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Il DevOps raccontato da Gartner, come rendere meno complessa l’It

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Il DevOps raccontato da Gartner, come rendere meno complessa l’It

16 Gen 2013

di Nicoletta Boldrini

La complessità delle strutture e infrastrutture It ha alimentato negli ultimi anni conflitti inter-organizzativi impoverendo l’It service delivery. Situazione che non risulta però più sostenibile rispetto al contesto economico in cui operano le aziende ‘servite’ dall’It in cerca di maggior flessibilità, dinamicità e velocità di risposta, senza però perdere in qualità e sicurezza. Ecco perché, secondo Gartner, sta crescendo ed evolvendo la metodologia DevOps che mira a migliorare l’It service management.

Le organizzazioni It si trovano oggi strette in una trappola determinata da un livello tale di complessità (organizzativa, di processo e di infrastruttura tecnologica) da rendere in molti casi difficoltosi non solo i processi di innovazione, ma anche il mantenimento stesso delle strutture esistenti. Una situazione che però è arrivata, per molte aziende, a un punto di svolta perché non più sostenibile rispetto al contesto economico globale e in relazione alle ‘nuove’ esigenze di velocità di risposta e rapido time-to-market del business che, per questo, chiede un servizio It più efficace.

Cameron Haight, analista di Gartner, spiega come, in scenari simili, il cosiddetto approccio DevOps basato su una maggiore collaboration tra i team di sviluppo e le It operation (finalizzato appunto al rilascio di soluzioni e servizi It più efficaci e di valore sul piano del business) possa rappresentare un supporto importante.

DevOps, la definizione di una metodologia nata per risolvere la complessità

La complessità è spesso il riflesso della crescita incontrastata delle infrastrutture It; un debito non risolto nemmeno con l’introduzione di tecnologie quali Soa, virtualizzazione, cloud computing che dovrebbero, al contrario, garantire proprio la semplificazione dell’It. La complessità, dunque, regna sovrana all’interno dei data center delle aziende: dal sondaggio condotto su oltre un centinaio di partecipanti alla Data Center Conference di Gartner, le infrastrutture It esistenti (comprese le architetture applicative) risultano essere ‘very complex’ nel 54% dei casi.

Analizzando un po’ più in dettaglio le ‘cause’ di tale complessità, Gartner evidenzia come le problematiche maggiori siano da rilevare nell’ambito dei processi It, da un lato, e nel proliferare di tool tecnologici, dall’altro. Situazioni che rendono difficoltoso sia il rilascio sia il mantenimento di servizi It efficienti (ed efficaci sul piano del business).

E dato che uno dei servizi It più impattante sul piano del business è quello applicativo, Gartner ha voluto indagare per capire meglio quali possano essere le ‘disfunzioni’ all’interno della famiglia It che si riflettono poi sull’azienda. Una delle aree maggiormente critiche risulta essere la ‘relazione’ tra l’application development e le It operation. Ben il 47% degli intervistati durante la conferenza di Las Vegas ha dichiarato che i rapporti tra questi differenti team è del tutto ‘un-collaborative’. Le lamentele più comuni delle operation, scrive Haight nel suo report, derivano dal fatto che spesso queste vengono ‘lasciate fuori’ dalle decisioni sia inerenti le più importanti architetture It sia quelle di business, con il risultato di un minor controllo sui service level (compresi i costi).

I principali ‘conflitti’, causa della ‘disfunzionale’ relazione tra development e operation, derivano, infatti, dalle persone, poco abituate a un approccio collaborativo anche, e soprattutto, a causa delle strutture ‘a silos’ dei data center. Dal sondaggio condotto da Gartner è emerso chiaramente che le problematiche maggiori sono da ricondurre a processi non comuni (per il 43% degli intervistati) e alla mancanza di collaborazione (41%). Interessante vedere che la mancanza di condivisione delle metriche è ritenuta una ‘causa di conflitto’ solo dal 3% delle persone (vedi figura 1): “ma questo è il risultato dell’ignoranza – scrive l’analista nel suo report – che amplifica il problema della ‘chiusura’ e della mancanza di collaborazione”.

Le linee guida per l’approccio DevOps

La risposta, come dicevamo, può essere l’approccio DevOps. Trattandosi però di un approccio nuovo, ancora poco conosciuto e per il quale non esistono ancora metodologie e best practice consolidate (il 44% degli intervistati dichiara di essere ancora ‘fermo’ nel tentativo di capire di cosa si tratti; solo il 20% ha già iniziato un qualche tipo di percorso), gli impedimenti sono ancora di natura culturale (resistenza al cambiamento delle persone e dei processi – 47%), anche se pesa senz’altro il fatto di aver già investito in altre metodologie e relativi tool tecnologici quali, per esempio, Itil, Cmmi, ecc. (11%) (vedi figura 2).

Figura 2 – Principali resistenze nell’applicazione di un approccio DevOps
Fonte – Gartner

La stessa Gartner, nel report a firma di Haight, parla di ‘filosofia’ più che di metodologia, ma non manca di proporre alcune utili linee guida per indirizzare un percorso adeguato:

  1. Capire se l’approccio DevOps potrà migliorare l’It service management analizzando le performance dei processi esistenti ed identificando le potenziali aree di miglioramento in termini di agilità. Questo comporta fin da subito una stretta collaborazione tra development e operation che devono analizzare insieme, seppur dalla propria prospettiva, le performance.
  2. Identificare processi specifici, quelli dove risulta più immediata la semplificazione infrastrutturale e dove l’agilità è più facilmente raggiungibile, per poter avviare progetti pilota di successo e utili a ‘fare esperienza’.
  3. Servono dei meccanismi in grado di aiutare e facilitare il flusso di informazioni tra le varie organizzazioni (development e operation) coinvolte. In questo caso, vengono in aiuto tool tecnologici di planning e social It management che introducono funzionalità di collaborazione e condivisione per accelerare i processi grazie allo scambio e alla condivisione delle informazioni.
  4. Definire metriche comuni condivise (sia tecniche sia di business) tra development e operation che consentano alle due parti di operare verso un unico obiettivo (tipicamente, i team di sviluppo seguono metriche inerenti il codice di sviluppo applicativo per verificare e testare le funzionalità della soluzione, mentre le operation utilizzano metriche differenti per testare qualità, sicurezza, ecc.). Questo garantisce una visione olistica del processo di sviluppo e accelera il rilascio del servizio It.

A confermare l’interesse verso questa nuova metodologia i dati relativi ai vantaggi percepiti sia da parte dei development team sia da parte delle It operastion: release management (36%) e change management (35%) sono i principali processi che, secondo gli intervistati, beneficerebbero maggiormente dall’adozione di pratiche e iniziative di DevOps, con interessanti riscontri anche sul piano del performance management (12%) e del capacity planning (12%) (vedi figura 3).

Figura 3 – Benefici percepiti dalle aziende relativi all’approccio DevOps
Fonte – Gartner

Per maggiori informazioni: Devops e agile nello sviluppo software

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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