggi quasi la totalità del campione (97,5%) dichiara di conoscere il tema Industria 4.0 e, molto più importante, oltre la metà delle imprese afferma di trovarsi nella fase di implementazione /consolidamento di soluzioni 4.0;
  • cresce il livello di conoscenza di ogni singola tecnologia abilitante e aumenta il tasso di adozione di queste: “Con una media di 3,9 applicazioni per azienda, l’Industria 4.0 italiana si conferma essere in un momento di grande fermento con la crescita delle attività di sperimentazione e applicazione sul campo”, precisa Miragliotta;
  • qualità, servizio al cliente e flessibilità sono i fattori che principalmente spingono le imprese a intraprendere il percorso Industria 4.0. Per quanto riguarda le criticità riscontrate: un terzo dei rispondenti (32%) dichiara di non aver incontrato alcun ostacolo particolare nella fase di implementazione; altri affermano invece di essere in difficoltà per mancanza di competenze tecnologiche (circa 25%) e per l’inadeguatezza di sistemi informativi (circa 18%);
  • le risorse finanziarie rappresentano una barriera per il 17% delle imprese grandi, e per il 34% delle PMI: “È interessante osservare – rileva il Direttore – che questi due sottocampioni distribuiscono le loro risposte in modo molto simile su tutto l’arco dei fattori analizzati, tranne su questa voce, per la quale vi è una differenza del 100%: la trasformazione digitale delle PMI industriali e manifatturiere, pertanto, richiederà strumenti e programmi di supporto specificamente pensati per le loro peculiarità”.

Uno sguardo alle startup

Come lo scorso anno, anche per questa edizione, l’Osservatorio ha esplorato il mondo delle startup in questo ambito, censendo 215 realtà (nazionali e internazionali) che hanno raccolto finanziamenti per circa 2,5 miliardi di dollari: oltre due quinti del campione è rappresentato da startup che offrono soluzioni di Industrial Analytics e Industrial IoT (24% e 20% rispettivamente), un 20% è composto da startup che si occupano di Additive Manufacturing: sul tema dei finanziamenti è interessante notare che quest’ultimo gruppo raccoglie quasi un terzo del totale (circa 800 milioni di dollari).

Il gruppo più corposo è rappresentato dalle startup statunitensi (49% che raccolgono l’80% dei finanziamenti totali), seguito da quelle europee (35%); l’Osservatorio Industria 4.0 2018 segnala anche alcune interessanti realtà italiane che talvolta vengono riconosciute a livello internazionale.

Patrizia Fabbri

Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

Osservatorio Industria 4.0: il manufacturing è sempre più smart

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