Tecnologia flash e automazione per modernizzare l’IT

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Tecnologia flash e automazione per modernizzare l’IT

Componente fondamentale di ogni data center, lo storage è chiamato oggi a offrire prestazioni più elevate, nuove funzionalità e vantaggi per l’infrastruttura IT nel suo complesso. Per supportare una digital transformation delle imprese in cui i dati e le informazioni sono al centro del business. Ne parliamo con Fabio Zezza, Sales Lead Italy & Iberia di Dell EMC

07 Nov 2017

di Piero Todorovich

MILANO – Il “primary storage” è da decenni un componente infrastrutturale nei data center e lo è tutt’ora, malgrado il mercato maturo stia attraversando una fase di declino (-8% in Italia nel secondo trimestre, secondo IDC). “È un’area nella quale abbiamo la maggiore quota di mercato in Italia e dove oggi si concentra il 60% delle nostre attività – spiega Fabio Zezza, Sales Lead Italy & Iberia di Dell EMC – per questo continueremo a impegnarci, puntando sull’innovazione e lo storage flash, che cresce a doppia cifra: già oggi vale circa circa un terzo del nostro fatturato primary storage”. La tecnologia flashsta rimpiazzando gran parte dello storage primario nei data center, non solo per questioni di velocità: “Se fino allo scorso anno era acquistato per le performance, l’attuale motivazione riguarda la scalabilità”, spiega Zezza. Oltre ad avere capacità più grandi rispetto al passato, i dischi SSD consentono di realizzare unità di storage meno costose da gestire nel lungo termine. “Dai nostri studi lo storage ‘all flash’ ha un TCO su tre anni fino all’ 80% inferiore dello storage tradizionale, in un periodo di 5 anni le voci CAPEX e OPEX sono inferiori del 50%”.

Fabio Zezza

Sales Lead Italy & Iberia di Dell EMC

Altri vantaggi riguardano l’intera infrastruttura: “Lo storage all flash dà la possibilità di ottenere le stesse performance in IOPS con un numero minore di drive, quindi occupando meno spazio nel data center, producendo meno calore – precisa Zezza -. Lo storage veloce riduce i cicli di attesa dei sistemi d’elaborazione, quindi è possibile impegnare meno application server, meno CPU, contenendo i costi delle licenze software”. C’è anche un vantaggio di affidabilità. “Con l’all flash è possibile ottenere la qualità del servizio desiderata con meno livelli di storage, quindi con meno complessità e dati in transito tra differenti sistemi”.

L’IT tranformation si declina anche con l’automazione. “Per questo abbiamo messo a punto dei percorsi di modernizzazione a misura di differenti realtà aziendali – continua Zezza -. L’assessment iniziale ci permette d’identificare lo stato di partenza e quindi definire i passi per giungere a una piattaforma di tipo moderno, integrando e reimpiegando l’esistente”. I sistemi tradizionali non sono destinati a scomparire: “Le nostre proiezioni al 2020 ci dicono che i tre quarti del mercato non vedrà rivoluzioni – spiega Zezza -. Alcuni processi critici sono meglio indirizzati dalle architetture tradizionali, altri richiedono dei cambiamenti organizzativi o skill non immediati da acquisire”.

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Gli skill restano comunque una componente critica: “Questo malgrado le semplificazioni nella gestione IT. Il gap nella formazione è affrontato dalla nostra organizzazione Global Service: accanto alle certificazioni eroghiamo oltre 130 corsi da 70 training center nel mondo per supportare i clienti nel loro percorso di digital transformation”, conclude il manager.

Infine ricordiamo che Dell EMC offre un’ampia gamma di prodotti all flash: dagli hybrid storage array Serie SC per ottimizzare a costi contenuti gli ambienti con workload misti, alle Unity All Flash che integrano funzionalità SAN e NAS, fino allo storage per ambienti mission critical VMAX All Flash.

Piero Todorovich

Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

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