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Dell e Emc, in attesa della fusione i numeri dell’Italia crescono

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Dell e Emc, in attesa della fusione i numeri dell’Italia crescono

21 Giu 2016

di Riccardo Cervelli

Intervista al country manager di Emc Italia Marco Fanizzi. Nel nostro Paese il vendor di storage mette a segno i migliori risultati dell’azienda a livello europeo e più che doppi rispetto alla crescita del mercato nazionale. Complici anche il lancio di molte nuove soluzioni e una rinnovata fiducia nell’economia

La lunga attesa di sapere come andrà a finire la fusione fra Emc e Dell (che deve essere ancora approvato dagli azionisti dello storage vendor il prossimo mese di luglio. Per approfondire il tema vedere anche: Dell EMC, un’azienda ‘fortemente tecnologica’) non ha scoraggiato i clienti italiani di Emc. “In queste settimane – ha spiegato recentemente alla stampa specializzata Marco Fanizzi, Ceo della country Italia, confermando indirettamente che la fusione si farà – si stanno già riorganizzando le terze linee di management a livello Emea. Il passo successivo saranno le nomine nelle singole country”.

Marco Fanizzi, Ceo di Emc Italia

Nel frattempo – complice anche la raffica di novità lanciate dalla multinazionale del data management nello stesso anno – “Emc Italia ha chiuso il 2015 con un incremento del fatturato del 28,5%, pari a più del doppio di quello registrato dagli analisti per il mercato storage domestico nel suo complesso. In particolare – continua Fanizzi – durante il quarto trimestre abbiamo registrato un picco di crescita del 33,5%”.

I risultati sono migliori di quelli ottenuti da Emc in tutta l’Europa Occidentale (+21%). “Nel 2015 siamo stati la country che ha performato meglio di tutte nella regione. Nel 2014 e per i primi trimestri del 2015 – racconta il numero uno italiano dell’azienda – avevamo osservato un certo attendismo da parte dei clienti, soprattutto di quelli più grandi, forse ancora concentrati a capire quali saranno le tendenze tecnologiche del mondo storage su cui investire per prime. Verso la fine dell’anno scorso c’è stata un’accelerazione, di poco successiva anche alla diffusione di dati migliori sull’economia. In quali settori abbiamo visto risvegliarsi la domanda? Un po’ in tutti, ma in particolare banche, manufacturing, healthcare e pubblica amministrazione locale”.

Forse, aggiungiamo noi, perché molti investimenti erano stati posticipati. “Vediamo molta richiesta nelle aree di prodotto tradizionali, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza, la flessibilità e il consolidamento attraverso l’adozione di nuove tecnologie. Notiamo anche la tendenza a spostare i workload non strategici sul cloud. Per quanto riguarda le soluzioni più innovative, vediamo molte realizzazioni di Proof of concept (Poc) e a sperimentazioni focalizzate su specifici use case. Nonostante questo fiorire di tentativi e di fughe in avanti, comunque, la sensazione è che ci sia ancora molto da fare nella parte tradizionale dello storage”.

Le positive performance di Emc Italia sono una buona notizia anche per il canale indiretto, “attraverso il quale passa il 70% del nostro fatturato”, precisa Fanizzi. Per il prossimo futuro, il Ceo di Emc Italia prevede per i partner una forte crescita anche nella fornitura di servizi. “Le tecnologie storage di oggi – conclude – richiedono molti servizi professionali. Emc intende concentrarsi su quelli di tipo consulenziale. Sia ai clienti che ai partner, punteremo a fornire solo servizi innovativi, lasciando ai reseller l’erogazione di quelli tradizionali. Diverso il discorso nel caso dei system integrator, con i quali portiamo avanti un lavoro più di tipo collaborativo”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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