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Software e libertà di scelta, 10 principi per una gestione corretta

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Software e libertà di scelta, 10 principi per una gestione corretta

Le licenze determinano nel dettaglio come e dove il software può essere utilizzato, e il relativo costo. In modo allarmante, negli ultimi decenni, alcuni fornitori di software hanno sfruttato la loro posizione di mercato per limitare la scelta e imporre alle aziende vincoli tecnici, contrattuali o finanziari ingiustificati. Ecco perché servono principi che regolamentino il mercato

28 Lug 2021

di Redazione

I “Dieci Principi per una gestione delle licenze software equa e corretta per gli utenti del Cloud” sono stati presentati da CIO AICA Forum, associazione italiana di CIO e utenti di servizi digitali, insieme a AUSED, CIO Club Italia, FIDAinform, CIONET e CISPE. Tali principi sono stati elaborati in un contesto di crescente pressione da parte delle imprese europee che devono affrontare le pratiche sleali di alcune società di software. I principi, sviluppati con il supporto di CISPE, la voce dei fornitori di servizi di infrastruttura cloud in Europa, illustrano pratiche che secondo le associazioni possono influenzare il percorso di trasformazione digitale delle organizzazioni di tutte le dimensioni che desiderano spostarsi sul cloud.

Il software gioca un ruolo cruciale per quasi tutte le aziende; le licenze determinano nel dettaglio come e dove il software può essere utilizzato, e il relativo costo. In modo allarmante, negli ultimi decenni, alcuni fornitori di software hanno sfruttato la loro posizione di mercato per limitare la scelta e imporre alle aziende vincoli tecnici, contrattuali o finanziari ingiustificati.

Tutte le associazioni coinvolte credono che la proposta Digital Markets Act (DMA) rappresenti un’opportunità per inserire alcuni editori di software tra i ‘gatekeeper’ e creare obblighi che frenino le pratiche di licenza sleali oggi usate per ridurre la libertà di scelta, i vantaggi correlati e le opportunità per le piccole e grandi imprese di crescere e innovare. Le aziende europee che subiscono queste pratiche anticoncorrenziali potrebbero trovarsi a dover trasferire l’aumento dei costi ai consumatori. L’obbligo del fair software licensing potrebbe rapidamente dare luogo a un mercato digitale più aperto e competitivo in Europa.

“Per poter risultare competitivi sui mercati globali – ha confermato Luciano Guglielmi, Presidente CIO AICA Forum, Membro del Board di EuroCIO – occorre avere la garanzia di giocare ad armi pari. Per questo motivo il CIO AICA Forum, assieme a tutte le associazioni coinvolte, ritiene che l’adozione di regole chiare ed univoche per tutti gli attori dell’offerta di servizi infrastrutturali in cloud debba essere prioritaria e possa risultare propedeutica ad un pieno utilizzo delle potenzialità offerte da questa architettura tecnologica, garantendo la libertà di scelta del fornitore senza barriere o vincoli di sorta. Solo così potremo garantire che la Trasformazione Digitale tanto auspicata avvenga in modo rapido e competitivo, a livello paese e a livello Europeo”.

Dato che un numero crescente di aziende, dalle start-up fino alle grandi istituzioni, sta migrando verso il cloud, è essenziale che l’accesso a software, servizi digitali e infrastrutture sia illimitato e competitivo. Il cloud, infatti, rappresenta la base per innovazioni future che spaziano dal quantum computing al 6G, dall’IA alla realtà virtuale. Ma molti si stanno rendendo conto come termini di licenza sleali danneggino la loro capacità di scegliere liberamente la soluzione cloud più adatta per soddisfare le loro esigenze. La preminenza di alcuni attori nei mercati chiave del software rende praticamente impossibile negoziare licenze eque e molte organizzazioni riferiscono di non essere in grado di affrontare aziende forti di una posizione così dominante. In particolare, le PMI subiscono i danni maggiori.

Commentando a nome di CISPE, Alban Schmutz, Presidente, ha aggiunto: “Abbiamo un’opportunità storica per garantire che la proposta di legge sul mercato digitale affronti le pratiche sleali di alcuni fornitori di software legacy e promuova un mercato cloud equo e competitivo per tutti. I Principi rappresentano un elemento importante per definire le regole del software licensing per aziende e consumatori nell’economia digitale”.

I Dieci Principi del fair software licensing stabiliscono una serie di obblighi volontari che sostengono la trasformazione digitale dell’Europa e promuovono un mercato equo e competitivo per i servizi basati sul cloud in Europa.

Tutte le parti, aziende, sviluppatori software, vendor e fornitori di servizi, ovunque operino, sono incoraggiati ad adottare e applicare i Principi come fondamento di un licensing equo e adatto al cloud. La Commissione europea e gli Stati membri sono invitati a considerare i Principi per mettere a punto obblighi per i ‘gatekeeper’ nei termini della proposta DMA o altri regolamenti.

Andrea Caroppo, Europarlamentare, EPP, Membro Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori: “Il Digital Markets Act presenta un’opportunità storica per farlo, creando chiarezza intorno agli obblighi dei gatekeeper in relazione al software e al cloud. Mentre i cittadini e le imprese si spostano verso il cloud, i termini di licenza iniqui di alcuni fornitori di software particolarmente radicati devono essere affrontati per sostenere l’innovazione e creare mercati online equi e approcciabili.”

Paola Generali, Presidente di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT e Digitali di Confcommercio: “Il Cloud è uno dei cardini per innovare il nostro sistema imprenditoriale e proprio per questo gioca un ruolo molto delicato. In un Paese fatto soprattutto di micro, piccole e medie imprese, è essenziale che il contesto dell’Offerta giochi una partita equa ed etica. Questo a garanzia della libera concorrenza, elemento fondamentale per la crescita del mercato e dell’innovazione grazie alla dinamicità tra domanda ed offerta. Per questo sono essenziali principi e regole comuni a tutto l’ecosistema europeo, che tutelino tutti gli attori, di qualunque dimensione”.

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Redazione

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