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Kodak Alaris: continuità e innovazione

pittogramma Zerouno

Kodak Alaris: continuità e innovazione

27 Ago 2014

di Valentina Bucci

La società mantiene forte il rapporto con la tradizione dello storico marchio Kodak, ma non trascura l’innovazione, convinta del fatto che, in campo Document Imaging, per sostenere le aziende nella propria attività quotidiana, sia necessario prima di tutto aiutarle a gestire la grande massa di dati destrutturati esistenti: raccoglierli, organizzarli e renderli utili.

Da un lato, la continuità con il brand Kodak, dall’altro l’innovazione guidata soprattutto dalla volontà di rispondere a un’esigenza diffusa: quella di gestire l’enorme massa di dati che alimenta l’attività delle aziende, informazioni destrutturate che vanno rese leggibili e portatrici di valore. Su questo doppio binario si muove la sezione Document Imaging di Kodak Alaris, la società che da settembre dello scorso anno ha raccolto l’eredità dello storico marchio Kodak nel settore del Personalized e Document Imaging, acquisendo la licenza perpetua di utilizzo del brand Kodak e divenendo così proprietaria, per quanto riguarda il secondo dei due settori, di tutti i prodotti scanner e software di acquisizione dati, oltre che dei relativi servizi professionali, del ramo aziendale.

Michele Baroffio, Sales and Marketing Manager, Document Imaging di Kodak Alaris Italy

Ne abbiamo parlato con Michele Baroffio, Sales and Marketing Manager, Document Imaging di Kodak Alaris Italy. “Siamo un'azienda che deve stare al passo con mercati sempre più veloci e che quindi deve innovare continuamente la propria offerta, ma conservando con orgoglio nel proprio patrimonio l’eredità della firma Kodak grazie a cui disponiamo di una delle gamme di prodotto più complete del mercato, con scanner che vanno dalle 20 alle 200 ppm – pagine per minuto”. Quando Kodak Alaris è subentrata, spiega il manager, il passaggio è avvenuto nel segno della continuità: “Abbiamo proseguito a distribuire i prodotti senza interruzioni e non abbiamo mai smesso di annunciare nuove soluzioni”.

Baroffio entra quindi nel merito di quest’ultimo aspetto: il mercato del Document Imaging sta subendo grandi cambiamenti; sempre di più aumenta la quantità di dati che ogni azienda si trova a gestire, fenomeno alimentato, tra le altre cose, dalla diffusione dei social media: “Offrire dei software che permettano all’utente di organizzare questo insieme di informazioni è fondamentale, ed è soprattutto in questa direzione che stiamo lavorando”. Tra le varie soluzioni, un’attenzione particolare va riservata alla piattaforma Kodak Info Insight: “I dati che arrivano in azienda – spiega il manager – sono delle più svariate tipologie: provengono da e-mail, da allegati di formati diversi, dai social media, da documenti scannerizzati e via dicendo. Si deve fare in modo di raccogliere, strutturare e rendere utili informazioni derivate da tutte queste fonti”. La piattaforma intende offrire un'analisi intelligente e una verifica dei documenti in entrata e della corrispondenza digitale, a prescindere dal formato e dalla struttura, ed è in grado di apprendere il comportamento degli utenti durante la valutazione e l'elaborazione delle informazioni. L'obiettivo finale è estrarre e organizzare in modo funzionale quelle indicazioni che possono servire ai vari processi aziendali, “evitando che i dati, come spesso accade, si accumulino nei server restando inutilizzati”. Una soluzione rappresentativa della strategia di Kodak Alaris: “È cambiato lo scenario: gli input a cui è soggetta l’azienda sono aumentati ed è sempre più importante risparmiare tempo, denaro, risorse”; per questo la proposta di soluzioni di gestione documentale e delle informazioni diventa fondamentale, accanto al continuo perfezionamento dei prodotti scanner, la cui domanda sta crescendo, secondo Baroffio, spinta proprio dal processo di digitalizzazione delle aziende: “C’è un sempre maggior numero di documenti che nascono digitali; ciò genera la necessità di incrociare questi file con il patrimonio documentale cartaceo per poter allineare i dati e gestire il tutto attraverso un solo workflow”.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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