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IoT: per l’It la prima sfida è la sicurezza

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Intervista

IoT: per l’It la prima sfida è la sicurezza

09 Giu 2017

di Valentina Bucci

La trasformazione digitale sta rivoluzionando i modelli di business rendendo più difficile che mai alle aziende rimanere competitive; l’IoT rappresenta un’occasione importante ma le reti e l’IT devono essere capaci di reggere la sfida che si impone sul piano della sicurezza. Ne abbiamo parlato con Keerti Melkote, Svp and Gm, Aruba secondo il quale il problema maggiore è di natura culturale…

PARIGI – All’Aruba Emea Atmosphere ‘17, ZeroUno ha avuto l’occasione di intervistare Keerti Melkote, Svp and Gm, Aruba su come la trasformazione digitale sta cambiando le imprese e sulla sfida che l’IoT impone all’IT sul piano della sicurezza.

Keerti Melkote, Svp and Gm, Aruba

La forza dirompente della trasformazione in atto è ormai evidente: “Le imprese tradizionali che non stanno rinnovando i propri modelli di business stanno uscendo di scena, ‘spazzate via’ dall’azione di compagnie tecnologiche che cambiano radicalmente le dinamiche dei diversi settori di mercato”, dice Melkote.

Che la digitalizzazione coinvolga l’azienda in modo orizzontale lo si vede chiaramente quando si osserva la diffusione dell’IoT nelle imprese: “L’IoT – dice Melkote – che lo si voglia o no, entrerà nelle aziende attraverso i dipartimenti non-IT”; sempre più saranno direttamente gli utenti e altre figure aziendali a scegliere autonomamente di adottare degli smart object (così come è stato per i notebook, gli smarphone e i tablet), e quali adottare, per agevolare il proprio lavoro quotidiano o per motivi di business; l’approccio dell’IT dovrà quindi cambiare: “Il compito dei sistemi informativi diventerà scoprire velocemente che nuovi oggetti sono stati collegati al network e assicurarsi che ci siano garanzie sul piano della sicurezza”. Come fare a non perdere il controllo? Secondo il manager diventa fondamentale che le imprese abbiano strumenti in grado di riconoscere e profilare correttamente i sistemi che si connettono alla rete, quindi monitorarne continuamente il comportamento per accertarsi che questi stessi device non possano divenire veicolo di un attacco; l’acquisizione da parte di HPE di Niara, azienda che ha sviluppato una soluzione pensata per svolgere questo compito, va proprio nella direzione di rendere le reti Aruba, e dunque le aziende che le adottano, in grado di rispondere alla sfida.

Reti adattive

Più in generale, l’utilizzo sempre più dinamico e massiccio della mobilità renderà fondamentale l’adozione di reti wireless intelligenti e adattive, così come si propongono di essere quelle di Aruba, sia a livello di performance (“Se in un edificio si raduna per una conferenza un alto numero di utenti – dice Melkote – la capacità della rete deve poter essere concentrata là dove è richiesta”), sia a livello, nuovamente, di sicurezza: il network deve essere in grado di capire, sfruttando i dati contestuali, che livello di protezione adottare in base al tipo di device, all’utilizzo che l’utente ne fa, all’utente stesso, considerando casistiche specifiche: “Non tutti i ‘guest’ sono uguali – dice il manager, e chiarisce con un esempio – I privilegi di un ospite generico devono essere diversi da quelli di un altro che, per esempio, quel dato giorno, per quel dato meeting aziendale, riveste un ruolo importante”.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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