Primi computer quantistici 100% europei in arrivo, uno in Italia, tutti contro la crisi climatica

pittogramma Zerouno

News

Primi computer quantistici 100% europei in arrivo, uno in Italia, tutti contro la crisi climatica

Grazie al progetto EuroHPC, entro il 2023 l’UE potrà contare sui sei computer quantistici completamente “made in Europe”. Sono i primi e segnano un nuovo passo nel lungo percorso verso la sua piena autonomia digitale. L’Italia ne ospiterà uno sul proprio territorio mettendolo a disposizione della ricerca e dell’industria e contribuendo così a costruire una leadership tecnologica europea ancora ben lontana. La strategia adottata dai 17 Paesi che partecipano al progetto è sempre quella di fare squadra e ottimizzare i risultati raggiunti nel settore da europee, nazionali e private. La priorità di questo upgrade, però, sarà la lotta contro il cambiamento climatico, nella speranza che grazie al quantum computing si registri un concreto cambio di passo. 

26 Ott 2022

di Marta Abba'

Digital transformation, sovranità digitale ma soprattutto lotta contro la crisi climatica e ambientale. Il progetto europeo dedicato al supercalcolo e al quantum computing EuroHPC svolta verso la sostenibilità ambientale e accelera annunciando l’arrivo dei primi 6 computer quantistici integralmente “made in Europe”. Uno sarà in Italia, gli altri nei vari Paesi selezionati per ospitare i nuovi “nodi” della rete di calcolo europea: Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Francia e Polonia.

Con questa mossa i promotori del progetto, sia pubblici che privati, ampliano l’infrastruttura già esistente e operativa perché possa diventare competitiva a livello mondiale e accessibile in tutta l’UE. Intendono passare dalle promesse ai fatti in tempi stretti, entro il 2023: le sfide che necessitano potenza di calcolo e gioco di squadra sono dure e urgenti. Basta osservare la frequenza dei disastri climatici e la durata della crisi energetica.

Un network di calcolo per scoprire materiali green e nuovi farmaci

Grazie a EuroHPC, quella che si sta formando sul territorio europeo è una vera e propria rete di risorse di calcolo distribuite. L’accesso è consentito sia al mondo della ricerca sia a quello dell’industria: entrambi potranno utilizzare anche i 6 nuovi dispositivi per migliorare o accelerare le proprie performance, ovunque abbiano la sede all’interno dell’Unione.

WHITEPAPER
Smart building: una guida per semplificare la progettazione della rete

Dal punto di vista “fisico” non è ancora noto il nome del centro di ricerca italiano che ospiterà il computer quantistico in arrivo, ma la scelta cadrà su un centro dove già è attivo un supercomputer. L’unico italiano degli otto inclusi nel progetto è Leonardo, il sistema progettato dal CINECA e installato presso il Tecnopolo di Bologna.

Se l’obiettivo di EuroHPC è migliorare il posizionamento e l’autonomia tecnologica dell’Europa nel contesto globale, quello dell’”upgrade quantistico” è più mirato. La Commissione Europea stessa, per voce del Commissario per la concorrenza Margrethe Vestager, ha precisato infatti che i nuovi nodi rappresentano un impegno preciso per la lotta contro i cambiamenti climatici. Anche nel settore del calcolo ad alta potenza sarà la priorità, infatti tra le principali attività a cui i 6 nuovi computer sono destinati compaiono:

  • la risoluzione di complessi problemi di logistica e di programmazione per aiutare le imprese a risparmiare tempo e carburante
  • lo sviluppo e il testing in un ambiente virtuale di nuovi materiali come polimeri per aerei, convertitori catalitici per automobili, celle solari o superconduttori a temperatura ambiente in grado di immagazzinare energia a tempo indeterminato.

La sostenibilità ambientale condividerà queste nuove risorse con la sanità. Le eccezionali performance dei nuovi computer quantistici serviranno infatti anche sviluppare nuove medicine. Creando un vero e proprio digital twin del corpo umano si potranno sperimentare in modo virtuale guadagnando velocità ed efficienza.

EuroHPC e il sogno di una UE leader del calcolo ad alte prestazioni

Guardando a questi ambiziosi obiettivi, sono stati investiti oltre 100 milioni di euro per l’installazione e lo sviluppo dei 6 nuovi sistemi di calcolo. Il 50% arriva dall’Unione Europea, il resto dai 17 Paesi membri di EuroHPC. Una ripartizione delle spese che replica quella dell’intero progetto supportato con 7 miliardi di euro – compresi i 900 milioni di contributo privato – da spalmare sul periodo 2021-2027.

La nascita di EuroHPC, questa “impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo”, risale però al 2018. L’idea, da subito, è stata quella di coordinare gli sforzi e mettere in comune le risorse per lo sviluppo di sistemi di calcolo con hardware e software interamente europei. Un modo per raccogliere i frutti di quanto già realizzato in modo isolato nelle “iniziative quantistiche” finanziate dall’UE, da programmi di ricerca nazionali e da privati.

Il sogno che unisce i membri di EuroHPC è quello di una Europa leader mondiale nel supercalcolo. Non un mero slogan, ma un obiettivo sentito perché funzionale al potenziamento della ricerca e dell’economia, all’accelerazione della trasformazione digitale e alla conquista della sovranità tecnologica. Fino a oggi, fino a prima dell’arrivo dei primi sistemi di calcolo “a qubit”, le attività della rete di supercomputer non avevano un’urgenza climatica dichiarata ma un carattere più generale.

  • creazione, distribuzione e crescita nell’UE di un ecosistema di supercalcolo, di calcolo quantistico, di servizi e di infrastrutture di dati federato, sicuro e iperconnesso
  • studio e adozione di sistemi di supercalcolo innovativi e competitivi basati su una supply chain che limita il rischio di interruzioni
  • sviluppo di un’ampia gamma di applicazioni ottimizzate per questi sistemi;
  • diffusione dell’uso di questa infrastruttura di supercalcolo a un largo numero di utenti pubblici e privati
  • sostegno alle attività di formazione di competenze HPC

In questi anni si è quindi “preparato il terreno” per giungere ad affrontare le sfide attuali più attrezzati. E il più possibile autonomi: la sovranità digitale europea resta infatti una priorità permanente, non in conflitto ma a supporto di tutte le altre, compresa la crisi climatica ed energetica in corso.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

Argomenti trattati

Approfondimenti

Q
quantum computing
Sostenibilità

Articolo 1 di 5