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Traffico Mobile: una crescita spinta anche dal business

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Traffico Mobile: una crescita spinta anche dal business

Secondo il Visual Networking Index, un’iniziativa promossa da Cisco per monitorare e prevedere l’impatto delle applicazioni che gestiscono video e immagini sulle reti, tra quattro anni il 71% del traffico globale dei dati relativi ai dispositivi mobili sarà dato dal traffico cloud, contro il 45% stimato per il 2011.

27 Mar 2012

di Giampiero Carli Ballola

Secondo il Visual Networking Index, un’iniziativa promossa da Cisco per monitorare e prevedere l’impatto delle applicazioni che gestiscono video e immagini sulle reti, tra quattro anni il 71% del traffico globale dei dati relativi ai dispositivi mobili sarà dato dal traffico cloud, contro il 45% stimato per il 2011. Il traffico cloud, ossia generato dai servizi Web di hosting e file sharing, è un indice, per quanto indiretto, dell’uso dei device mobili in azienda e se a prima vista il suo incremento potrebbe sembrare modesto, si tratta solo dell’aumento di una quota d’un traffico globale che da qui al 2016 è previsto crescere di 18 volte, a un tasso medio di 130 exabyte all’anno, superando di tre volte il traffico globale sulle reti via cavo. Le principali cause di quest’impressionante sviluppo stanno, come intuibile, nell’aumento dei dispositivi mobili connessi ad Internet, che in vaste aree asiatiche e africane prive di reti cablate permettono alle persone di comunicare ed essere informate, e nell’aumento delle reti mobili ad alta velocità, che secondo Cisco dovrebbero crescere di nove volte nel periodo considerato. Quest’ultimo aspetto porta con sé, in un circolo autoalimentato, l’aumento dei dati dovuto sia alle esigenze dei nuovi dispositivi (si pensi alla visualizzazione di un vecchio cellulare rispetto a un odierno tablet) sia a quelle dei nuovi contenuti multimediali (si pensi ai video HD e ai giochi in 3D), sia infine alle aspettative di utenti che chiedono sempre più contenuti in streaming e on-demand. Streaming e on-demand sono anche i fattori di crescita più legati alla mobilità sul lavoro, essendo, per motivi di sicurezza e di tempestività, le modalità di fruizione più adatte all’uso delle applicazioni business e analitiche. Non è infine da trascurare nemmeno il traffico machine-to-machine (M2M). Entro il 2016 dovrebbe arrivare al 5% del traffico mobile, ma essendo prive d’interfaccia umana, le comunicazioni M2M sono estremamente ‘leggere’, per cui è un 5% che significa milioni di utenze collegate (solo i Gps sulle automobili e per il tracking delle spedizioni sono già oggi decine di milioni). Come spesso succede per le grandi rivoluzioni la cosiddetta ”Internet delle cose” è già tra noi.

Giampiero Carli Ballola

Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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