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Sinfo One: oltre l’Erp, verso la gestione strategica del dato

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Sinfo One: oltre l’Erp, verso la gestione strategica del dato

19 Giu 2014

di Arianna Leonardi

La società parmigiana specializzata in servizi It offre soluzioni end-to-end che integrano, oltre al gestionale, una serie di strumenti per la business intelligence e il performance management, favorendo la distribuzione e la condivisione delle informazioni a supporto dei processi decisionali.

Consulenza organizzativa e di processo, system integration per i principali software gestionali, outsourcing e sviluppo di soluzioni che si estendono oltre il tradizionale Erp: sono i campi di attività di Sinfo One, azienda storica italiana del mondo delle business applications.
La struttura vede oggi un organico di circa 130 persone suddiviso in quattro business unit tecnologiche: Business Intelligence; soluzioni Oracle (con cui la società emiliana ha una partnership molto stretta, suggellata da due riconoscimenti a livello Emea e South Emea: l’Oracle Partner Specialization Award nel 2010 e l’Oracle Partner Excellence Award Plm l’anno scorso), soluzioni Sap e la divisione dedicata a Si Fides, l’extended Erp sviluppato interamente da Sinfo One e pensato per le Pmi, che genera un’ampia quota dei ricavi.

Mirko Menecali, Senior Manager di Sinfo One

“Il nostro punto di forza – afferma Mirko Menecali, Senior Manager della società – è la conoscenza del mercato e del settore, oltre al know-how tecnologico. Abbiamo ingegnerizzato la nostra expertise, realizzando prodotti che rispondono anche alle esigenze dei clienti più piccoli, per i quali non serve l’approccio sartoriale tipico delle grandi aziende. Forniamo soluzioni end-to-end che prevedono l’integrazione di più tecnologie e toccano ambiti oltre il gestionale puro, come il product lifecycle management, la business intelligence e il performance management”.
E proprio nei segmenti della Bi e del Bpm, Sinfo One ha realizzato le soluzioni preconfigurate Si by e Si for, basate su Oracle Hyperion Planning, che integrano una serie di report, specifici data warehose e procedure Etl in ambiente Oracle Jde. L’obiettivo è creare un ambiente analitico e gestionale a supporto dei processi strategici (budgeting, controllo finanziario e così via, ma con un’estensione verso l’operatività, per esempio per attività di demand planning o sales & operations planning), per cui i diversi utenti possono attingere allo stesso repository di dati storici con un livello di granularità differente a seconda del ruolo e della funzione. “Così – chiarisce Menecali – il direttore commerciale avrà una vista su base semestrale e sull’intero complesso di attività, mentre il singolo area manager si concentrerà sul dettaglio dei suoi clienti”. Il tutto coadiuvato con funzionalità social e di collaboration, che favoriscono lo scambio di informazioni, liberando il processo decisionale da workflow troppo rigidi e accelerando l’elaborazione dei piani strategici.
Un approccio che però non è ancora diventato patrimonio culturale delle imprese italiane: “Soprattutto in realtà meno mature – conclude Menecali -, c’è una resistenza iniziale verso l’idea di mettere informazioni strategiche all’interno di uno strumento condiviso aziendalmente. La comunicazione, attraverso un linguaggio non tecnico e coerente all’interlocutore (il Cfo, il responsabile della supply chain, il direttore delle operations), è la chiave con cui gli esperti di Sinfo One vincono le riluttanze, dimostrando l’efficacia delle nostre soluzioni nel trarre valore strategico dal patrimonio informativo aziendale”.
Menecali ricorda infine target e mercato di riferimento di Sinfo One: “Ci indirizziamo principalmente al mercato italiano, ma abbiamo anche tante implementazioni all’estero. Il consumer goods rappresenta il nostro target di riferimento, che genera circa il 50% dei ricavi complessivi, ma ci rivolgiamo anche ad altri settori (cosmetico e farmaceutico o arredamento, solo per fare alcuni esempi). Attualmente serviamo un centinaio di clienti, dalla piccola impresa con un fatturato da 15 milioni di euro fino alle multinazionali che superano il miliardo, con una concentrazione su aziende intorno ai 200 milioni”.

Arianna Leonardi

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