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Infrastructure e facility management: via all’integrazione

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Infrastructure e facility management: via all’integrazione

20 Nov 2013

di Nicoletta Boldrini

Abbattere le barriere che separano la gestione It, il facility management e le esigenze di business delle organizzazioni. È ciò che si può fare integrando i sistemi Dcim, Data center infrastructure management, con quelli di Dcfm, Data center facility management.

Tradizionalmente, negli ambienti data center sono presenti strumenti di gestione non integrati fra di loro, che richiedono competenze specializzate e l'esperienza di diversi professionisti dei mondi It e facility. Le informazioni necessarie si ottengono, di solito, utilizzando pannelli di controllo specifici per i vari aspetti dell'infrastruttura quando, al contrario, sarebbe prioritario e più utile poter accedere e gestire le informazioni e i dati relativi a sala di controllo It, alimentazione elettrica, qualità dell’energia, raffrescamento dell’edificio e del data center, sistemi di sicurezza fisica e così via da un unico punto. Ciò di cui necessitano oggi i professionisti che si occupano della gestione di un data center, infatti, è poter avere in tempo reale dati omnicomprensivi e accurati che consentano loro di agire basandosi su informazioni che garantiscono il quadro completo della situazione all’interno del data center.

Un’esigenza oggi sentita ancor di più che in passato data la strettissima correlazione e interdipendenza esistente tra It e servizi di business (intesi sia come servizi Ict resi dal dipartimento alla propria organizzazione, sia come servizi di business dell’azienda resi a clienti, partner, fornitori ecc.).

Le sfide che le aziende devono affrontare per gestire ambienti data center, per altro in continua evoluzione grazie anche a tecnologie dirompenti come virtualizzazione, cloud computing e mobility, sono piuttosto complesse: innanzitutto, l’esigenza numero uno sta nel fatto di poter controllare il data center ‘on the go’, intervenendo in modo preventivo per garantire elevate prestazioni ed evitare eventuali danni o malfunzionamenti, riducendone allo stesso tempo i costi di gestione e i consumi energetici.

In sostanza, c’è bisogno di controllare, analizzare e pianificare l’andamento e i cambiamenti nel data center basandosi su informazioni accurate massimizzandone l’efficienza. Tuttavia, la crescente complessità, la disponibilità dell’infrastruttura, il rincaro dell’energia sono problemi concreti che rendono difficile scegliere gli strumenti più adeguati per garantire l’efficacia operativa e per poter avere una visione olistica dei sistemi e delle funzioni del data center.

Abbiamo più volte affrontato il tema delle tecnologie e delle soluzioni di Dcim, Data center infrastructure management [strumenti di pianificazione e gestione dell’infrastruttura che potenziano l’operatività del data center e ottimizzano l’impiego razionale delle risorse, con maggior controllo anche sui costi – ndr], ma affinché questi risultino efficaci anche sul piano organizzativo e garantiscano risultati trasversali lungo tutta l’azienda, è divenuta ormai indispensabile l’integrazione con altri sistemi, in particolare quelli di Dcfm, Data center facility management [strumenti per la gestione di tutto ciò che, generalmente, non è It core: sistemi di power&cooling, generatori di corrente e sistemi Ups, allarmi e sistemi di sicurezza ecc.- ndr].

Il mercato dell’offerta sta andando proprio in questa direzione, proponendo soluzioni per una più efficace gestione del data center, permettendo ai professionisti Ict, ma anche ai manager aziendali, ad esempio, di accedere a tutti i dati e a tutti gli strumenti necessari per ottenere dalla propria infrastruttura maggior affidabilità, efficienza, produttività, sicurezza e sostenibilità ambientale.

Per raggiungere simili risultati, tuttavia, le tecnologie devono assicurare alcune caratteristiche funzionali e capacità quali:

Simulazione, pianificazione e ottimizzazione delle capacità nell'infrastruttura: capabilities molto importanti perché da queste dipende la possibilità di intervenire in real-time o preventivamente per dimensionare correttamente il data center. Queste funzionalità, risultano particolarmente efficaci non soltanto per gestire da un unico punto It e facility, ma anche per raggiungere quella tanto agognata flessibilità e dinamicità di cambiamento dell’It rispetto al contesto e alle esigenze di business.

Cambiamento, attraverso funzionalità di gestione integrata dei flussi di lavoro per l'infrastruttura fisica It, ossia strumenti e capabilities che consentano di modificare i carichi e i workload It in modo dinamico e automatizzato a seconda delle reali necessità per evitare sovraccarichi inutili (costosi) o downtime (rischiosi per il calo di performance e produttività).

Energy efficiency: strumenti evoluti di analisi del Pue (Power usage effectiveness) e della reale efficienza del data center.

Controllo dei costi energetici, attraverso una visione generale istantanea dell’utilizzo dell'energia nei singoli rack.

Accesso ai dati per estrapolarne insight: è indispensabile avere a disposizione tool specifici per il reporting (meglio se personalizzabili) e la visualizzazione dei dati.

Dashboard di controllo per avere una visione generale, in tempo reale, dell'operatività del data center.

Sistemi per il mobile affinché la gestione operativa del data center possa essere garantita anche in mobilità.

E se la chiave per un più efficace controllo e una gestione dinamica del data center arriva dall’integrazione tra Dcim e Dcfm, un superiore livello di efficienza ed efficacia si raggiunge con l’utilizzo di strumenti ‘open’, basati cioè su standard di mercato, in modo che l’integrazione si possa estendere anche ad altri tool: più dati si riescono a ricondurre, collezionare e analizzare da un unico punto, più informazioni utili se ne possono ricavare. Se poi tali dati arrivano anche da ‘fonti di business’ (Erp, Crm, Business Intelligence), allora l’efficace raggiunge anche il management e le prestazioni globali dell’azienda.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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