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Ransomware, cosa è accaduto nel 2020 e come comportarsi

Il 43% degli italiani che hanno pagato il riscatto per accedere ai dati criptati non ha comunque recuperato le informazioni rubate, i dati e le raccomandazioni di Kaspersky per affrontare con consapevolezza questa minaccia

14 Apr 2021

di Redazione

Come noto, il ransomware è un tipo di malware che viene utilizzato per estorcere denaro. In questo tipo di attacchi, viene usata la crittografia per impedire agli utenti di recuperare i propri dati o di accedere al proprio dispositivo. Secondo uno studio da Kaspersky su 15.000 persone in tutto il mondo non è deto che, anche pagando il riscatto, poi si recuperino tutti i dati.

In particolare, nel 2020 il 39% degli italiani vittima di ransomware ha dati i soldi richiesti per ripristinare l’accesso ai propri dati. Tuttavia, il 43% non ha comunque recuperato le informazioni rubate.

Guardando ai dati a livello globale e alle fasce di età degli intervistati, nel 2020, gli utenti di età compresa tra 35 e 44 anni si sono dimostrati i più propensi a pagare il riscatto con il 65% di persone che ha dichiarato di averlo fatto. Inoltre, più della metà (52%) degli utenti di età compresa tra i 16 e i 24 anni e solo l’11% di quelli di età superiore ai 55 anni hanno versato denaro ai criminali, dimostrando che gli utenti più giovani sono più propensi a pagare un riscatto rispetto a quelli di età superiore ai 55 anni.

Tra gli italiani intervistati che hanno subito un attacco ransomware, il 33% ha dichiarato di aver perso quasi tutti i suoi dati. Indipendentemente dal fatto che abbiano pagato o meno, in Italia solo l’11% delle vittime è stato in grado di ripristinare tutti i file criptati o bloccati dopo l’attacco. Il 17%, invece, ne ha persi solo alcuni mentre il 22% non è riuscito a recuperarne una quantità significativa.

“Questi numeri mostrano che una percentuale significativa di utenti, negli ultimi 12 mesi, ha pagato un riscatto per recuperare i propri file. Purtroppo, pagare non garantisce nulla, anzi incoraggia i criminali informatici a proseguire con i loro attacchi e consente a questa pratica di prosperare. Per proteggersi gli utenti dovrebbero prima di tutto investire nella protezione e nella sicurezza dei propri dispositivi e fare regolarmente il backup di tutti i dati. Questo renderebbe l’attacco stesso meno redditizio per i criminali informatici, riducendo la diffusione di queste minacce e garantendo un futuro più sicuro per gli utenti del web” ha commentato Marina Titova, Head of Consumer Product Marketing presso Kaspersky.

Le raccomandazioni di Kaspersky

A oggi, il 28% ha sentito parlare dei ransomware negli ultimi 12 mesi. È importante che questa percentuale di persone consapevoli aumenti man mano che cresce il lavoro da remoto ed è fondamentale che gli utenti capiscano come comportarsi in presenza di un ransomware. A tutti Kaspersky raccomanda quanto segue.

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  • Non pagare il riscatto se il dispositivo è stato bloccato, questo incoraggerebbe i criminali a continuare nelle estorsioni. Si consiglia di contattare le forze dell’ordine locali e segnalare l’attacco.
  • Cercare di scoprire il nome del trojan ransomware. Queste informazioni possono aiutare gli esperti di cybersecurity a decifrare e risolvere la minaccia.
  • Visitare noransom.kaspersky.com per scoprire gli ultimi decryptor, i tool per la rimozione dei ransomware e le informazioni su come proteggersi da queste minacce.
  • Evitare di cliccare sui link presenti nelle email spam o su siti web sconosciuti e non aprire gli allegati delle email inviate da utenti di cui non ci si fida.
  • Non inserire mai chiavi USB o altri dispositivi rimovibili di archiviazione nel proprio computer se non si è certi della loro provenienza.
  • Proteggere il proprio computer dai ransomware con una soluzione completa di sicurezza online come Kaspersky Internet Security.
  • Eseguire il backup dei dispositivi in modo che i propri dati rimangano al sicuro in caso di attacco.
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Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in un portale, www.zerounoweb.it, una linea di incontri con gli utenti e numerose altre iniziative orientate a creare un proficuo matching tra domanda e offerta.

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