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Sap: 2 miliardi per l’IoT

pittogramma Zerouno

Sap: 2 miliardi per l’IoT

30 Nov 2016

di Cristina Mazzani

La società ha stanziato due miliardi di euro in cinque anni per
sviluppare nuove soluzioni per l’Iot, creare centri di innovazione dedicati e investire in partnership e acquisizioni.
dal sap forum 2016 i punti principali della strategia dell’azienda

MILANO – Un piano quinquennale di investimenti che vale 2 miliardi di euro per accompagnare le aziende nell’era dell’IoT. È stato annunciato a fine settembre da Sap e spiegato nel dettaglio da Luisa Arienti, amministratore delegato Sap Italia, durante il recente Sap Forum, a Milano: “Queste le tre aree principali in cui faremo investimenti: prima di tutto, lo sviluppo di nuove soluzioni in area IoT da utilizzare cross industry, ma che potranno anche beneficiare dell’esperienza accumulata negli oltre 40 anni di vita di Sap in alcuni settori specifici; tale bagaglio di esperienza rappresenta infatti un importante punto di riferimento per l’evoluzione di Sap Hana e S/4Hana. Daremo poi vita a 6 centri di innovazione dedicati all’IoT dislocati nel mondo (Berlino, Johannesburg, Monaco, Palo Alto, San Leopoldo e Shanghai); nei Sap IoT labs – prosegue Arienti – lavoreremo, come nostra consuetudine, con clienti, partner, startup e Università in una logica di co-innovazione e sperimentazione, mettendo a disposizione risorse quali esperti di design thinking, prepareremo demo interattive di sistemi autonomi (droni e robot) e presenteremo tecnologie di sicurezza IoT, machine learning e stampa 3D. Infine, arricchiremo il nostro portafoglio d’offerta grazie a partnership tecnologiche strategiche e ad acquisizioni”.

Luisa Arienti, amministratore delegato Sap Italia

Su quest’ultimo punto, ricordiamo Plat.One, azienda che sviluppa soluzioni in grado di semplificare il processo di creazione, deployment e gestione di soluzioni complesse di Internet of Things e che offre, in pratica, competenze e tecnologia per accelerare la disponibilità di funzionalità IoT chiave in Sap Hana Cloud Platform. Recentemente è stata inoltre acquisita Fedem Technology, specializzata in analisi ingegneristiche avanzate, nello sviluppo di software per la simulazione multibody e calcolo del ciclo di vita delle strutture e dei sistemi meccanici sottoposti a carichi complessi.
Per quanto riguarda le soluzioni IoT per applicazioni industriali, che Sap chiama Industry 4.0 Solution Package, per il momento sono stati rilasciati:

  • jump start package, che consente di controllare l’efficacia delle attrezzature e offrire una visione chiara delle attività di produzione;
  • accelerator package, che offrefunzionalità per la produzione automatizzata, un ambiente di controllo per la pianificazione della produzione e il suo monitoraggio, analisi delle prestazioni e aggiornamenti sulla manutenzione degli impianti;
  • mentre a breve verrà rilasciato advanced package che includerà dati e controlli avanzati per la produzione, funzionalità di machine learning e analisi predittive per le operazioni di controllo qualità e della manutenzione.

I primi due pacchetti sono completati dall’applicazione Sap Distributed manufacturing per servizi di stampa 3D.
“Sap vanta esperienze di applicazioni molto importanti in ambito IoT – ha concluso Luisa Arienti – mi piace citare la città di Buenos Ayres che grazie alla nostra tecnologia è riuscita ad anticipare e ridurre al minimo i danni dovuti alle esondazioni; ma abbiamo esempi di eccellenza anche in Italia. Trenitalia ha implementato un sistema di manutenzione dinamica che utilizza la tecnologia Sap per ricavare ed elaborare in tempo reale dati generati dai sensori (mettendo cioè in relazione informazioni relative a vari componenti quali motori, batterie, freni con il loro ciclo di vita, l’utilizzo e altri indicatori di performance) conferendo alla gestione delle risorse maggiori capacità predittive al fine di migliorare l’affidabilità, e quindi il servizio per i cittadini, e abbattere i costi operativi. E non solo i grandi si sono mossi in questa direzione, abbiamo tanti esempi di realtà anche più piccole.”, ha concluso la top manager.


Ecco come l’IoT diventa Live Business

Al Sap Forum 2016 a Milano si è parlato di intelligenza ‘live’, fattore determinate per individuare nuove opportunità, acquisire efficienza operativa, reinventare modelli di business,
prodotti e servizi

23mila partecipanti, 59 partner per 60 sessioni di approfondimento sono i numeri che rappresentano Sap Forum 2016, un’edizione particolarmente focalizzata sulle potenzialità dell’IoT.
Negli spazi di FieraMilanoCity è stato dimostrato come disporre di un’intelligenza ‘live’ che elabori in tempo reale i dati provenienti dalle cose, facendoli interagire con quelli disponibili in azienda, possa permettere di individuare nuove opportunità, acquisire efficienza operativa, reinventare modelli di business, prodotti e servizi.

Matteo Losi, Innovation Sales Director, Sap Italia

“Non a caso, in Sap, lo chiamiamo Live Business” ha raccontato Matteo Losi che, fresco di nomina a Innovation Sales Director Sap Italia a diretto riporto dell’amministratore delegato Luisa Arienti, ha la responsabilità di potenziare la strategia di Sap in ambito platform e digital core per agevolare le aziende italiane a sviluppare percorsi di digital transformation basati su Sap Hana e Sap S/4Hana “perché lo scenario della digital economy richiede di operare con sistemi e soluzioni capaci di armonizzare tutti i processi decisionali in tempo reale. E Sap ha la tecnologia e l’esperienza per portare tale evoluzione nelle aziende. La nostra organizzazione – ricorda Losi – fa leva sui sei centri di Innovazione dedicati all’IoT dislocati nel mondo, tenendo presente che la sede di Plat.One [l’azienda acquisita da Sap che offre soluzioni per l’IoT – ndr], a Genova, rappresenta un’importante unità di sviluppo, parte integrante delle attività dei laboratori. In Italia Plat.One impiega 12 persone che si occupano di consulenza sul mercato e di raccordarsi con i laboratori”.
Nel nostro panorama industriale, incluso quello manifatturiero, sono presenti picchi di eccellenza nell’adozione delle nuove tecnologie, ma, ricorda Losi, “le aziende compiono percorsi diversi tra di loro. Non sapendo fare sistema non mettono a fattor comune le proprie esperienze e agiscono in modi differenti. Ci sono, per esempio, realtà che istituiscono “Limited digital” [ossia società separate dedicate all’innovazione digitale – ndr] dove fare progetti pilota e sperimentazioni, mentre altre riescono ad avere un approccio più strutturato”. Losi è poi passato ad analizzare l’approccio dei diversi settori: “Tra i più attivi in questi ambiti vi è il comparto servizi e utility, basti fare riferimento alle smart city; è inoltre molto vivace quello assicurativo, che agisce in una logica di miglioramento del servizio sia dal punto di vista delle polizze auto sia della smart home e sempre più, con l’introduzione degli wearable, anche della persona. Vi sono poi interessanti progetti anche nei comparti agribusiness, infrastrutture e trasporti”.

Cristina Mazzani
Giornalista

Giornalista dal 1996, si è sempre occupata di tematiche tecnologiche, scrivendo per riviste dedicate al mondo B2B e al canale di distribuzione Ict. In alcuni periodi ha affiancato a questa attività collaborazioni per quotidiani e testate attivi in altri settori. Dal 2013 lavora con ZeroUno.

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