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InfoCert e Noovle: le Google Apps in versione trusted

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InfoCert e Noovle: le Google Apps in versione trusted

30 Gen 2015

di Valentina Bucci

TrustApp, applicazione sviluppata da InfoCert e Noovle (partner Google), permette di utilizzare i servizi trusted di InfoCert per inviare, marcare, firmare e conservare i documenti e le email sfruttando un’interfaccia integrata con il parco app di Google. L’usabilità, tipica del colosso americano, è ora a disposizione anche di aziende e Pa per una gestione documentale semplice, intuitiva, ma a norma di legge.

MILANO – Da una parte InfoCert, società altamente specializzata nei servizi di certificazione digitale e gestione dei documenti in modalità elettronica; dall’altra Noovle, Premium Partner di Google, cloud system intergator che spazia dall’enterprise & Web search allo sviluppo di applicazioni e progetti basati sul cloud, con competenze, tra le altre cose, nell’ambito delle soluzioni Google for Work. Dal loro incontro nasce TrustApp, l’applicazione che, sviluppata dai due partner in stretta collaborazione, permette di utilizzare i servizi trusted di InfoCert attraverso un’interfaccia intuitiva e perfettamente integrata con il parco app di Google.

Paolo Vannuzzi Ceo, Noovle

Come ha spiegato Paolo Vannuzzi, Ceo di Noovle, per imprese e Pa diventerà possibile, in completa sicurezza e nella piena compliance normativa, inviare posta elettronica certificata (Pec) da Gmail, applicare la firma digitale e la marca temporale ai documenti presenti in Google Docs o archiviati su Google Drive, richiedere la firma dei documenti ad altri utenti delle Google Apps, e recuperare e inviare un documento in conservazione sostitutiva, “in modo dematerializzato, da qualsiasi dispositivo fisso o mobile capace di far girare un browser”. Le funzionalità, collegate tra loro, abilitano un flusso di lavoro semplice da gestire per qualsiasi utente.

A norma di legge e “in stile Google”

“Viviamo in un mondo che è quello di Google”, dice Emanuele Cerroni, Business Executive di Noovle, che ha guidato il gruppo di lavoro impegnato nello sviluppo dell’applicazione, “un mondo che è familiare all’utente e che gli mette a disposizione posta elettronica, storage illimitato, preview dei documenti, tante funzionalità accessibili da qualsiasi device. Ma nessuno di questi servizi è sviluppato sul quadro normativo in termini specifici di conservazione, di firma e di invio dei documenti”: da qui la scelta di attivare il progetto di InfoCert per rendere il document management a norma di legge, ma al tempo stesso intuitivo, in pieno stile Google.

Danilo Cattaneo, Direttore Generale di InfoCert

Il mercato è favorevole: le normative italiane ed europee impongono adeguamenti sul piano della digitalizzazione documentale, l’esigenza di spostarsi verso il paperless e la necessità di sfruttare l’agilità del cloud computing è sempre più forte; il fenomeno della consumerizzazione è incontenibile e ben rappresenta la necessità da parte degli utenti di lavorare con strumenti intuitivi, capaci di rendere semplici i processi: “Secondo una ricerca Gartner – dice Vannuzzi – il 53% dei dipendenti sta usando tecnologie personali a fini aziendali”. “L’idea base di TrastApp è quella dell’usabilità degli strumenti”, spiega a questo proposito Cerroni, “La firma elettronica ha un grande potenziale in termini di innovazione, di efficienza, di riduzione dei costi. La barriera all’entrata è sempre l’usabilità”.

Come ha ricordato Danilo Cattaneo, Direttore Generale di InfoCert, l’applicazione “è sviluppata in Html 5 ed è basata su LegalCloud, la piattaforma tramite cui l’azienda eroga, con la possibilità di sfruttare il modello as-a-service, tutti i servizi di dematerializzazione documentale a norma di legge; un progetto nel quale InfoCert ha investito 2 milioni di euro e che ora, con TrustApp, trova una nuova declinazione”.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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