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Governare le performance It a supporto del business

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Governare le performance It a supporto del business

22 Giu 2015

di Arianna Leonardi

In ambienti ibridi e software defined, la gestione e il controllo su tutti gli asset It è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. A questo scopo servono nuovi skill all’interno della divisione It e l’adozione di Business Value Dashboards. Sono stati i temi del webcast “It performance management as-a-service – Gestione e controllo a supporto del business”, organizzato da ZeroUno, in collaborazione con BT Global Services ed Emc.

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Un cambio di mindset e organizzativo, il ridisegno di sistemi e processi e una governance salda nelle mani dell’It sono condizioni imprescindibili per l’attuazione di progetti cloud. Strumenti as-a-service per il monitoraggio delle prestazioni infrastrutturali e applicative, che sappiano dare evidenza degli indicatori di business e non solo operativi, mettono nelle mani dei Cio un importante vantaggio nell’interlocuzione con le Lob e i fornitori in ambienti ibridi, supportandoli nella governance.
Il recente webcast organizzato da ZeroUno in collaborazione con BT Global Services e Emc ha messo al centro del dibattto proprio l’It performance management e le Business Value Dashboards come facilitatori delle iniziative di cloud computing.
“Oggi – apre i lavori Stefano Uberti Foppa, Direttore di ZeroUno -, mentre la digitalizzazione impatta su processi, prodotti e servizi, si assiste a un ripensamento strategico dell’intero modello di proposta aziendale: occorrono capacità di risposta personalizzate e real-time, di cogliere i business moment, di ‘mettere l’impresa in tasca’ attraverso il mobile. Ma come rispondono i Sistemi Informativi al mutato scenario?”
L’It, come sostiene Uberti Foppa, viene misurato sulla base non solo delle performance operative, ma soprattutto sulla capacità di soddisfare le esigenze competitive del business. In ambienti ibridi, che combinano sistemi legacy con logiche software defined e cloud-oriented, il controllo sugli asset è fondamentale ai fini della trasformazione in atto: “La governance It assume sempre più l’accezione di It performance management orientato al business”, dice il direttore di ZeroUno.
Come fa notare Stefano Mainetti, Codirettore Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service School of Management del Politecnico di Milano, nel 2014 in Italia il cloud è passato definitivamente alla fase di industrializzazione (il giro d’affari complessivo ha toccato quota 1.180 milioni di euro: la nuvola pubblica è cresciuta del 40% rispetto all’anno precedente per un totale di 320 milioni e gli investimenti infrastrutturali cloud enabling hanno segnato +28%).
Ma i nuovi ambienti ibridi richiedono un salto di paradigma per l’offerta e per il Cio: “I fornitori – afferma il docente – passano dalla gestione di progetti complessi, con ricavi immediati, all’erogazione di servizi semplificati basati su Sla, con profitti e investimenti differiti nel tempo e il Cio diventa Orchestratore o Service Broker, chiamato a presentare alle Lob indicatori di business performance per correlare investimenti It e risultati strategici. Alla direzione informativa – puntualizza Mainetti – sono richiesti nuovi skill in termini di demand / change management, ridisegno delle architetture, selezione / gestione dei servizi e dei fornitori. D’altronde, come da ricerche dell’Osservatorio, il successo di un’iniziativa SaaS dipende dalla collaborazione tra business e It, che di fatto è la via intrapresa dal 63% delle aziende quando avviano un progetto di questo tipo”.

