Il next normal dopo la pandemia, secondo Cisco

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Prospettive

Il next normal dopo la pandemia, secondo Cisco

Nell’ambito di Cisco Live, evento quest’anno virtuale a causa dell’emergenza, che ha visto oltre 120mila persone registrate fra cui 600 giornalisti e analisti, si è analizzato l’impatto della pandemia Covid-19 sulle operation IT, la pianificazione e gli investimenti. In una tavola rotonda a due voci, dedicata alla stampa EMEAR, Chintan Patel, EMEAR Chief Technology Officer, ha portato il punto di vista dell’azienda sul next normal con un focus sulla tecnologia, mentre Colin Seward, EMEAR Chief Information, ha esemplificato le alcune azioni di Cisco per affrontare l’emergenza al suo interno e con le sue persone.

07 Lug 2020

di Elisabetta Bevilacqua

Per analizzare l’impatto della pandemia Covid-19 sull’economia, sui governi e sulla società nel suo complesso, Chintan Patel, CTO EMEAR di Cisco, nel corso di una Tavola Rotonda tenutasi durante il Cisco Live 2020, ha proposto tre assi: le nuove esperienze per aziende clienti, mondo consumer e dipendenti, la nuova normalità in arrivo, le priorità che si daranno le organizzazioni in termini di focalizzazione, investimenti e allocazione delle risorse.

Le nuove esperienze

Il Covid -19 ha accelerato la prevalenza dell’online sull’offline, accentuando ad esempio la tendenza dell’e-commerce a erodere le vendite dei negozi fisici: “Le aziende che vogliono rimanere competitive dovranno trovare nuovi modi per offrire servizi online, migliorare l’esperienza utente e ridisegnare i sistemi logistici e di consegna”, suggerisce Patel.

Secondo il CTO si assisterà a un’ulteriore crescita delle interfacce touchscreen, alla rapida evoluzione verso le interfacce vocali e sistemi di pagamento contactless, per limitare il contatto fisico fra le persone e con le superfici.

Le cure a distanza, la telemedicina e i consulti virtuali rivoluzioneranno l’assistenza sanitaria.

Quale nuova normalità?

“Il futuro ci prospetta un lavoro sempre più distribuito”, prevede Patel. Le aziende stanno pianificando un ritorno sui luoghi di lavoro in un ambiente sicuro e sano; si ipotizzano corridoi più ampi per garantire traffico pedonale a senso unico, migliore filtraggio dell’aria, comandi touchless per gli ascensori e videoconferenze che collegheranno i lavoratori da remoto.

In seguito alla chiusura delle scuole e l’istruzione a distanza per oltre un miliardo di bambini, la ricerca suggerisce che l’apprendimento online possa essere più efficace e dunque alcuni cambiamenti potrebbero essere permanenti. “Lo saranno certamente nelle aziende che dovremo aiutare a ripensare il futuro del lavoro e dell’apprendimento basato sempre più sull’e-learning – sottolinea ancora Patel che aggiunge riferendosi agli eventi – Il valore di riunire le persone non è scomparso ma è cambiato il modo per farlo. Cisco Live, con oltre 124 mila partecipanti virtuali, ne è un esempio. A lungo termine, possiamo prevedere un forte aumento degli eventi ibridi, sia di persona sia in digitale”.

Come ridefinire le nuove priorità

Man mano che la pandemia avanzava le organizzazioni hanno dovuto attuare rapidamente misure temporanee senza una visione completa: “Ora i leader aziendali dovranno inserire misure percepite come temporanee in un piano organico per definire la strategia della prossima normalità e la creazione di modelli di business più resilienti e agili”, suggerisce Patel. In questa prospettiva, l’infrastruttura digitale dovrà essere rafforzata, visto che l’incremento del traffico di rete che si prevedeva in due anni è stato raggiunto in pochi giorni e il traffico delle ore di punta è diventato standard per la maggior parte della giornata. “I fornitori di servizi e le società tecnologiche, tra cui Cisco, si sono evoluti rapidamente per aumentare la capacità e garantire che le reti continuassero a funzionare”, aggiunge. Il futuro che vedrà una crescente necessità di connettività e dipendenza delle aziende dalle soluzioni Cloud e Saas, mentre l’intelligenza artificiale contribuirà ad automatizzare le operazioni di rete complesse, aumentando l’efficienza e mettendo a disposizione architetture di rete più agili.

