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Tra give back e digital skill, Salesforce punta sui giovani e sulla PA

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Tra give back e digital skill, Salesforce punta sui giovani e sulla PA

In forte crescita su tutti i fronti, con un +53% di certificazioni e un +37% di dipendenti, Salesforce Italia nel 2020 ha teso una mano al mondo della sanità e varato progetti da remoto con i propri clienti aiutandoli a superare gli ostacoli della pandemia. Nel 2021 priorità ai giovani e un’attenzione particolare per la digitalizzazione della PA, un passaggio essenziale per preservare la civiltà e la democrazia.

10 Mar 2021

di Marta Abba'

Un’innata cultura della restituzione e la forte consapevolezza del proprio ruolo di innovatore e abilitatore della trasformazione hanno reso il 2020 di Salesforce un anno di crescita, di ascolto del territorio e di solidarietà. Il 2021, in continuità, vede sorgere progetti concreti dedicati ai giovani e la volontà di dare una mano alla PA in una trasformazione necessaria e inevitabile.

Questo vale a livello globale e italiano, tanto più che i numeri di questa azienda leader del CRM nel nostro Paese sono soddisfacenti e promettenti sia a livello di partner che di certificazioni.

Durante l’evento annuale Salesforce Chiama Italia 2021 il management ha fotografato la situazione raccontando il ruolo che vuole rivestire nella ripresa dell’economia nazionale partendo però col tracciare un quadro globale a ricordare che alla base del successo odierno, in ogni dove, ci sono sempre quei 4 pilastri che da 21 anni guidano le scelte dell’azienda: fiducia, innovazione, successo dei clienti e uguaglianza.

Un 2020 di crescita globale e give back per Salesforce

L’anno fiscale 2021 si è chiuso per Salesforce con un fatturato mondiale di 21 miliardi di dollari con una crescita del 24% su base annua ma soprattutto un numero che è il triplo di tre anni fa, mentre il presidio del mercato del CRM, in vertiginosa crescita, continua, con una quota del 20%, ben maggiore di quella dei competitor.

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Come è cambiato in Italia il quadro normativo dei pagamenti digitali verso la PA?
foto Paolo Bergamo
Paolo Bergamo, Senior Vice President Product Management di Salesforce

Il segreto di questo successo? “La capacità di aiutare le aziende a connettersi con i loro clienti in modo originale, un’esigenza che il Covid-19 ha solo accelerato ma che resterà presente perché quando la situazione sarà sotto controllo non si tornerà come prima” spiega Paolo Bergamo, Senior Vice President Product Management di Salesforce. E aggiunge: “Non ci siamo dimenticati di essere in una situazione privilegiata e il give back è la prima cosa che abbiamo in mente, infatti abbiamo donato 60 milioni di mascherine, guanti e occhiali agli ospedali grazie ad una partnership con Alibaba, un accordo difficile a livello governativo ma che è stato possibile tra aziende private”.

foto Federico Della Casa
Federico Della Casa, Senior Vice President Sud Europa Salesforce

Anche in Italia Salesforce ha reagito di fronte all’emergenza sanitaria con prontezza e azioni concrete, in tre diverse fasi. In prima battuta ha effettuato una donazione alla Croce Rossa Italia e reso disponibili le proprie soluzioni gratuitamente per 6-7 mesi al mondo della sanità, poi ha messo in piedi una campagna per chiedere ai propri clienti come poterli aiutare da cui sono nati progetti come la soluzione per gestire da remoto i pazienti Covid-19 per l’ASL di Trento e Cod@acasa, una modalità per permettere ai clienti Coop di fare la coda virtualmente, via mobile, evitando attese e assembramenti davanti al punto vendita. Da maggio, con un lavoro più strutturato, sono nate work.com e Vaccin Cloud, per gestire rispettivamente gli spazi lavorativi e i vaccini in modo sicuro e compliant. “La pandemia ha riportato al centro il nostro modello sociale 1-1-1, l’1% del nostro tempo in volontariato, l’1% del nostro fatturato in donazioni, l’1% del controvalore della nostra produzione in donazione di prodotti” spiega Federico Della Casa diventato Senior Vice President Sud Europa, Settore Pubblico, lasciando l’incarico di Country Leader per l’Italia ora ricoperto da Mauro Solimene.

