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Hitachi Data Systems cresce del 20% in Italia trainata da grandi aziende, banche e Pa

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Hitachi Data Systems cresce del 20% in Italia trainata da grandi aziende, banche e Pa

30 Ago 2011

di Daniele Lazzarin

Dario Pardi (in basso a sinistra) nel suo nuovo ruolo Emea e il country manager Francesco Michea (in basso a destra) per il futuro puntano su territorialità, ruolo più ampio per il canale e Unify Platform

Hitachi Data Systems archivia un buon 2010, soprattutto in Europa e in Italia: nell'esercizio chiuso lo scorso 31 marzo, lo specialista storage del gruppo Hitachi è cresciuto in Europa dell'11% (rispetto al +4% del 2009), ma nel nostro Paese l'incremento è stato addirittura intorno al 20%, con 23 nuovi clienti.
“In generale sono risultati dovuti alla domanda di 'data center transformation', cioè di consolidamento, business continuity, virtualizzazione, automatic tiering, ma anche storage economics, cioè uso ottimizzato dello storage per minimizzare i costi, e 'green It', cioè riduzione degli spazi utilizzati e della bolletta energetica”, spiega Dario Pardi, Vice President Emea Growth and Sales Transformation di Hds. “In Italia in particolare ci ha aiutato la Virtual Storage Platform (che fin dal lancio è andata subito molto bene in ottica cloud e di riduzione dei costi, purtroppo tuttora una priorità per molte aziende) e alcuni importanti contratti da 4-5 milioni di euro l'uno, in ambito pubblico e bancario, mentre le Pmi non hanno ripreso a investire”.
Pardi ha assunto l'attuale carica dallo scorso aprile e ha ora il compito di definire nuovi modelli organizzativi di partecipazione diretta e indiretta sia di Hds che della capogruppo Hitachi nei mercati di riferimento, a partire da Italia e Germania, che faranno da 'laboratorio'. Inoltre ha la responsabilità di promuovere sul mercato italiano la linea Blade Symphony (i blade server BS320 e BS2000), pensata soprattutto per applicazioni 'prestazionali' di High Performance Computing, database e Crm.
Tra gli obiettivi di Pardi c'è una maggiore attenzione alla presenza territoriale, e quindi al canale, dove il focus principale non è più la specializzazione per aree di competenza ma quella geografica, con copertura più generalistica delle tecnologie Hds, e ampliamento, con un nuovo programma, ad aree come i blade server e la Unify Platform (piattaforma integrata storage, server e reti). “In Italia i partner si occupano delle medie aziende e rappresentano circa il 40% del business, mentre noi ci concentriamo sui top customer, le 30 principali aziende italiane, da cui proviene il restante 60%”, spiega Francesco Michea, Country Manager Italia di Hds.
Sempre in tema di canale, circa un anno fa è stata introdotta in Italia la figura dell'agente, “che ha avuto riscontri positivi e verrà estesa ad altre country, mentre in Italia ne aumenteremo il numero [attualmente sono una decina, ndr] – sottolinea Michea -. L'agente ha il ruolo di 'evangelizzare' le nostre soluzioni sul territorio, ma non fattura direttamente: passa l'opportunità a noi o al canale”.
Quanto al futuro, Hds punta soprattutto sull'offerta della Unify Platform per supportare la tendenza dei data center verso virtualizzazione e cloud computing. In quest'ottica, presto la società renderà disponibili anche in Italia le Converged Data Center Solutions, che comprendono anche componenti Oracle e Microsoft.

Daniele Lazzarin

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