Extreme Networks, convergenza sicura fra reti mobili e fisse | ZeroUno

Extreme Networks, convergenza sicura fra reti mobili e fisse

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Extreme Networks, convergenza sicura fra reti mobili e fisse

Con Intelligent Mobile Edge, Extreme Networks cambia il modo di gestire il traffico dati provenienti dagli Access Point e integra la rete wireless con quella cablata. Miglioramenti anche sul fronte della network access security

24 Mag 2012

di Riccardo Cervelli

Data center, backhauling delle reti mobili (la rete di trasporto che collega la cella al resto della rete) e reti aziendali (dove è sempre più richiesta la convergenza fra connettività cablata e wireless). Sono questi i tre mercati di riferimento per Extreme Networks, specialista americano di networking a elevate prestazioni, focalizzato in particolare sulla connettività Ethernet di nuova generazione a 10, 40 e 100 gigabit. Prima di passare a Ime – Intelligent Mobile Edge, l’ultima novità nell’ambito delle reti aziendali proposta dall’azienda, accenniamo alle più recenti proposte per i data center e gli operatori di reti mobile. “Il nostro nuovo switch BlackDiamond x8 per i data center – esordisce Roberto Benedetti (nella foto qui sopra), Systems Engineer Director Southern Europe, per inquadrare il nuovo offering del vendor – ha una capacità di banda di oltre 20 Tbps e al momento non ha concorrenza, come si può evincere anche dagli studi di società di analisi quali Lippis e Dell’Oro [nei test indipendenti realizzati da Lippis/Ixia nei laboratori iSimCity, lo switch BlackDiamond X8 ha dimostrato di essere dalle tre alle dieci volte più veloce rispetto a qualsiasi altro switch core Ethernet del medesimo fattore forma; Extreme Networks si è posizionata al vertice della classifica relativa agli switch 40GbE modulari e al secondo posto di quella relativa agli switch 40GbE complessivi nel report realizzato da Dell'Oro Group per analizzare il market share del segmento 40 Gigabit Ethernet nel terzo trimestre del 2011 ndr]. Per quanto riguarda le reti degli operatori mobili – continua – la crescente diffusione di smartphone e tablet sta causando un aumento rapidissimo del traffico dati sulle reti che connettono le torri radio. L’interconnessione basata su Ethernet, invece che su Sdh e Tdm, che Extreme Networks gestisce con le soluzioni E4G, offre un rapporto prezzo prestazioni particolarmente favorevole”.

Ed eccoci al mercato enterprise network, che per Extreme vale il 70% del suo fatturato. “Ime – spiega Benedetti – aiuta le imprese a far fronte alla crescita dei dispositivi mobili che si collegano alle reti aziendali sia all’interno degli uffici sia da casa. La sua architettura basata su Data Plane convergente e sugli switch di Edge Summit 440, sempre di Extreme Networks, è alternativa rispetto a quella tradizionale. Quest’ultima, infatti, prevede, per il traffico wireless, un controller e tanti Access Point (Ap) con il controller che permette di configurare e gestire gli Ap distribuiti. L’aumento dei dispositivi mobili e degli Ap, che devono peraltro essere sempre più potenti, rende questa infrastruttura sempre meno sostenibile. Integrata con gli switch edge Summit, Ime permette di utilizzare il controller solo per la configurazione della rete e di gestire il traffico di dati direttamente in periferia”.

E per la sicurezza? “Oggi – risponde Benedetti – il fenomeno del Bring your own device (Byod) introduce uno sconvolgimento nel modo di gestire la sicurezza. In questo contesto Extreme Networks si è focalizzata su una soluzione di identity management innovativa che funziona in modo ottimale in ambiente Microsoft e che supporta anche il mondo Linux, anche se non con lo stesso livello di integrazione. A differenza di altre soluzioni, che si basano solo sui numeri Ip, Mac e sulle porte, la nostra analizza i pacchetti kerberos (meccanismo di autenticazione utilizzato per verificare le identità utente o un host) per poter identificare l’utente in modo logico. L’utente viene quindi associato al suo profilo Microsoft su Active Directory e Ldap. L’intelligenza di una rete – conclude Benedetti – consiste nella capacità di identificare in modo dinamico un utente che si sposta su un network in modo da poter applicare le policy di sicurezza previste, per esempio, in base alla sua appartenenza a un determinato dipartimento”.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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