Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

AppAssure Replay e il backup diventa 2.0

pittogramma Zerouno

AppAssure Replay e il backup diventa 2.0

13 Dic 2011

di Maria Luisa Romiti

Achab distribuisce in Italia una nuova soluzione per il backup continuo e il disaster recovery di server Windows, VMware e Hyper-V

Il distributore italiano Achab ha siglato un accordo con l’azienda americana AppAssure per la distribuzione in Italia del suo prodotto di punta, AppAssure Reply, un software veloce e facile da utilizzare per il backup continuo e il disaster recovery di server Windows, VMware e Hyper-V, come spiega Todd Frederick, cofondatore ed executive vice president sales & marketing di AppAssure: “Si tratta di una soluzione completa e integrata che permette il ripristino in pochi minuti in seguito a qualunque tipo di danno, con la sicurezza del backup e recovery anche off-site”.
La perdita di dati, a causa di guasti, errori, virus, manomissioni, può seriamente compromettere la continuità operativa di un’azienda. Una buona strategia di backup e disaster recovery è quindi fondamentale per proteggere la propria attività e assicurare il recupero delle informazioni nel minor tempo possibile. Ed è proprio su questi aspetti che punta AppAssure Reply che è in grado di garantire una protezione continua, grazie agli snapshot incrementali automatici che creano un’immagine del server ogni quindici minuti, e di assicurare l’integrità dei dati, che viene controllata nel momento stesso in cui questi vengono salvati.
Un altro aspetto importante riguarda l’operatività: anche durante il downtime e il ripristino è possibile accedere ai propri dati, alle applicazioni più aggiornate e alla posta elettronica. Oltre a questo, grazie alla funzione integrata di deduplicazione dei dati, è possibile ridurre dell’80% la capacità di storage impegnata. In ultimo, ma non per questo meno essenziale, il ripristino che avviene a una velocità di 8 gigabyte al minuto, in pratica, sostiene Frederick, dodici volte più veloce delle soluzioni tradizionali, garantendo il “recovery” di un server Windows, VMware o Hyper-V in soli quindici minuti.

Maria Luisa Romiti

Articolo 1 di 5