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Se gli smart device diventano i telecomandi della nostra vita…

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Se gli smart device diventano i telecomandi della nostra vita…

22 Ott 2014

di Patrizia Fabbri

L’application economy è una nuova modalità di fare business, una nuova modalità di interazione tra aziende e cliente, in un mondo che ormai è interconnesso. Qual è la consapevolezza delle aziende su questo trend dirompente? È questo l’oggetto della survey, commissionata da Ca Technologies a Vanson Bourne. Ne parlano Michele Lamartina, Country Leader di Ca Technologies, e Fabio Raho, Solution Account Director South Europe dell’azienda

Michele Lamartina, Country Leader di Ca Technologies in Italia

“Negli ultimi anni stiamo assistendo a un trend dirompente, trasversale a tutte le industry, in ragione del quale gli utenti, dove possono e dove il business lo consente, preferiscono interagire con le aziende tramite il software e tramite dispositivi mobili, quindi tramite le applicazioni mobili, invece di utilizzare i canali tradizionali”, esordisce Michele Lamartina, Country Leader di Ca Technologies in Italia, nell’introduzione all’incontro dedicato alla stampa per presentare i dati della ricerca commissionata dalla multinazionale americana alla società di ricerca Vanson Bourne sul grado di percezione dell’Application Economy (How to Survive and Thrive in the Application Economy, campione 1450 responsabili business a livello worldwide). “In parallelo – ha proseguito il top manager italiano – stiamo assistendo a un fenomeno altrettanto dirompente: chi produce gli oggetti cerca di aggiungere funzionalità a questi oggetti tramite applicazioni mobili e gli smart device stanno diventando un hub dell’IoT, trasformandosi in una sorta di telecomandi della nostra vita”.

L’application economy è dunque una nuova modalità di fare business, una nuova modalità di interazione tra aziende e cliente, in un mondo che ormai è interconnesso. “Questa interazione – ha aggiunto Fabio Raho, Solution Account Director South Europe dell’azienda – avviene tramite software e diventa il punto di partenza della user experienze nei confronti del brand. Quindi, se prima c’era un forte legame tra brand e prodotto, che naturalmente rimane perché poi è la qualità del prodotto a determinare il successo di un’azienda, oggi questo legame passa, in modo sempre più determinante, attraverso l’esperienza degli utenti tramite le applicazioni perché queste rappresentano il modo di comunicare con l’azienda”.

Fabio Raho, Solution Account Director South Europe, Ca Technologies

Gli elementi che da sempre caratterizzano i brand forti sono: ispirare fiducia, sorprendere, essere inconfondibile e diventare insostituibile. Oggi questi elementi vanno indirizzati dalle applicazioni; come? “Ispirare fiducia in un contesto di application economy significa, per esempio, la connessione con altri brand forti [sistemi di pagamento o di sicurezza riconosciuti, servizi aggiuntivi forniti da realtà consolidate ecc. – ndr]; l’app deve essere appealing, sorprendere, offrire funzionalità innovative ed è la porta d’ingresso dell’azienda, il suo biglietto da visita, quindi deve essere inconfondibile, riconosciuta per essere in grado di anticipare le esigenze degli utenti; infine deve diventare un qualcosa di cui non si può fare a meno, offrire servizi che si rendono insostituibili”, spiega Raho.

Come impattano, sui sistemi informativi e sul Cio in particolare, questi cambiamenti tecnologici, ma soprattutto nei modelli di consumo e di relazione azienda-utente? Ripensare al modello di build e delivery delle applicazioni perché ci si confronta con un mercato molto complesso, con competitor innovativi che intaccano mercati consolidati: secondo la survey Vanson Bourne, il 50% dei rispondenti avverte un effetto concreto dell’application economy nel proprio settore e il 44% ha già notato contraccolpi significativi sulla propria organizzazione. La velocità nel rilascio delle applicazioni è un fattore critico di successo e per questo aspetto la survey offre risultati indiscutibili: il 94% dei rispondenti sostiene la necessità di rilasciare app in tempi sempre più brevi, ma solo il 15% si dichiara pienamente soddisfatto della celerità dell’It; per velocizzare la delivery, un’altissima percentuale (88%) ha in progetto di implementare la metodologia DevOps (team congiunti sviluppo e operation). La sicurezza rappresenta un forte punto di attenzione e si evidenzia, infine, come il modello di sviluppo e rilascio delle nuove applicazioni richieda un mix di competenze business e technology.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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