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Le mille strade della Collaboration Cisco

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Le mille strade della Collaboration Cisco

25 Lug 2016

di Riccardo Cervelli

Non un mero portafoglio di applicazioni di comunicazione e collaborazione, ma un’architettura integrata per rispondere a tutte le esigenze aziendali. Comprese quelle che sorgono nell’era cloud e dell’IoT. Il cavallo di battaglia è Spark, una piattaforma con una crescente community di sviluppatori e terze parti

MILANO – La comunicazione e la collaboration ai tempi della digitalizzazione globale: dalle modalità tradizionali alle interazioni machine-to-people. Cisco è impegnata in questo campo “con un approccio molto ampio – spiega a ZeroUno Michele Dalmazzoni, Collaboration & Industry IoT Leader di Cisco Italy – Nella nostra architettura abbiamo infatti un po’ tutte le tecnologie, in cui siamo leader: dalla telepresence alla Unified Communication, ai contact center. Il nostro obiettivo è proporre una piattaforma integrata, convergente e aperta, con cui costruire o in cui trovare soluzioni per qualsiasi tipo di use case di collaboration”.

Spark: 4 in 1

In un contesto in cui la digitalizzazione è entrata in tutti i processi di business e gli aspetti della nostra vita, per venire incontro al meglio alle esigenze di Collaboration dei diversi settori verticali e, all’interno delle singole aziende, di differenti tipologie di utenti e di team, “non bastano più un software, un pc e una webcam”.

Michele Dalmazzoni, Collaboration & Industry IoT Leader di Cisco Italia

La risposta di Cisco più recente, articolata e adatta a rispondere alle esigenze del mondo Ict di oggi si chiama Spark. Spiega Dalmazzoni: “La soluzione riunisce quattro elementi: un’applicazione nata per i dispositivi mobile, che è diventata fruibile anche sui pc via web, e che può essere utilizzata anche come semplice terminale di Ucc; una piattaforma cloud, che permette di registrare video dagli end point e di usufruire di servizi Ucc avanzati e diversificati senza avere un’infrastruttura dedicata; una soluzione che può essere integrata in modo ibrido con gli Unified Communication Manager Cisco già implementati, per la salvaguardia degli investimenti effettuati; e infine una community, cui noi forniamo Api per integrare le funzionalità di Spark in applicazioni di terze parti. Per esempio, una software house può sviluppare una soluzione per l’IoT che, a fronte di determinati eventi, genera messaggi Sms o email, effettua chiamate o crea stanze virtuali in cui determinate persone vengono convocate per analizzare e risolvere una problematica”.

Spark, che si integra anche con i servizi Webex di Cisco, offre una nuova possibilità di implementare servizi Ucc (sia in puro cloud, sia hybrid) che vengono incontro a specifiche aspettative di user experience. “Il prossimo anno permetteremo di registrare anche i telefoni, consentendo così di creare Pabx [centralini, ndr] senza installare infrastrutture on premises”. Intanto aumentano le alleanze con terze parti. Molto importante quella con Apple. “Le applicazioni Spark sul sistema operativo IoS 10 si aprono direttamente nell’applicazione voce degli smartphone e tablet e non come applicazione parallela. Inoltre, se il client IoS 10 si trova connesso a rete Wi-Fi Cisco, le applicazioni Spark utilizzate per finalità business-critical possono attivare connessioni a elevate performance prioritarie”. Altre novità in fatto di integrazioni innovative sono in arrivo nell’ambito di una rafforzata alleanza con Ibm.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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