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Sistemi iperconvergenti: come implementarli nel data center

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Sistemi iperconvergenti: come implementarli nel data center

26 Set 2017

di Riccardo Cervelli - Fonte TechTarget

Le infrastrutture basate sui sistemi iperconvergenti semplificano i data center, ma la loro implementazione è invece complessa. Ecco alcune sfide da prendere in considerazione prima di iniziare il deployment di un ambiente di hyper-convergence.

A livello fisico le hyper-converged infrastructure (HCI) sono spesso dense: quello che è contenuto in una piattaforma legacy di tre rack può essere compresso in una HCI di mezzo rack. Le tecnologie di alimentazione e di raffreddamento necessarie per quel mezzo rack richiedono una cura molto elevata nella progettazione e nel management. Un’eventualità molto frequente, inoltre, è dover gestire in parallelo infrastrutture hyper-converged e sistemi legacy prima che questi siano dismessi. In questo caso può essere utile installare i nodi HCI in spazi rack vuoti per poi ricollocarli in quelli lasciati liberi dai sistemi legacy. Ma attenzione ad evitare la creazione di single point of failure: a tal fine si consiglia di collegare i singoli nodi HCI a diverse unità di alimentazione e a più switch over top-of-rack.

A proposito di consolidamento

Le HCI consolidano il traffico dati storage sul protocollo Ethernet, utilizzando lo stesso sfruttato dalla piattaforma di HCI management e dalle VM (Virtual machine). La maggior parte dei sistemi HCI ha un numero limitato di connessioni verso i network: solitamente due per 10 Gb Ethernet (GbE) e due per 1 GbE. Per segmentare il traffico si devono creare Vlan (Virtual Lan); è importante verificare che queste Vlan siano installate in modo sicuro e scegliere il mix di porte realmente necessario nel proprio data center. Pochi ambienti avranno infatti bisogno di connessioni 10GbE e va segnalato che le porte utilizzate per l’HCI management sono del tipo 10/100, uno standard non supportato dalle porte 10GBase-T. Gestire un’elevata quantità di porte eterogenee può risultare molto complesso; si raccomanda, comunque, di connettere le porte per l’HCI management a una rete di switch separati.

Quale hypervisor utilizzare?

Adottare una HCI è un’occasione per cambiare gli hypervisor, ma cambiare hypervisor significa modificare i tool di management o, come minimo, la piattaforma di gestione delle Vm. Inoltre dovrebbe essere presa in considerazione anche la sostituzione dei sistemi di performance management, backup e di altri strumenti che si connettono solitamente alla piattaforma di virtualizzazione preesistente. In ogni caso, va considerato che i dati di reporting e performance saranno separati fra sistemi legacy e HCI: di questo va tenuto conto nel ridefinire le nuove attività di reporting legate alla gestione degli SLA (Service level agreement).

Va detto che ormai molti grandi vendor nati prima dell’invenzione dei sistemi iperconvergenti hanno aggiunto ai propri listini prodotti HCI e possono fornire supporto ai processi di integrazione fra gli ambienti legaci e quelli hyper-converged, sia da un punto di vista tecnologico, sia da quello organizzativo. In ultima analisi, prima di scegliere la migliore piattaforma HCI, è bene considerare anche come questa si integrerà con l’ambiente legacy.

Riccardo Cervelli - Fonte TechTarget

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things

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