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Installare una SDN: una guida in pillole per i futuri DevNet

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Installare una SDN: una guida in pillole per i futuri DevNet

Passare al Software Defined Networking non è banale, anche perché sono necessari aggiornamenti regolari. Oltre all’automazione, è importante saper gestire l’hardware supportato dal fornitore e avere sviluppatori qualificati

28 Ott 2019

di Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Installare una SDN consente alle organizzazioni di introdurre componenti di automazione e di programmazione della rete che semplificano notevolmente la gestione.

Dirigere l’orchestra tecnologica delle architetture di rete, infatti, è diventato un compito sempre più arduo. Il networking definito dal software è un approccio vincente, soprattutto per le organizzazioni che utilizzano la virtualizzazione, il cloud, i container o i microservizi. Ma bisogna saperlo fare.

Installare una SDN per migliorare l’agilità. E non solo

Più un’azienda si porta in casa modelli di automazione, più la softwarizzazione diventa il principale criterio di gestione di tutte le attività.

installare una SDN

La gestione manuale tramite l’interfaccia a riga di comando (CLI – Command-Line Interface) si sta rivelando veramente poco pratica. Soprattutto se paragonata alle soluzioni sviluppate da quei fornitori che nei loro software integrano Intelligenza Artificiale e machine learning per abilitare reti ancora più automatizzate e capaci di auto-apprendere e persino di ripararsi da sole.

“Quello che le imprese stanno cercando di fare è di migliorare la loro agilità – ha spiegato Joe Skorupa, vicepresidente e analista di Gartner -. Apportare modifiche alla rete, però, richiede tempo. Il business digitale impone alle organizzazioni di essere più reattive: per migliorare la disponibilità e l’affidabilità non si possono attendere dei giorni o, addirittura, delle settimane. Bisogna operare nell’arco di qualche ora se non di qualche minuto. Oggi, quando gli amministratori di rete tentano di apportare una qualche modifica, finiscono con l’interrompere i servizi a causa della complessità e di un approccio basato sulle linee di comando, ormai diventato obsoleto”.

installare una SDN

Per non incorrere in questi problemi, l’analista di Gartner suggerisce 4 elementi di attenzione nell’installare una SDN.

#1 Scegliere l’ambiente di automazione più adatto

Per selezionare i migliori strumenti di gestione o di automazione, un amministratore di rete dovrebbe focalizzarsi sull’ambiente di calcolo che supporterà l’installazione di una SDN.

Ad esempio, un negozio DevOps di Linux cercherà di integrare soluzioni di automazione IT come, ad esempio, Chef o Puppet. Questi strumenti permettono agli amministratori di configurare l’architettura di rete, avvalendosi di un software di automazione che garantisce non solo la compatibilità ma anche tutte le funzionalità più adeguate.

“Installare una SDN manda in crisi i tecnici di rete – ha commentato Skorupa -. La prima cosa da fare quando si passa al Software Defined Networking, non è scegliere il fornitore di rete ma scegliere il proprio ambiente di automazione. Dopodiché si può procede a valutare quali network provider siano più adatti a supportare l’ambiente di automazione prescelto”.

#2 Funzionalità di test durante l’installazione di una SDN

Ogni volta che gli amministratori implementano nuove tecnologie nei data center i test sono essenziali.

Tipicamente, gli aggiornamenti tecnologici vengono spesso eseguiti in più fasi per eliminare i tempi di inattività.

Da questo punto di vista, fanno notare gli esperti, i data center hyperscale sono stati un modello vincente, perché permettono di fare tutti gli aggiornamenti tecnologici necessari, eliminando i tempi di inattività. Questo perché, in questi ambienti, i protocolli di test dipendono dall’impostazione del data center e dall’entità della ridondanza.

Secondo Skorupa, però, è proprio la ridondanza il tallone di Achille delle reti. Apportare modifiche, tra cui l’installare una SDN, è rischioso.

“Per avere successo con un’installazione SDN – ha sottolineato l’analista -, è necessario fare un passo indietro e comprendere prima tutto l’ambiente, a costo di rimappare ogni singolo server e inventariare tutti i dati gestiti. L’attività è senza dubbio impegnativa: bisogna mettere in conto circa 150 ore/persona per ogni server. Se possibile, l’organizzazione può affidarsi a servizi di terze parti per il controllo dei dati o utilizzare il software di gestione dell’infrastruttura del data center automatizzati”.

#3 Attenzione alla compatibilità dell’hardware

L’hardware necessario a un’organizzazione per un’installazione SDN dipende in gran parte dal fornitore con cui l’organizzazione sta lavorando. Che si tratti di prodotti brandizzati o di soluzioni white box, è necessario leggere con attenzione le opzioni riportate sullo chassis.

Per quanto si parli di software, un’installazione SDN richiede di gestire anche una parte hardware. Per evitare di buttare via soldi, le aziende devono capire bene che cosa stanno acquistando e cosa stanno per mettere nel loro data center. Il rischio, infatti, è di portarsi in casa qualcosa che non serve. Piuttosto, meglio cercare un confronto e chiedere a chi ha già affrontato un progetto analogo.

#4 Nuove competenze: AAA cercasi DevNet

Software Defined Networking significa anche dover aggiungere nuove competenze a livello di programmazione. Gli esperti, a questo proposito fanno riferimento a una nuova figura: il

DevNet. Prima di installare una SDN, le aziende dovrebbero investire nella formazione dei propri dipendenti. Per beneficiare della semplicità operativa, i tecnici dovranno diventare degli esperti non solo di installazione ma anche di manutenzione, approfondendo tutti gli aspetti legati ai nuovi livelli di programmabilità della rete. Non a caso, il networking software defined è chiamato anche infrastruttura as a code . Gli amministratori di rete potranno programmare la rete e automatizzare più funzioni in modo estremamente più agile, veloce e funzionale rispetto all’utilizzo della CLI.

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Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Giornalista

Ha iniziato a lavorare come technical writer e giornalista negli anni '80, collaborando con tutte le nascenti riviste di informatica e Telco. In oltre 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando le innovazioni, i problemi e le strategie vincenti delle imprese nazionali e multinazionali alle prese con la progressiva convergenza tra mondo analogico e digitale. E ancora oggi continua a farlo...

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