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Ucc, le soluzioni ci sono, ma l’utilizzo è ancora poco evoluto

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Ucc, le soluzioni ci sono, ma l’utilizzo è ancora poco evoluto

28 Mar 2012

di Paolo Lombardi

L’Osservatorio del Politecnico di Milano prevede stallo di investimenti nelle Pmi e attenzione e budget in crescita nelle grandi aziende. Ma occorre una maggior integrazione con i Sistemi informativi e l’apertura verso clienti e fornitori.

Al terzo anno di attività l’Osservatorio Unified Communication & Collaboration (Ucc) della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i risultati della più recente ricerca sullo stato di adozione delle soluzioni di Ucc nelle aziende e nella Pa. La ricerca è stata effettuata su un campione di Cio di 107 grandi organizzazioni e direttori It di 261 Pmi per analizzare diffusione delle iniziative sul tema, livello di integrazione nei processi aziendali e budget dedicati all’Ucc.

Dal punto di vista quantitativo, tra i principali risultati emersi risulta che il budget per addetto dedicato alle iniziative di Ucc è stabile nelle Pmi mentre dovrebbe crescere, nel 2012, di oltre il 5%, nelle realtà di maggiori dimensioni. Per quanto riguarda invece le applicazioni, nelle grandi aziende la diffusione maggiore va a quelle di eMail&Calendar (presente nell’88% delle aziende intervistate) anche se sono le applicazioni di Collaboration e File Sharing a registrare il maggior trend di crescita.

Pmi e grandi organizzazioni: alla ricerca di semplicità e integrazione

Nelle imprese più piccole è difficile registrare il reale livello di adozione delle tecnologie di Ucc. I dati quantitativi sembrerebbero indicare uno stallo nella spesa e quindi nell’interesse verso queste tecnologie, anche se gli obiettivi dell’Ucc vengono in qualche modo e almeno in parte (per esempio quella che determina velocità e ubiquità delle comunicazioni) implementati attraverso l’utilizzo di semplici dispositivi consumer e i social network, il cui utilizzo, secondo i ricercatori del Politecnico, sarebbe in crescita.

Secondo Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio, questa situazione dovrebbe portare i vendor che guardano al mercato delle Pmi a pensare alla realizzazione di strumenti e soluzioni più semplici, comprensibili e flessibili, sempre più basati sulle esperienze di utilizzo tipiche del mondo consumer.  Diverso il discorso per quanto riguarda le organizzazioni di maggiori dimensioni. Qui installazioni e budget allocati sono in buona parte consistenti ma con evidenti limiti negli utilizzi delle tecnologie, che si esprimono, secondo lo studio, in realtà a silos, con scarsa o nessuna integrazione con i sistemi informativi aziendali. Solo il 32% delle 107 grandi organizzazioni censite dallo studio ha confermato infatti l’esistenza di forme di integrazione della Ucc con altre applicazioni aziendali. Più in particolare, nel 76% di questi casi questa integrazione si realizza all’interno del workflow, il 12% si realizza con gli Enterprise social media, il 9% con soluzioni video e soltanto nel 3% l’integrazione viene realizzata con i social media esterni presenti sul web.

“Sembra ancora molto lunga quindi la strada per arrivare a una completa fusione dei servizi Ucc nei sistemi informativi e nei processi aziendali”, commentano i ricercatori del Politecnico e Corso insiste sulla necessità di promuovere integrazione e interoperablità tra gli strumenti focalizzando l’attenzione e gli obiettivi delle implementazioni sulla ‘U’ della Ucc superando così, in un’ottica di collaborazione unificata, le ridondanze e le inefficienze prodotte dalla presenza e coesistenza di soluzioni differenti.

Roadmap per soluzioni efficaci

Più in particolare, Corso indica alle aziende una roadmap di obiettivi che possono consentire di elevare il livello di maturità delle realizzazioni.

L’obiettivo di fondo, si è già detto, è quello dell’integrazione delle soluzioni di Ucc con i sistemi informativi aziendali, sfruttando la flessibilità tipica di queste soluzioni; un secondo step si realizzerà con lo sfruttamento dell’opportunità offerta dalle soluzioni di Ucc per rafforzare l’interazione con i clienti, attraverso l’allargamento all’esterno della fruibilità delle soluzioni.

In sostanza, nella visione tutto sommato ottimistica dei ricercatori del Politecnico, i trend delle tecnologie (nuovi modelli ‘as a service’ di cui si registra l’emergere, nuovi dispositivi mobili, progressiva maturazione delle soluzioni) offrono alle organizzazioni nuove opportunità che potranno essere colte però “solo in presenza di un approccio organizzativo maturo e consapevole”.

Paolo Lombardi

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