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Mitel: quando l’innovazione è una tradizione

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Mitel: quando l’innovazione è una tradizione

17 Dic 2014

di Patrizia Fabbri

Dalla fusione tra Mitel Networks e Aastra Technologies è nato un gruppo con un fatturato di 1 miliardo di dollari. Mitel, questo il rebranding dell’azienda dallo scorso 1° ottobre, vanta un portafoglio di soluzioni Ucc tra i più ampi del mercato. ZeroUno ha incontrato Fabio Pettinari, Country Marketing Director dell’azienda in Italia, per un’analisi del posizionamento della nuova Mitel a quasi un anno dall’unione tra le due realtà

Fabio Pettinari, Country Marketing Director, Mitel

1 miliardo di dollari di fatturato, 60 milioni di utenti in 100 Paesi, 2 miliardi di connessioni al giorno tramite le sue soluzioni, 754mila utenze che utilizzano il servizio in cloud con 33 milioni di connessioni cloud quotidiane: sono i numeri di Mitel frutto della fusione tra due aziende storiche di soluzioni e servizi di Unified Communication, Mitel Networks e Aastra Technologies. “Questa unione, preceduta e seguita dall’acquisizione di altre realtà del settore, ci porta oggi ad avere uno dei portafogli di soluzioni più ampi di questo mercato”, afferma Fabio Pettinari, Country Marketing Director dell’azienda in Italia. “Ci posizioniamo al 1° posto nel mercato europeo e al 5° a livello mondiale [dati Mza, settembre 2014 – ndr] e nel report dello scorso agosto, Gartner ci ha inserito nel gruppo dei leader del Quadrante Magico per Unified Communications”.

Nata nel 1973, la canadese Aastra è sbarcata in Europa nel 2003 dove ha rapidamente scalato la graduatoria dei vendor di soluzioni Ucc grazie a una serie di acquisizioni (l'elvetica Ascom, la francese Matra e la tedesca DeTeWe nel 2005, quindi la divisione Ucc di Ericsson) arrivando a realizzare oltre l’80% del proprio fatturato nel Vecchio Continente. Mitel Networks, anch’essa nata oltre 40 anni fa in Canada, concentrava invece il  proprio business nel mercato nordamericano. “Questa unione ci consente oggi di avere una copertura a livello mondiale molto significativa anche perché abbiamo continuato ad acquisire realtà che ci hanno permesso di completare la nostra offerta, come il recente caso di Oesys della quale ci interessavano alcune funzionalità legate ai contact center della loro soluzione”, specifica Pettinari.

“Unified communication & collaboration, contact center e Ucc in cloud sono i tre ambiti nei quali operiamo all’insegna dell’innovazione; l’investimento in ricerca e sviluppo, infatti, ha sempre rappresentato una componente significativa del nostro bilancio.  Le soluzioni delle realtà acquisite – precisa il top manager – sono state integrate in un unico portafoglio e questa integrazione ci ha consentito di sfruttare la nostra R&D portando il meglio di ogni tecnologia anche sulle altre piattaforme”. E in questa eccellenza tecnologica, la mobilità rappresenta una componente determinante: “Mitel si concentra su soluzioni Ucc evolute e questo oggi significa necessariamente parlare di mobility perché il cuore della nostra mission è consentire ai nostri clienti di gestire il business ovunque si trovino, utilizzando i device che preferiscono”, aggiunge il country marketing director di Mitel.

Per quanto riguarda il nostro paese, l’azienda è presente con tre sedi (Milano, Roma e Napoli) e un modello di go to market con una struttura interna che segue direttamente il segmento large enterprise e la Pubblica Amministrazione (nella quale Mitel vanta il 60-70% dell’installato), mentre il mercato delle Pmi è seguito attraverso una vasta rete di distributori e la collaborazione con partner tecnologici come Telecom e Fastweb. “Accanto alla nostra offerta tradizionale, anche in Italia nei prossimi mesi ci sarà una forte attenzione verso il cloud ed all’offerta Ucc as a service. Mitel ha infatti sviluppato un'offerta dedicata ai service provider che, per offrire servizi in cloud ai propri clienti, necessitano di soluzioni caratterizzate da una forte flessibilità e una alta affidabilità ”, aggiunge infine Pettinari.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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