Business Value Dashboard a supporto dell’It
L’evidenza dei ritorni economici derivanti dalle performance tecnologiche rappresenta la chiave del dialogo tra Lob e It. A riportare l’attenzione sul nodo focale del webcast è Andrea Bertoldo, Responsabile Servizi Cloud, Europe, BT Global Services, che cita le previsioni di Gartner: entro il 2016, la metà delle aziende utilizzerà le Business Value Dashboards come principale mezzo di comunicazione verso i business stakeholder. “I punti di attenzione – sottolinea il top manager – sono ridefinire le metriche da una prospettiva di business, separando gli indicatori strategici (che devono essere appannaggio dei Cio) da quelli operativi (che rimangono pertinenti ai provider) e dando evidenza alle Lob della qualità erogata per servizio. Questi strumenti – prosegue Bertoldo – permettono il controllo sulla disponibilità della rete, sull’inventario delle configurazioni, sulle performance degli asset It fisici e virtuali (reti, server, storage), per spostarsi in ottica business oriented, sul monitoraggio di processi e applicazioni e sulla gestione end-to-end degli Sla”.
Sono soluzioni che consentono inoltre di mitigare una delle principali paure delle aziende nell’abbracciare il cloud journey, ovvero, come emerge dalle numerose domande degli utenti pervenute prima e durante la diretta streaming, la perdita di controllo sugli asset It. “Ovviamente – dichiara Bertoldo – optare per un servizio esterno significa dipendere dal provider: è quindi opportuno controllare e monitorare con quali tecnologie e processi il fornitore eroga il servizio, mitigando i rischi con nuovi strumenti di governance. Il settore si arricchisce ogni anno di nuovi operatori e bisogna verificare su quale filiera poggia la loro offerta”.
La dipendenza dal provider viene scongiurata da Alfredo Nulli, Cto Emea Service Provider Emc: “Viviamo in un world of many cloud e qualsiasi applicazione è la risultante di dati e servizi provenienti da più fonti. L’efficienza e la governance stanno proprio nelle mani del Cio, di chi orchestra e decide come costruire le applicazioni”.
Nulli fa anche il punto sulla necessità e l’importanza di strumenti di gestione end-to-end che permettono il controllo da un unico punto di tutte le componenti It, in modo che vengano abilitate anche funzionalità di “charge back” (la possibilità di riclassificare i costi dell’It all’interno delle Lob con tariffe a consumo) e di capacity planning predittivo. “Sono strumenti che esistono già nell’It tradizionale, ma che vanno rimodulati in un’ottica diversa di consumo delle informazioni e di ambienti software-defined”.
La delega delle competenze è un altro fattore di preoccupazione per i Cio, che sempre più hanno bisogno di nuovi skill legali o di accounting, a discapito delle conoscenze più prettamente tecniche, ormai lasciate ai provider. Il consiglio di Mainetti è fare ricorso a soggetti competenti esterni senza comunque abbandonare completamente gli skill fondamentali.
Il dibattito ha messo in evidenza come il cloud journey non sia una decisione che le aziende affrontano a cuor leggero, ma, come evidenzia Mainetti, “se le aziende non sapranno fare leva sull’industrializzazione del mercato It e sulla capacità di fare economie di scala dei vendor, si ritroveranno con un It che costa troppo”.


BT e Emc, una partnership sulla nuvola

BT è tra i maggiori fornitori di servizi e soluzioni integrate di comunicazione e It interamente dedicato alle imprese, dalle multinazionali alle Piccole e Medie Imprese e professionisti, e alla pubblica amministrazione. In ambito cloud, la società inglese, proponendosi come “Global Managed Infrastracture Service Provider”, intende erogare i servizi attraverso un modello operativo globale con presenza e supporto locale. Tra le priorità strategiche dell’offerta cloud: permettere l’attivazione di servizi applicativi attraverso la rete, fornire ai clienti il controllo attraverso il “Compute Management System”, garantire la user-experience e uno Sla end-to-end. L’azienda britannica offre supporto nel cloud journey attraverso servizi professionali a valore aggiunto e si avvale, per il proprio ecosistema cloud, di tecnologie open e partner (vendor e provider) globali. Emc, partner di BT, è il risultato di circa 80 acquisizioni che hanno permesso all'azienda di evolvere da società produttrice di memorie per mainframe a multinazionale specializzata in infrastrutture di storage ibride, con un’offerta di prodotti e soluzioni per la gestione, archiviazione, protezione e analisi del dato. A guidare la strategia aziendale all’insegna del “redefine”, ovvero della ridefinizione dei modelli e dei processi It e di business sulla spinta della digitalizzazione, sono direttrici quali hybrid cloud, software defined storage e tecnologia flash, su cui il vendor americano sta riconfigurando il proprio portfolio.

Arianna Leonardi

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