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Google I/O: il “business moment” è colto

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Google I/O: il “business moment” è colto

10 Ott 2014

di Rinaldo Marcandalli

L’impatto dell’innovazione tecnologica è davvero solo agli inizi. Ancora l’anno scorso, Google e Amazon erano per Gartner dei “disruptor” di modelli di business, ora sono motori dell’innovazione che meglio coglie i “business moment”: ne sono dimostrazione gli annunci durante l’ultimo incontro annuale per gli sviluppatori Google

6000 in platea a San Francisco, 597 località, 85 Paesi, 6 continenti, “forse un milione di schermi” collegati. Sul palco i protagonisti si avvicendano a ritmo serrato, non un attimo di pausa. Tifo e applausi a ogni annuncio di funzionalità nuova, attesa o a sorpresa che sia. È Google I/O 2014, l’incontro annuale di Google con la comunità degli sviluppatori. Il mantra di Sundar Pichai, Senior Vp Android, Chrome e Apps, Google è ‘every little bit matters, here’s to what you build next’. “Per le due grandi piattaforme elaborative open, Android e Chrome (e per la Cloud Platform) – dice – vediamo un Mobile Momentum; per supportarlo serve una Platform evolution; ecco come lavorarvi per il vostro Developer success”. Sa di rivolgersi a sviluppatori di startup che competono su un’opportunità di business con aziende affermate, ma meno ‘technology intensive’.  

Sundar Pichai, Senior Vp Android, Chrome e Apps, Google

Spiccano l’annuncio di Android L Developer Preview, ‘anteprima del più grande rilascio nella storia di Android’; AndroidOne, l’ecosistema per smartphone sotto i 100 dollari; e il Material Design, per una developer experience innovativa. Ma c’è un vero e proprio torrente di ulteriori annunci o novità: Web mobile integrato in Chrome, AndroidWear, AndroidAuto, ChromeCast, utilizzo della Cloud Platform di Google.
Riportiamo di seguito le funzionalità più salienti, ricordando prima le cifre del Mobile Momentum: circa 315 milioni di smartphone spediti nel 4Q2013, un miliardo l’anno; Android, su smartphone diversi, continua a (più che) raddoppiare gli utenti nella fascia ‘attivazione per 30 giorni’ (opzione minima) e ne supera il miliardo a giugno 2014; sono cresciuti i tablet a piattaforma Android dal 39% del 2012 al 64% di giugno 2014, gli utilizzi Google-Youtube dal 28% del 2013 al 42% di giugno 2014, le App installate su Android del 236% tra fine giugno 2013 e 2014.  
Primo e più strategico, il progetto Android One “guarda ai 5 miliardi di persone senza smartphone, nei paesi dove meno del 10% della popolazione li possiede. Google punta a una soluzione chiavi in mano per un ecosistema di Oem Hw e Carrier regionali qualificati da Google, assiemando smartphone di alta qualità, App rilevanti per geografie locali aggiunte da Oem via Google Play, aggiornamenti automatici originali Google”, spiega Pichai.
Per la ‘Platform Evolution’, l’invito è scaricare L Preview, familiarizzarsi con più di 5000 Api, specie con il Disegno per una developer experience ‘radicalmente nuova’. Matias Duarte, Vp Design dell’azienda, sottolinea come il Disegno sia il cuore dell’esperienza digitale e ne condizioni la capacità collaborativa remota. “Android e Chrome – afferma il top manager – ne ‘hanno costruito una visione chiara, semplice, intuitiva, consistente tra dispositivi mobili e  desktop; hanno immaginato pixel che usano colore e profondità, costituendo un materiale semplice come la carta, ma di aspetto trasformabile con un “tocco” sul monitor del device: il Material Design. Concettualmente, nel Material Design lo sviluppatore specifica un valore di ‘elevazione’ per gli elementi di una superficie; l’elevazione è resa in tempo reale, in corretta prospettiva con sorgenti di luci e ombreggiature virtuali.
Il Material design è ‘forte’: un layout ideografico pulito è semplice da comunicare, facile da capire, focalizzato sul contenuto. Con Polymer (annuncio Google I/O 2013), un qualsiasi disegno è portabile in modo fluido mantenendo lo stesso look & feel, a tutti gli schermi diversi supportati su Web, specie su Mobile Web. In più c’è un set di linee guida di stile, unificato e valido per ogni schermo. La leva dello sviluppo collaborativo, remoto e “materiale” è così offerta all’intelligenza di massa dei social network: gli oggetti 3D saranno immaginabili e collaborativamente sviluppabili in potenti brainstorming collettivi, indifferenti alla distanza. Per lo sviluppo digitale è arrivato il teleporting del materiale, stile Capitan Kirk.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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