La sicurezza sarà un tema sempre più centrale e una solida sicurezza informatica delle reti integrata nel loro design sarà fondamentale. “Sebbene il coronavirus non abbia portato a un aumento significativo dei cyber attacchi, i ricercatori di Cisco Talos hanno osservato che Covid -19 viene utilizzato per rendere più credibili gli attacchi informatici”, sottolinea i CTO.

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Crescerà, anche dopo l’emergenza, la consapevolezza da parte delle organizzazioni del ruolo dei robot in molteplici impieghi come, ad esempio, le consegne di generi alimentari e mantenimento in funzione di una fabbrica. “Le lezioni apprese nelle recenti esperienze indicheranno anche il modo in cui saremo capaci di rispondere alle future pandemie utilizzando l’Internet of Things (IoT) e i big data”, conclude il CTO, invitando il suo collega Colin Seward, CIO EMEAR, a indicare alcuni esempi di applicazioni della tecnologia all’interno di Cisco per affrontare l’emergenza.

Cisco, terreno di sperimentazione della prossima normalità

Con oltre 70mila persone nel mondo, uffici in molti Paesi con dimensioni molto differenziate (alcuni con una sola persona e altri con migliaia), l’esperienza di Cisco può rappresentare un esempio interessante.

“Prima della pandemia in un giorno medio avevamo 50mila persone al lavoro negli uffici – ricorda Seward – Anche se Cisco era già abituata al lavoro distribuito, la pandemia ha generato un grande incremento dell’uso dei tool di collaborazione e dopo 3-4 settimane è cambiato il modo di lavorare, in modo diverso nei diversi team”. I tool sono stati utilizzati anche per socializzare, organizzare happy hour e barbeque virtuali.

La tecnologia aiuta le persone a collaborare a distanza ma anche per tornare al lavoro. Per consentirlo l’IT Cisco ha dovuto innanzi tutto verificare che negli uffici funzionassero le reti, i sistemi di VOIP e video… “L’IT si deve preoccupare anche di aiutare nel distanziamento sociale in modo che le persone possano tornare la lavoro in sicurezza e incoraggiarle a non usare sistemi che prevedono il contatto diretto”, aggiunge il CIO che sottolinea l’impegno ad evitare assembramenti negli uffici e l’invito a usare i telefoni video Ip e i molteplici sistemi per meeting virtuali. Tecnologie wireless, telemetria, telecamere possono supportare anche nella progettazione degli spazi e aiutare a controllare il distanziamento, ad esempio contando quante persone entrano ed escono da una stanza.

“Non facciamo pressione sulle persone per tornare in ufficio. Ma se le persone vogliono tornare per essere più produttive, dobbiamo creare le condizioni migliori per farlo mentre, se ci sono persone preferiscono il lavoro da casa, facciamo il possibile per renderlo più efficiente e sicuro”, sottolinea.

Per farlo serve la capacità di scalare sia in termini tecnologici sia organizzativi, visto che prima dell’emergenza i dipendenti lavoravano da casa in modo occasionale.

In prospettiva

Si tratterà di capire come le trasformazioni fin qui evidenziate influiranno sui processi di business, non solo per Cisco ma anche attraverso il confronto con le aziende clienti. “Cisco si impegna ad allineare le applicazioni, i dati, l’infrastruttura, i team dei clienti alle esigenze della nuova normalità”, conclude Patel.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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