Non si può parlare del futuro dei data center senza una premessa fondamentale: è giunto il momento di chiudere con le infrastrutture più datate. La riconfigurazione delle sale macchine impone oggi un’ottimizzazione dei carichi di lavoro e una potenza di calcolo tali da non poter essere più supportati dalla maggior parte dei sistemi legacy. I team IT necessitano di un approccio diverso per modernizzare le risorse dei loro data center. E qui che entrano in gioco formule on premise, in cloud e servizi di colocation.
“Il personale IT più volte si è ritrovato in una fase di forte impasse – ha detto Jennifer Cooke, research director di IDC -. Non è facile proteggere i dati aziendali, garantire la sicurezza e assicurare il rispetto dei requisiti normativi sotto il pressing crescente del business. L’innovazione che serve a far aumentare i fatturati oggi più che mai ha bisogno delle risorse IT che, attualmente, si ritrovano impegnate su più fronti contemporaneamente”.
Per far fronte all’evoluzione della domanda interna, le organizzazioni si rivolgono a modelli as-a-service per gestire i propri asset piuttosto che affidarsi a un approccio incentrato su logiche a silos e su un potenziamento dei server. Disponibilità ed efficienza del cloud, infatti, hanno aperto gli occhi ai manager aziendali, condizionando il lavoro dello staff IT interno che, per rimanere competitivo, sta cercando di recuperare in strategia ed efficienza.
“All’IT viene ora chiesto di operare in una chiave più orientata ai servizi – ha proseguito Cooke -. Le imprese sono impegnate a modernizzare le strutture esistenti o a implementare i data center del futuro su nuove basi”.

























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