IoT: il ruolo di ApiFire nel mondo delle stufe a pellet

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IoT: il ruolo di ApiFire nel mondo delle stufe a pellet

L’applicazione si compone di 4 prodotti diversi, ognuno designato per facilitare l’esperienza degli attori coinvolti nel ciclo di vita di una stufa a pellet, intervenire su di essa e conoscerne lo stato in tempo reale

14 Apr 2022

di Redazione

Le stufe a pellet destano curiosità e interesse a un pubblico sempre più ampio, non più solo in quanto oggetto d’arredo, ma anche per l’indubbio vantaggio in termini economici.

Già prima dei rincari del 2022, questo sistema di riscaldamento permetteva alle famiglie un risparmio di circa 200 euro l’anno. Con il verificarsi della crisi energetica, ad oggi i negozianti registrano un boom di vendite pari ad un +40% rispetto all’anno precedente. Segno evidente che sempre più persone stanno abbandonando i sistemi classici di riscaldamento per virare verso le soluzioni a biomassa.

M31, azienda veneta con sede a Padova specializzata nella produzione di soluzioni phygital in grado di integrare i vantaggi della tecnologia digitale ai prodotti fisici, ha creato ApiFire, una innovazione nel settore delle stufe a pellet.

Grazie ad ApiFire, infatti, è possibile utilizzare un sistema integrato di monitoraggio che coinvolge per la prima volta tutti gli attori della filiera (consumatori finali, produttori e tecnici) trasformandole in un vero e proprio ecosistema digitale intelligente. ApiFire è in grado di mettere in comunicazione queste categorie di attori consentendo ai produttori di conoscere e monitorare il ciclo di vita della stufa a pellet, ai tecnici di intervenire in maniera tempestiva in caso di malfunzionamenti e agli utenti finali di trarre beneficio da una stufa dalle performance migliori, grazie ad un’esperienza di utilizzo di nuovo respiro.

ApiFire si compone di 4 prodotti diversi, ognuno designato per facilitare l’esperienza degli attori coinvolti nel ciclo di vita di una stufa a pellet, intervenire su di essa e conoscerne lo stato in tempo reale. L’utilizzo di ApiFire prevede innanzitutto l’installazione di una nuova generazione di scheda elettronica nella stufa, che ne abilita il controllo da remoto e ne migliora le performance.

Grazie a questa componente fisica in grado di trasmettere le informazioni in cloud tramite Wi-Fi, il consumatore finale potrà non solo controllare le prestazioni della stufa in qualsiasi momento, ma anche svolgere azioni da remoto e chiedere una rapida e puntuale assistenza da parte dei tecnici, anch’essi muniti di un’app per la diagnostica a distanza e la comunicazione col cliente.

ApiFire fornisce inoltre ai produttori una piattaforma web per il monitoraggio da remoto delle stufe e la comunicazione con i Centri di Assistenza Tecnica (CAT) per gli interventi di riparazione e sostituzione, e dota gli stessi CAT di un’altra piattaforma appositamente studiata per la gestione dei loro interventi e della reportistica.

Il valore aggiunto di ApiFire rispetto a un classico sistema domotico di controllo da remoto, risiede non solo nel suo funzionamento, ma anche nell’attenzione posta a un attore solitamente messo in secondo piano, il produttore, che perde tutte le informazioni sul suo prodotto nel momento stesso in cui questo viene immesso sul mercato.

Grazie ad ApiFire, l’azienda produttrice è in grado di conoscere tutto sulla performance delle sue stufe, e quindi trarne feedback che gli consentano di migliorare costantemente non solo i prodotti stessi, ma anche l’esperienza e il comfort dei suoi clienti finali.

Installando l’app (che può essere comodamente collegata anche ad Alexa e Google Home) lo smartphone diventa un vero e proprio telecomando che dà accesso a un comodo pannello di controllo. L’interfaccia consente quindi di compiere azioni di vario tipo verso una o più stufe di proprietà, anche in mobilità, tra cui la programmazione settimanale, anche per singola zona, l’accensione e lo spegnimento, alzamento e abbassamento del livello di temperatura e potenza. In caso di malfunzionamenti, i clienti possono chiedere supporto e interventi direttamente ai tecnici autorizzati, approvare e rifiutare le richieste di accesso remoto alle stufe e valutare l’esperienza di assistenza.

“Crediamo fortemente che un sistema come ApiFire – afferma Davide Guariento, CEO di M31 – possa portare un’innovazione dirompente nel mercato delle stufe a pellet, perché pone al centro l’esperienza d’uso di qualunque utente che si trovi ad interagire con il prodotto fisico – produttore, distributore, tecnico o utente finale che sia. ApiFire rende disponibili nuovi servizi digitali, resi possibili anche dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia che in questo settore non avevano ancora trovato applicazione, accendendo così l’interesse e la curiosità verso un prodotto che non di rado risente di una certa diffidenza, perché erroneamente ritenuto obsoleto e difficile da gestire e monitorare. Con ApiFire vogliamo abbattere questo luogo comune e rendere la stufa a pellet ancora più moderna ed efficiente, soprattutto in questo periodo storico particolare in cui molte persone si ritrovano a valutare sistemi alternativi di riscaldamento per sopperire al rincaro dei prezzi e per mettersi al riparo da eventuali problematiche relative alla scarsità di gas. Inoltre, oggi più che mai, le persone utilizzano la tecnologia da remoto per gestire la propria casa, anche grazie all’avvento degli smart speaker e delle app che, proprio come ApiFire, funzionano come un telecomando che può essere utilizzato in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. Per i produttori l’elemento di svolta è la possibilità di avere accesso a dati che ora non hanno e la possibilità di abilitare nuovi modelli di business”.

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Redazione

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