foto Marco Solimene
Mauro Solimene, Country Leader per l’Italia Salesforce

La Salesforce Economy italiana cresce veloce

Con il tasso di crescita più alto in tutta EMEA e ben maggiore della media mondiale, Salesforce Italia ha dato “nel suo piccolo” un ottimo contributo al bilancio dell’azienda creando occupazione, con un +37% di dipendenti, ma soprattutto registrando un +53% di persone certificate. “Siamo rimasti sbalorditi dall’investimento fatto dai nostri partner in un anno così difficile, è fondamentale per noi vedere che fanno scelte di lungo periodo e ci fa ben pensare per il futuro – spiega Della Casa – perché il 95% dei progetti attorno a Salesforce sono fatti da loro”. Pur soffrendo la mancanza di contatti con i clienti, le soddisfazioni per Salesforce Italia non sono mancate: ha permesso a 80mila dipendenti di ENEL di passare da un giorno all’altro allo smart working mentre in pieno lockdown, ha trasferito tutto l’e-commerce di Carrefour sulle proprie soluzioni e ha supportato Sara Assicurazioni nel processo di creazione, diffusione e lancio dei suoi prodotti, training compreso. “È stato un anno complicato ma la nostra filosofia ci ha aiutato, abbiamo potuto servire chiunque in ogni situazione” afferma Della Casa pronto per la sfida della Pubblica Amministrazione italiana. “Oggi il perno della democrazia sta nella digitalizzazione della relazione tra cittadini, imprese e PA, non ci sono alternative – dichiara – Abbiamo deciso di accelerare in modo molto significativo a livello mondiale gli investimenti nella PA e lavoreremo per offrire ai cittadini la stessa esperienza relazionale che hanno nella loro vita privata”.

Sempre più digital skill per i giovani, un volano per l’economia

Nel futuro di Salesforce Italia, oltre alla digitalizzazione della PA c’è anche quella dei cittadini, soprattutto se giovani studenti o in cerca di lavoro. In pipeline ci sono diversi progetti, molto spesso in collaborazione con le università e gli enti formativi italiani. “In tre anni abbiamo potuto incontrare più di 3000 studenti in corsi e seminari specifici su Salesforce che spesso hanno portato al loro impiego presso partner e clienti – racconta Marco Marcone, Regional Vice President Alliances & Channel Power Italia – il 10% del +53% di certificazioni del 2020 viene da questi programmi universitari su cui vogliamo continuare a investire”. Intanto nel mese di marzo inizierà la quinta edizione del Salesforce Developer Bootcamp presso la DIGITA Academy in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II per arrivare a coinvolgere più di 400 studenti, molti poi assunti dal partner del progetto: Deloitte.

foto Marco Marcone
Marco Marcone, Regional Vice President Alliances & Channel Power Italia

Con Generation, fondazione di McKinsey focalizzata sulla formazione di giovani disoccupati, Salesforce sta inoltre avviando una partnership pilota a livello globale per colmare i gap professionali all’interno dei singoli paesi e offrire un’opportunità di impiego ad una fascia di ragazzi che diversamente non la avrebbero.

Da piattaforma di cambiamento tecnologico e di business, Salesforce con il suo impegno nello sviluppo delle digital skill vuole diventare sempre di più un protagonista nella ripresa del Paese e questa è una promessa supportata dai dati, quelli della ricerca IDC Salesforce Economy: entro il 2024 l’ecosistema Salesforce in Italia avrà un impatto stimato in 10,1 miliardi di dollari di nuovi ricavi e 21.360 nuovi posti di lavoro diretti e 43.000 posti di lavoro indiretti. Un volano importante a vantaggio di tutto il sistema economico italiano, giovani e PA in primis.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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