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Il networking convergente di Hp

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Il networking convergente di Hp

13 Lug 2011

di Riccardo Cervelli

Hp lancia il guanto della sfida ai colossi del networking con una nuova architettura unificata che abbraccia dalle reti degli uffici periferici fino ai data center. Obiettivi: abbattere i silos nelle reti, assicurare la gestione coerente dei protocolli utilizzati dai diversi device, ridurre i costi e massimizzare le performance. Nella foto Dave Donatelli, senior vice president e general manager di Hp Enterprise Servers, Storage and Networking.

“La convergenza di storage, server e networking su infrastrutture unificate. L’aumento del ricorso alla virtualizzazione. La crescita di applicazioni che richiedono maggiori performance e larghezza di banda. Il bisogno di garantire la sicurezza dei dati. Sono i fattori principali che negli ultimi tre anni hanno trasformato il mercato del networking”, ha affermato Dave Donatelli, senior vice president e general manager di Hp Enterprise Servers, Storage and Networking, nel corso di una conferenza stampa tenutasi in occasione di Interop Las Vegas 2011 e trasmessa in streaming a un evento europeo a Londra.

Hp è determinata più che mai a essere della partita in questo settore, che rappresenta il sistema nervoso che connette i vari organi dell’Ict. E, sottolinea Donatelli, “il 75% dei partecipanti a una ricerca che abbiamo condotto ha dichiarato di prendere in considerazione Hp come potenziale fornitore di networking”. Recentemente il colosso di Palo Alto ha introdotto una serie di novità software e hardware che, secondo Donatelli, “cambiano le regole delle reti. Oggi l’offerta Hp in questo ambito è due volte più sicura di quella dei suoi competitor e garantisce costi inferiori e minori consumi energetici”.

Tramite acquisizioni, negli ultimi anni Hp ha aggiunto alle proprie preesistenti le risorse, le tecnologie e i servizi di nomi del networking e della sicurezza delle reti quali Procurve, 3Com, H3C e TippingPoint, solo per citare i brand più noti. Nel frattempo, sottolinea sempre il manager Hp, “nel quadrante magico di Gartner siamo passati dal settore Challenger a quello di Leader”.

Negli ultimi mesi Hp ha introdotto una nuova architettura, FlexNetwork Architecture, che permette di unificare dalle reti degli uffici periferici fino a grandi data center. FlexNetwork Architecture è suddivisa in tre building block – FlexFabric, FlexCampus e FlexBranch – che condividono un livello comune di gestione: FlexManagement. L’architettura è una componente core di Hp Converged Infrastructure, il blueprint messo a punto da Hp per progettare infrastrutture convergenti, e si ripromette di consentire la convergenza fra i vari silos delle reti e di assicurare la gestione coerente dei protocolli utilizzati dai diversi device distribuiti nei network. L’architettura, inoltre, supporta sia gli ambienti fisici sia quelli virtualizzati. Hp assicura che FlexNetwork Architecture permette di semplificare la gestione della rete, salvaguardare gli investimenti effettuati nel passato e ridurre il tempo speso, da parte degli It manager, per svolgere attività a minor valore aggiunto a discapito di quelle più strategiche.
Basata su questa architettura è stata lanciata anche una serie di nuove soluzioni innovative e molto performanti quali un core switch campus con 128 porte10GbE e una latenza inferiore ai tre microsecondi (Hp A10500) e un Ips (Intrusion prevention system) che garantisce la sicurezza di applicazioni su server fisici e virtuali ed è in grado di ispezionare flussi di dati a velocità di otto Gbps su una singola macchina (Hp TippingPoint S6100N Ips).

Figura 1 – la FlexNetwork Architecture di Hp e i relativi vantaggi

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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