NFT: guida ai Marketplace e al minting

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NFT: guida ai Marketplace e al minting

Una guida semplice ed esaustiva per imparare ad operare sui principali Marketplace di NFT online: come collegare un wallet, creare un NFT e fare compravendita di Non Fungible Token.

21 Apr 2022

di Pablo Cerini

NFT significa Non Fungible Token, ossia un contenuto salvato sulla blockchain in modo univoco e non replicabile. Un NFT può essere qualsiasi opera dell’ingegno umano che possa essere salvato in formato digitale: un’immagine, un brano musicale, ma anche un video o una poesia.

Originariamente fenomeno di nicchia nato a cavallo tra il mondo delle criptovalute e quello dei videogiochi free to play, gli NFT sono passati ultimamente alla ribalta grazie alle alte quotazioni raggiunte da alcune collezioni e dall’interesse manifestato nel fenomeno da star dello spettacolo e dello sport. Gli NFT sono anche al centro di roventi critiche incentrate sulla loro volatilità finanziaria e sul loro effettivo valore artistico. Toccare con mano di che cosa si tratti per farsene un’idea precisa è semplice: operare con gli NFT è alla portata di tutti e non richiede eccessivi tecnicismi.

Installare e configurare un wallet

Un portafoglio digitale, chiamato più comunemente “wallet”, rappresenta tutto il setup tecnico che serve per utilizzare gli NFT. Oggi ci sono molti wallet disponibili, sia per Windows che per Android o altri dispositivi mobili. La scelta del wallet dipende innanzitutto dalla blockchain, ossia dalla rete su cui risiedono NFT e criptovalute, con cui desiderate operare.

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Alcuni wallet nascono specializzati per una determinata blockchain, altri invece sono pensati per un utilizzo più generico e supportano molte blockchain, sia nativamente, oppure permettendo la configurazione aggiuntiva in un secondo tempo. Metamask è sicuramente il wallet più diffuso: supporta molte blockchain e permette di aggiungerne di nuove tramite una veloce configurazione.

Altri wallet molto usati nel mondo NFT sono Phantom, specializzato sulla blockchain Solana, oppure Trust Wallet. Alcuni wallet, come Metamask, sono installabili sia come estensioni di Chrome, sia come APP mobili, altri, invece sono disponibili solo come estensione (Phantom) o solo come APP mobile. In quest’ultimo caso, solitamente il wallet contiene al proprio interno un browser con cui accedere ai siti di interesse del WEB 3.0.

Il marketplace

Una volta installato il wallet e configurato l’accesso alla blockchain, il primo passo da compiere è visitare un Marketplace. I Marketplace sono siti WEB 3.0, ossia predisposti per operare con una blockchain, che permettono agli artisti di pubblicare e commerciare le proprie opere, e al vasto pubblico di appassionati di scoprire nuove collezioni ed, eventualmente, fare investimenti. Al momento della scrittura di quest’articolo, i Marketplace più famosi sono almeno tre: Open Sea sulla blockchain Ethereum e Polygon, Magic Eden sulla rete Solana, e NFTB, che opera principalmente con la blockchain di Binance.

Per operare con un marketplace è sufficiente collegare il proprio wallet tramite l’apposita funzione resa disponibile dal sito, e creare un account con il proprio indirizzo e-mail, nel caso si voglia usufruire di funzioni come uno storico della propria navigazione. Alcuni marketplace permettono anche di collegare i propri profili social, come Discord, per partecipare a concorsi o promozioni. Una volta collegato il wallet, si può procedere alla navigazione, solitamente divisa per collezioni, novità, aste o NFT in tendenza per vendite o pubblico di visitatori.

Creare il vostro primo NFT

Non si è, però, affatto limitati a un ruolo di spettatori o acquirenti “passivi”. Qualsiasi utente può passare dall’altra parte della barricata e rivestire il ruolo di creatore, in molti casi anche gratuitamente, in altri pagando una piccola fee (commissione) in criptovalute. Il processo di creazione di un NFT si compone di semplici passi. Il primo consiste nel caricare il file della vostra opera sul Marketplace, sia esso un’immagine o un file audio.

Poi, si può decidere se creare una collezione in cui inserire altri esemplari o variazioni procedurali dell’opera, oppure optare per un caricamento singolo. Il Marketplace, poi, si incarica di salvare il vostro file sulla blockchain, ed è qui che spesso viene richiesto il pagamento di una piccola somma in criptovaluta. Questa commissione serve a coprire le spese del “gas”, ossia la ricompensa richiesta dai validatori della blockchain per la trasformazione del file della vostra opera d’arte in un NFT.

Si tratta del cosiddetto processo di “minting”, per mezzo del quale il file viene reso immutabile grazie alla crittografia. Una volta creato l’NFT, il Marketplace rilascia un link da cui si può ammirare l’opera e condividerla, in modo da attirare un pubblico di investitori disposti a fare un’offerta o di semplici curiosi.

Staking e Play 2 Earn

Mentre i primi NFT erano nati fini a sé stessi, a un certo punto alcuni sviluppatori hanno iniziato a chiedersi se non fosse possibile trovare un impiego a queste opere digitali che non consistesse solo nello starsene appese dentro una cornice virtuale. Da questa ricerca sono nati i due fenomeni del Play 2 Earn e dello Staking.

Lo Staking è un modo per ottenere una rendita regolare dal proprio NFT. Lo si deposita presso un ente validatore, solitamente la software house o il marketplace responsabile del progetto, che in cambio di questo impegno a non vendere l’opera, rilascia al suo possessore una rendita fissa in criptovalute. Ovviamente, il valore della rendita è sensibilmente legato a quello del token con cui viene rilasciata, il che configura lo Staking come un investimento finanziario ad alto rischio.

Il Play 2 Earn, invece, consiste nell’utilizzo degli NFT come personaggi o oggetti di un videogioco che rilascia ricompense in criptovalute al raggiungimento di certi obiettivi, come ad esempio la vittoria in una battaglia o in una corsa. I primi esempi famosi di Play 2 Earn sono stati Axie Infinity, un gioco di carte su blockchain ispirato ai Pokemon, e REVV, un innovativo gioco di corse automobilistiche 3D di Animoca Brands.

Pablo Cerini

Giornalista

Sviluppatore software, cresciuto nel mondo ERP, ma appassionato del mondo DEV a 360°. Affascinato dalla statistica e dal machine learning, con un chiodo fisso per le candele giapponesi

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