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Mobile printing: ancora molta strada da percorrere

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Mobile printing: ancora molta strada da percorrere

17 Feb 2014

di Nicoletta Boldrini

Mancanza di standard riconosciuti, frammentazione delle proposte dei vendor, scarsa interoperabilità e connettività tra diversi sistemi. Le barriere da superare perché il mobile printing possa realmente concretizzarsi sono ancora molte, ma l’innovazione corre veloce e non c’è tempo da perdere

Nonostante le numerose previsioni che ne avevano decretato la sua scomparsa, l’affinità delle persone con ‘la carta’ e le pagine stampate testimonia che il printing continua ad avere un suo ‘angolo di interesse’, anche all’interno della rapida evoluzione del posto di lavoro sempre più mobile di oggi. “Tuttavia, il futuro della stampa in ufficio dovrà necessariamente ‘tenere il passo’ con il mondo digitale”, commenta Louella Fernandes, Principal Analyst della società di analisi americana Quocirca in un recente post sul blog della società. “L’ufficio ‘paperless’ di domani, in realtà sarà un ibrido tra ‘paper’ e ‘digital workplace’. Va da sé che risulteranno più efficienti, in generale, le organizzazioni capaci di automatizzare in modo intensivo i processi cartacei, tuttavia, proprio perché il modello plausibilmente prospettabile sarà di tipo ibrido, l’efficacia sul fronte dei processi e della riduzione degli sprechi dipenderà dalla capacità di bilanciamento e integrazione tra flussi incentrati sulla carta e workflow digitali”.

Un’evoluzione che però, secondo quando espresso dall’analista, non avrà affatto come conseguenza l’eliminazione della stampa su carta, esigenza (e spesso anche necessità) ancora molto sentita in certi contesti di business o per particolari funzioni. Semmai, il mondo del printing dovrà ‘fare i conti’ con i nuovi bisogni degli utenti e i trend in atto, primo fra tutti quello della mobility. Proprio su questo fronte, infatti, l’analista parla di una “seconda era per il mobile print”. “La frammentazione delle piattaforme mobile continuerà a creare problemi alle strategie di enterprise mobile printing, in particolare a quelle che hanno ‘flotte miste’ ossia lavoratori che si spostano non solo perché lavorano all’esterno dell’organizzazione aziendale ma che sfruttano le diverse sedi aziendali disponibili”.

Anche se i dispositivi mobili hanno aumentato la produttività degli utenti, secondo l’opinione di Fernandes la stampa rappresenta ancora la principale ‘carenza’ del fenomeno Bring Your Own Device (Byod). “I vendor di stampanti si stanno rendendo conto che il passaggio ‘delle pagine’ dal desktop ai dispositivi mobili non sta in realtà avvenendo a causa della complessità delle soluzioni attuali che non rendono per nulla agevole la stampa in mobilità”, dice provocatoriamente l’analista. “Sebbene l’emergere della Mopria Alliance, [un’organizzazione internazionale di cui fanno già parte vendor come Canon, Hp, Samsung e Xerox – ndr], nel 2013 miri a raggiungere nuovi standard per accelerare il mobile printing, fino ad oggi il focus è ruotato tutto intorno al Near Field Communication (Nfc) Printing”.

Mentre la tecnologia Nfc è supportata da Android e Windows8, Apple ha posto la sua scommessa su iBeacon (che sfrutta la tecnologia Bluetooth Smart – introdotta con l’ultimo standard 4.0 – per il trasferimento di dati elaborati tramite un posizionamento Gps), e Airprint per la stampa diretta (tecnologia Apple che consente di creare stampe senza dover scaricare o installare driver, già integrata in diversi modelli di stampante di molti vendor). “Per evitare zone d’ombra’ nel servizio (problematiche di protocolli, driver di stampa, applicazioni, ecc. non compatibili o non supportate che rendono difficoltosa la stampa in mobilità), e soprattutto dover ricorrere all’utilizzo di molteplici applicazioni di stampa mobile, le aziende dovrebbero invece beneficiare di un approccio ‘vendor-agnostic’ che può abilitare la stampa mobile in modo sicuro, attraverso la rete aziendale o quella pubblica esistente”, commenta Fernandes. “Solo così si potrà garantire veramente la stampa in mobilità, naturalmente con tutti gli accorgimenti necessari per sicurezza, interoperabilità e compatibilità di driver nativi e dei tool di monitoraggio e gestione già esistenti”.

 

Strada in salita, ma ampie prospettive

Quello descritto dall’analista di Quocirca è uno scenario complesso e frammentato, ma il futuro è sicuramente roseo. Lo dimostrano gli sforzi che molti vendor stanno compiendo per accelerare e semplificare il mobile printing, da un lato, e per identificare i migliori standard, dall’altro, per creare soluzioni semplici e innovative di mobile & printing connectivity che siano realmente pervasive per tutti i tipi di dispositivi portatili e stampanti. Su questo fronte lavora, come accennato da Fernandes, Mopria Alliance, il cui obiettivo si legge nel suo Manifesto: “rendere la stampa mobile semplice come la stampa tradizionale dall’ufficio o dal Pc di casa. Vogliamo ‘dimenticarci’ del fatto che per stampare un documento Word serve l’applicazione Word installata – si legge nel Manifesto -, che serve una stampante connessa direttamente al proprio Pc o alla rete aziendale, un driver di stampa installato… Il nostro obiettivo è superare tutte queste barriere. In un futuro non troppo lontano, il dispositivo mobile dovrà trovare la stampante più vicina e sapere già come collegarsi ad essa (indipendentemente da quale sia il produttore della stampante). Tutto quello che dovrà fare l’utente sarà premere ‘print’”.

Un futuro che tutto sommato potrebbe non essere poi così lontano, guardando ai trend che l’analista di Quocirca riconosce come importanti driver di innovazione:

 1) advanced wireless technology: la tecnologia wireless sta evolvendo rapidamente e questo aiuterà l’utilizzo massivo delle stampanti in mobilità (sono ormai numerosi i dispositivi che adottano funzionalità wi-fi come standard); le prime stampanti wireless erano di tipo ‘monofunzione’, oggi invece anche i dispositivi multifunzione possono essere ‘connessi senza fili’ aumentando la libertà degli utenti di stampare ovunque, anche direttamente dai propri dispositivi (per esempio con la tecnologia Airprint di Apple di cui abbiamo accenato);

 2) portable printers: “L’utilizzo di stampanti portatili è cresciuto molto nel 2013 e ci si attende un’ulteriore crescita del fenomeno con continue migliorie anche sul fronte della qualità e della velocità di stampa con dispositivi tecnologicamente sempre più avanzati”, dice Fernandes. Le stampanti portatili tendono ancora a essere un po’ fragili ma, secondo l’analista, sono in arrivo dispositivi robusti e in grado di concentrare tutte le funzionalità tipiche delle stampanti ‘da ufficio’ in apparecchi sempre più piccoli e leggeri; 

 3) printer connectivity: “Considerando l’uso diffuso di smartphone e tablet e le esigenze degli utenti che hanno bisogno di accedere alle stampanti da qualsiasi parte del mondo, l’industria del printing sta investendo per soddisfare tali richieste”, puntualizza e conclude Fernandes, “allontanandosi sempre più dagli approcci tradizionali di ‘closed-network connectivity’ verso quelli di ‘smart contact-less accessibility’”. 

 

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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